giovedì, giugno 07, 2007

L'uomo non non potrà mai alterare il clima terrestre!

Ci sono varie leggende che incorporano la frase "non si potrà mai......" senza ulteriori qualificazioni o quantificazioni. La si sente dire spesso a proposito delle rinnovabili ("Le rinnovabili non potranno mai sostituire il petrolio") e a proposito del clima, "L'uomo non potrà mai alterare il clima".

Nella sua versione climatica, questo atteggiamento nasce da una posizione sostanzialmente filosofica. L'uomo, minuscola creatura, esserino che sgambetta sulla superficie di un immenso pianeta...... Come può nel suo immane orgoglio pensare di poter far del male alla possente Gaia?

E', appunto, una posizione puramente filosofica che non si appoggia su nessun dato. Se si domanda a chi prende questa posizione di quantificarla; c'è chi ci prova con dei ragionamenti di varia intelligenza che, occasionalmente, sarebbero divertenti se non si parlasse - purtroppo - di una cosa molto seria. E' rimasto famoso un tentativo basato su una stima "a occhio" della massa deli insetti terrestri per dimostrare che l'influenza dell'uomo sul clima è infinitesimale. Purtroppo non era uno scherzo, voleva essere una cosa seria! E' apparso sui giornali e ne trovate una critica qui (casomai ce ne fosse bisogno).

Allora, filosofia per filosofia, se c'è bisogno di dimostrare che l'uomo può benissimo alterare i parametri del sistema climatico terrestre, date un'occhiata alla tabella più sopra. I dati sono presi da varie fonti, per esempio qui. Come sempre, si può discutere sui valori esatti, ma nel complesso gli ordini di grandezza sono quelli. Notate anche che il dato per i combustibili fossili è preso da fonti dell'industria estrattiva. Non si parla di risorse ipotetiche, ma di risorse che l'industria ritiene "estraibili" con le attuali tecnologie - principalmente si tratta di carbone.

Si vede dalla tabella che la quantità di biossido di carbonio che l'uomo può immettere nell'atmosfera bruciando i combustibili fossili è - perlomeno in principio - un buon 10 volte maggiore di quanta ce n'è attualmente (!!). Da altri dati, possiamo stimare che se i ritmi di estrazione continuassero a crescere ai ritmi attuali, ci potremmo arrivare in tempi dell'ordine del secolo. Alla faccia della misera creaturina che sgambetta pietosamente su questo immenso pianeta!

Cosa succederebbe se facessimo una cosa del genere? Beh, valori simili della concentrazione della CO2 si trovavano nel periodo Cambriano, circa mezzo miliardo di anni fa. A quel tempo, la temperatura del pianeta era 6-8 gradi più alta di quanto non sia adesso (vedete per esempio qui). Non solo, ma al tempo del cambriano, l'irradiazione solare era un buon 5% di meno di quanto non sia adesso. Come minimo, con una massa di carbonio del genere, faremmo aumentare la temperatura planetaria di una decina di gradi. In un certo senso è vero che "non potremo mai" arrivare a una cosa del genere. La società industriale ne sarebbe distrutta molto prima.

Non c'è dubbio che l'uomo - se ci si mette - può alterare il clima terrestre in modo pesante, irreversibile, e disastroso. E' bene smetterla di fare della filosofia (oppure di ragionare sulla base di calcoli della massa delle formiche sul pianeta fatti sul retro di una busta) e darsi da fare per evitare il peggio.



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2 commenti:

frank galvagno ha detto...

Ugo, più leggo i link nei post e più scopro la mia reale ignoranza.

La complessità del Clima e la quantità di dati a disposizione è tale che i non esperti (il 99,99% del pubblico, me incluso) fatica ad "abbracciare" l'intera problematica.

E' allora facile per tipi "sbrigativi" (come Battaglia) denigrare il lavoro di anni di migliaia di scienziati.

Infatti la politica insegna da 5000 anni che se si vuole avere l'appoggio delle masse, non si ha che da propagandare loro esattamente quello che vogliono sentirsi dire.

Nel caso del Clima: "nulla cambierà" o peggio "i cambiamenti non sono imputabili all'Uomo".
I consumi e i nostro stile di vita schizofrenico, allora, possono continuare indisturbati.

Ugo Bardi ha detto...

Eh.... la storia del clima è una cosa affascinante. 600 milioni di anni, tanti cambiamenti, tanti misteri, ma il bello della faccenda è che si comincia a capire come funziona! L'intuizione di Lovelock "Gaia" era fondamentalmente giusta, anche se troppo semplificata come l'aveva proposta lui. Il clima è regolato, ma non ottimizzato. Certe volte va in tilt - bang: estinzione di massa! Ci sono delle storie incredibili. Se hai tempo, leggiti Berner (pesante ma interessantissimo) Benton sull' estinzione del permiano; Ward sulla storia delle estinzioni terrestri, Ruddiman sull'intervento umano. Non si finisce di imparare cose nuove e quando uno ne emerge guarda a certi poveri cristi (non faccio nomi ma mi capisci) e si domanda che gusto ci trovino a fare le basse polemiche che fanno. Si divertono così, ma è squallido; mi dispiace per loro.