mercoledì, gennaio 21, 2009

L'economia è uno strumento, non uno scopo




Sulla scia del post " L' efficienza è un mezzo, non uno scopo " me ne è sgorgato uno anche a me, in cui il fulcro è il concetto intrinseco di economia.

Quando ci sono problemi di ordine macroeconomico, qualche potente della situazione si sbraccia per gridare che "Sì, siamo in una crisi, tuttavia i fondamentali dell'economia sono solidi e dobbiamo stare tranquilli" (G.W. Bush, qualche mese fa).

Ora, qualcuno più esperto di me (che non ho una laurea in economia) mi può spiegare questa frase? Io la trovo, in una parola, inconsistente. Un modo per tranquillizzare l'opinione pubblica, facendo leva sul concetto di autorità. Una cosa del tipo:

- "E' così"
- "Perchè ?"
- "Perchè lo dico io"
- "Grazie!"

A livello base troviamo il concetto dell'assegnazione dei prezzi delle Materie Prime, siano esse minerali (petrolio, oro, ...) che biologiche (grano, mais, ...). A livello gestionale, invece, trova posto il capitolo dei bilanci d'impresa. Da un punto di vista "naif", con il meccanismo dei prezzi si dovrebbe riuscire a gestire i flussi di Materie Prime finite, e con gli strumenti per la redazione dei bilanci si dovrebbero governare le aziende, pubbliche e private.

Nella pratica, le cose non sono così semplici, in quanto spesso si creano fenomeni-groviglio che portano ad output economici scollegati con la realtà. Le fluttuazioni dei prezzi sulle Materie Prime possono finire in spirali ribassiste o rialziste, con amplificazioni speculative, e condurre anche a tensioni geopolitiche, come nella recentissima disputa Gazprom russa vs Ucraina (con forti interazioni anche in Europa Orientale e perfino Occidentale).

I bilanci aziendali, e qui vi chiedo di non gridare ad alcuno scandalo, sono molto facili da manipolare. Non voglio dire con questo che tutti lo fanno, ma sicuramente qualcuno sì. Di alcuni abbiamo notizia al tiggì, di molti altri no. Qual è lo scopo? "Far vedere che". Se sulla carta va tutto bene, l'azienda risulta "solida" e allontana lo spettro del ridimensionamento, attira capitali, e potrà continuare a fare quello che ha sempre fatto.

A livello socioeconomico, l'attuale governo italiano ci ha letteralmente martellato circa la necessità di "essere fiduciosi" e di "rilanciare i consumi" [Traslando quest'ultima filosofia, risulterà che non dovremo ridurre i volumi di RSU prodotti, per non mettere in crisi gli attuali inceneritori].

In tutti questi esempi l'economia non è uno strumento di gestione, ma il fine.

Chi mastica un po' di termodinamica e di dinamica dei sistemi non può non vedere l'assurdo in tutto questo. Invece di dichiarare gli imminenti limiti sistemici, li neghiamo, li condiamo di politica e cerchiamo disperatamente di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto. E in contemporanea, magari, organizziamo gruppi di preghiera contro la crisi.

In questi anni cruciali dobbiamo intraprendere le scelte giuste: ridurre la dipendenza dai fossili, spostare gli attuali concept produttivi verso il target della rinnovabilità, diffondere una sobria "cultura del consumo". La scienza della comodità, visto che è così che l'economia oggi si manifesta, non sarà in grado di darci i giusti feedback in tempo utile, già adesso non lo è: la tendenza, ironia della sorte, sarà proprio quella di accumulare l'intensità di un mega-feedback negativo, posticipandolo soltanto. In questa eventualità, potremo soltanto constatare l'evidenza di gravi sintomi tardivi.

PS Chi è appassionato di automotive sa che i sistemi di controllo passivo (giunto viscoso, controlli di trazione..) sono utili per percorsi non troppo accidentati; in condizioni dure, o peggio estreme sono insufficienti ed è bene non pretendere troppo, ma equipaggiarsi in modo consono al terreno che si sta per affrontare. E il secolo del peakoil & gas non sarà un periodo con poche perturbazioni.

10 commenti:

Pippolillo ha detto...

Non ricordo se l'avevo vista su questo blog quell'immagine con un grafico che mostra che l'aumento di immondizia va di pari passo all'aumento dei consumi e non certo all'aumento della popolazione!
Per quanto riguarda la laurea in economia, io in questo periodo sono orgoglioso di non esserlo, visto che quelli che ce l'hanno ci hanno portato a questo sfascio economico.
La "casalinga di Voghera" ha più buon senso di questi signori.

Anonimo ha detto...

La fiera del qualunquismo...

Anonimo ha detto...

.......e del consumismo.

Anonimo ha detto...

Niente paura, il fior fiore dei vip politici e della finanza dice che la ripresa è prevista per il 2010.
E scommetto che tanto, ma tanto popolo bue gli crede anche...

Paolo B.

Anonimo ha detto...

Sul sito della "Casa Bianca"... c'è in "AGENDA" un piano per l'energia da non crederci! Ma nessuno ha detto ad Obama che il futuro è l'energia nucleare e i termovalorizzatori? Chi è il consulente per l'energia? Pecoraro Scanio?
Avrebbero bisogno di un "Bruce Lions Institute". Qualcuno li fermi! Questi giovani.


The Obama-Biden comprehensive New Energy for America plan will:

Help create five million new jobs by strategically investing $150 billion over the next ten years to catalyze private efforts to build a clean energy future.

Within 10 years save more oil than we currently import from the Middle East and Venezuela combined.

Put 1 million Plug-In Hybrid cars -- cars that can get up to 150 miles per gallon -- on the road by 2015, cars that we will work to make sure are built here in America.

Ensure 10 percent of our electricity comes from renewable sources by 2012, and 25 percent by 2025.

Implement an economy-wide cap-and-trade program to reduce greenhouse gas emissions 80 percent by 2050.

JAS

Anonimo ha detto...

Il problema siamo noi esseri umani, o meglio la nostra mente. E' mai esistito o esiste un popolo che dice e pensa veramente: "Abbiamo abbastanza, non vogliamo di più" ? No, non è mai esistito e non esiste. Per questo motivo l'economia è una sequenza di boom e crolli e gli economisti non sono degli scienziati. Se l'umanità non imparerà che il pensiero "di più è meglio" è spesso controproducente, le crisi future saranno assicurate.

Carlo.

den ha detto...

In linea generale uno dei vantaggi dei controllori passivi è la relativa semplicità con cui possono garantire la stabilità del sistema; come inevitabile controparte però rallentano la dinamica e non consentono un'azione in avanti.

Ora certamente la situazione è critica, il setpoint andava cambiato molto prima, ma eviterei comunque di stravolgere il sistema di controllo.

Meglio piuttosto definire un buon profilo del moto (obiettivi Kyoto e affini) e agire per eliminare le destabilizzanti retroazioni positive (in primis l'eccessiva finanziarizzazione della società).

Un primo passo potrebbe essere riequilibrare in maniera più diretta il dispiegamento delle risorse, ora sbilanciato per il generico trascurarsi delle esternalità, inserendo ritorni molto più brevi e controllabili.

Ad esempio: ridurre le accise generiche sui carburanti, che vanno a finanziare lo Stato e dunque indirettamente spingono lo stesso ad incentivare una mobilità energivora, sostituendole con tasse ad impiego vincolato sulla mobilità sostenibile.

Paolo Stefanini ha detto...

La frase...".i fondamentali sono solidi etc etc." non è inconsistente è semplicemente un postulato veritiero. Il punto è se nella fase attuale,o prossima, sia vera. La new economy non aveva fondamentali ma è stata pompata fino a scoppiare. L'economia basata sulla finanza,v.mutui subprime e derivati non aveva fondamentali quindi era una bolla speculativa. E' dal 2003 che la bolla immobiliare era attesa e si sapeva che le conseguenze sarebbero state così gravi. Nella "old economy" se i fondamentali sono solidi ci può essere fiducia,è ovvio che nell'evolversi delle condizioni economiche anche i fondamentali devono trovare il nuovo punto di equilibrio. Saluti Paolo S.

Anonimo ha detto...

@Paolo B.
Personalmente ci credo anche che nel 2010 ci possa essere una ripresa il problema è quanto può durare quella stabilità.....

Frank Galvagno ha detto...

Ringrazio Paolo per l'intervento sui fondamentali.

Alla luce del tuo discorso, risulterebbe che Bush ha mentito, in quanto vediamo un po' dappertutto "bolle" che scoppiano , l'una dopo l'altra. Prodotti finanziari, edilizia, ora l' auto ... Se c'è una cosa che non può essere solida è proprio la nostra economia alla 2007 - 2008, energivora, basata su estrazione a ritmo crescente di idrocarburi, e con proiezioni di "rallentamento" della capacità estrattiva. Da incoscienti