venerdì, giugno 22, 2007

L'equivalente morale di una guerra



Può darsi che, per tante ragioni, Jimmy Carter non sia stato un grande presidente, ma vale la pena ricordarsi di una cosa che disse nel 1977: "La crisi energetica è l'equivalente morale di una guerra"

Di questo, stiamo cominciando ad accorgercene tutti. Quando si combatte una guerra, ci si dimenticano le beghe interne; quando si ragiona di energia, ci dovremmo ricordare che l'energia non è ne di destra ne di sinistra.

In effetti, si sta discutendo di energia un po' a tutti i livelli, sia a destra che a sinistra. Sfortunatamente, spesso la discussione degenera in una bassa polemica dove ognuno denigra tutti gli altri per accaparrarsi quello che può. Così vediamo chi sostiene il fotovoltaico denigrare l'eolico, allo stesso tempo Rubbia spara a zero sul fotovoltaico per tirare su la sua creatura, il solare termodinamico. Chi preme per il carbone denigra il trattato di Kyoto, mentre i nuclearisti se ne appropriano sostenendo di essere l'unica soluzione contro il riscaldamento globale. Certi ecologisti vorrebbero le rinnovabili purché siano invisibili da ogni angolo e da ogni prospettiva. Lovelock, antico profeta di Gaia, aggiunge alla confusione con il suo ultimo libro, criticando le rinnovabili con dati vecchi di trent'anni fa.

Ora, se fossimo veramente in una guerra, certi atteggiamenti sarebbero classificati come disfattismo, i loro rappresentanti definiti come traditori e probabilmente fucilati.

Non mi fraintendete, non sto proponendo di fucilare nessuno. Dico solo che la situazione è seria e che dovremmo cercare di evitare di disperderci in polemiche che ci fanno perdere una quantità incredibile di energia e tempo e che non ci portano in nessun posto.

Io stesso, a volte mi faccio un po' prendere dal gusto per la polemica. Tempo fa ho messo on line un commento piuttosto pepato a un articolo di Carlo Cerofolini che sparava a zero sull'eolico e che mi era parso nettamente troppo al di sotto degli standard che ritengo accettabili. Di ritorno, Cerofolini mi ha scritto chiedendo di pubblicare una sua risposta sul nostro blog. Mi è parsa una richiesta più che legittima e, pertanto, nel seguito trovate un articolo già apparso su "ragionpolitica" dove Cerofolini ribadisce e espande le sue critiche nei riguardi dell'energia eolica e delle rinnovabili in generale

Non faccio commenti di tipo tecnico su questo articolo di Cerofolini (anche se ce ne sarebbero da fare, e tanti.....). Vorrei piuttosto invitare tutti quanti (io stesso incluso) a riflettere e a moderare i toni della polemica. La situazione, come dicevo prima, è seria e il "sistema-Italia" rischia di andare a pezzi per mancanza del carburante necessario a funzionare. Siamo estremamente vulnerabili a ogni interruzione di rifornimenti che si potrebbe verificare alla prima seria crisi internazionale.

Non abbiamo in Italia nè petrolio, nè gas, nè carbone in quantità anche lontanamente sufficienti alle nostre necessità; di uranio non se ne parla nemmeno. Nel mondo, la lotta per accaparrarsi quello che resta di risorse minerali sta diventando sempre più feroce. Allora dobbiamo cercare di fare il possibile per sfruttare le risorse che abbiamo.

Sappiamo tutti che, oggi, le rinnovabili costano più care del gas, petrolio, carbone, e uranio. Altrimenti , chi mai vorrebbe continuare a usare gas, petrolio, carbone o uranio? Il problema sta nel fatto che questa è la situazione di oggi. Ma nel futuro, quanto ci costeranno gas, petrolio, carbone e uranio? (posto che qualcuno ci voglia dare gas, petrolio, carbone o uranio).

Sappiamo che le rinnovabili sono tecnologie già mature che possono produrre energia e la possono produrre ora e qui da noi in Italia. Sappiamo che sono tecnologie che ci possono mettere al riparo dalla necessità di importare combustibili dall'estero, da paesi che non è affatto detto che vogliano farci un piacere. Quanto vale la sicurezza energetica del nostro paese? Come si dice in TV, ci sono cose che non hanno prezzo.

Quello che ci manca per muoversi con decisione in quella direzione, più che altro, sembra un minimo di fiducia la voglia di investire in qualcosa che dia speranza e futuro al nostro paese e ai nostri discendenti. Io ci credo e, nel mio piccolo ci ho investito sopra, pur fra mille difficoltà burocratiche. Non sono il solo e se saremo in tanti a fare cose concrete invece di perderci in inutili polemiche, allora qualcosa di buono riusciremo prima o poi a ottenere.

Nel frattempo, ecco l'articolo di Carlo Cerofolini. A voi il giudizio.

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L'energia eolica è insostenibile

di Carlo Cerofolini - 27 gennaio 2007 www.ragionpolitica.it

Hanno scritto sulle energie alternative e specificatamente per l'eolico e il fotovoltaico:

1. Eolico e fotovoltaico: «Lasciamo perdere energia eolica e fotovoltaico: esse resteranno sempre marginali» (Carlo Rubbia - Premio Nobel - in un'intervista recente al Corriere della Sera)

2. Eolico: «Il piano energetico nazionale dell'Enea del 1988 prevedeva un massimo di 600-1.000 MW, rispettando le zone paesaggisticamnte pregiate. Oggi siamo a 1.800 MW e si vuole arrivare a 8-10 mila. Assurdo. Se mettessimo in fila gli aerogeneratori avremmo 2.700 Km. di torri, in un paese lungo 1.200 Km. Con scempio ambientale. Inoltre senza risolvere il problema energetico perché così si coprirebbe al massimo il 4,5% del fabbisogno elettrico nazionale (omissis). In Germania hanno installato 18 mila MW però lì ci sono 3.500 ore di vento in Italia 1.800, troppo poco. Se non ci fossero gli incentivi pubblici non sarebbero nemmeno competitivi. La rete elettrica nazionale non può sopportare più di 5-6 mila MW, perché il vento è inaffidabile, se non soffia non si produce energia e bisogna approvvigionarsi in altro modo (es. con centrali convenzionali a tampone pronte a partire con costi e sprechi di energia e conseguente emissione di gas serra, anche in surplus, non indifferenti ndr), altrimenti si hanno black out come quello del 28 agosto 2003, quando mancarono 4 mila MW dalla Francia, figuriamoci cosa succederebbe se dovessero mancare di colpo 5-6 mila MW» (Sintesi di un'intervista rilasciata da Domenico Coiante - Resp. per 13 anni del settore fonti rinnovabili Enea, già pioniere dell'eolico - a Panorama 11/01/07 p. 60-61)

3. Eolico e altre energie rinnovabili: «L'entusiasmo per le energie rinnovabili, accoppiato ad una politica con cui ciascuna nazione tenta di ostentare la propria diligenza in quanto a rispetto dei limiti di Kyoto forma un mix dagli effetti nefasti. Il fallimento di queste operazioni finirà con il portare discredito sia ai verdi sia ai politici, che si siano dimostrati così stolti da adottare le energie rinnovabili come fonte di energia principale prima che fossero sviluppate in modo appropriato» (James Lovelock - mostro sacro dell'ambientalismo - La rivolta di Gaia , p. 117-118 ed. Rizzoli 2006)

4. Eolico e fotovoltaico: «Per sostituire al massimo 2 GW convenzionali occorrono 60 GW eolici o 90 GW fotovoltaici installati (non sempre c'è il vento o il sole), con la spesa rispettivamente di 60 miliardi (eolico ndr) e 500 miliardi (fotovoltaico ndr), che in 20 anni di esercizio farebbero risparmiare solo 4 miliardi di combustibile, che è il costo di 40 mila tonnellate di uranio, che produrrebbe pari quantità di energia in 20 anni (mentre il costo di due centrali nucleari da 1 GW l'una è di soli 4 miliardi ndr)» (Franco Battaglia - Prof. Chimica Ambientale Università di Modena - da Energia le bugie al vento di Prodi, Il Giornale 06/01/07 p. 8)

5. Eolico: «Da un punto di vista ambientalista le centrali eoliche sono un errore mentre economicamente non hanno senso... Molti di noi hanno pensato che il vento fosse la soluzione al 100% per il futuro, ma ci sbagliavamo. Alla prova dei fatti, tenendo conto dei fabbisogni energetici, è solo una soluzione al 3%». Dichiarazione di Niels Gram della Federazione danese degli industriali. (cfr. J. Lovelock, La rivolta di Gaia p. 117 ed. Rizzoli 2006). Proprio in Danimarca (installati 2,5 GW) ci sono stati i primi sviluppi dell'eolico. Il 3% per l'Italia corrisponde a circa 1,5 GW (installati già 1,8 GW).

Ciò premesso e considerato che i grammi di anidride carbonica equivalente a carico dell'eolico (36 g KWh) sono dovuti essenzialmente per la costruzione ed il decommissionamento degli aerogeneratori, mentre nelle centrali fossili la maggior parte delle emissioni proviene direttamente dall'esercizio (fonte Axpo), e visto che per sostituire con sicurezza 1 KW convenzionale, per non andare in black out, occorre avere installati almeno 30 KW eolici, come sopra scritto, ma in Italia anche di più, al momento che si decidesse di usare su larga scala questa energia, dato che le ore di vento utili sono circa la metà rispetto alla Germania e dove rispetto ad un 25% di disponibilità attesa ci si è attestati al 16% (J. Lovelock - La rivolta di Gaia p. 117 ed. Rizzoli 2006) e quindi da noi la disponibilità sarebbe circa dell'8%, ne deriva che l'alto surdimensionamento degli impianti eolici porta a far aumentare i gas serra che in breve tempo (costruzione aerogeneratori e messa in opera) vengono immessi in atmosfera, che poi vengono «recuperati» mano a mano che funzionano. Questo è un parametro - che pur riferendosi ad un'energia spesa e quindi a gas serra emessi - è legato alla potenza eolica installata e su cui si potrà discutere su quanto questo handicap energetico incida e per quanto tempo, ma che non si può negare che ci sia, e di cui si dovrà tener conto, quando si afferma di voler usare l'eolico in maniera massiva per abbattere da subito le emissioni di gas serra per produrre energia elettrica in sostituzione del termoelettrico.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché allora l'Ue e la Germania in particolare (che ha installati ben 18 GW eolici, primato mondiale) - anche se ora da entrambe ci sono dei ripensamenti e si sta rivalutando il nucleare - hanno puntato sull'eolico? La risposta ce la dà J. Lovelock nel suo libro La rivolta di Gaia , p. 146 ed. Rizzoli 2006: «La superpotenza europea virtuale franco-tedesca ha coniugato il meglio di entrambi i mondi, con la sua metà francese tutta nucleare e la sua metà tedesca tutta verde. Questa potrebbe essere una soluzione elegante e sensata, se non fosse per la tendenza della Germania a far sì che il resto del mondo sostenga la sua produzione industriale acquistando le sue turbine a vento».

In questo scenario l'Italia - dopo aver colpevolmente abbandonato il nucleare, che non vuole usare il carbone per le centrali elettriche, essersi legata al patto leonino del protocollo di Kyoto, con un governo rossoverde che la spinge verso le energie rinnovabili, ecc. - è la nazione maggiormente destinata a subire sia il danno del sottosviluppo sia la beffa di dover bruciare miliardi di euro nella fornace dell'ecologismo senza se e senza ma, mentre gli altri paesi della Ue fanno i loro interessi.

Carlo Cerofolini
cerofolini@ragionpolitica.it


di Carlo Cerofolini 31 gennaio 2007 14:31

Notizie aggiuntive

Considerato che 1 GW termoelettrico (costo 0,5 miliardi se la centrale è a gas) può essere sostituito in due modi dall’eolico:

1. senza l’ausilio di centrali termoelettriche a tampone, con 30 GW eolici (costo 30 miliardi);
2. con centrali termoelettriche a tampone di almeno 0,8 GW, con l’installazione di 6 GW eolici (costo 6 miliardi), se la continuità degli aerogeneratori è del 16% (Germania) o 12 GW eolici (costo 12 miliardi), se la continuità è dell’8% (Italia).

Siccome il costo in questi casi è direttamente proporzionale all’energia spesa per costruire dette centrali, e quindi ai cosiddetti gas serra emessi, anche analizzando il problema da questo punto di vista, si capisce come usare l’eolico su larga scala non sia una panacea neanche per il rispetto del protocollo di Kyoto.

6 commenti:

fabio ha detto...

Per chi vuole informarsi sugli extracosti delle rinnovabili,dati dall'intermittenza del vento e del sole,consiglio questo sito
http://www.greennet-europe.org/
si potrà vedere che questi non sono poi così alti.

Fabio

Anonimo ha detto...

Punto 4. Eolico e fotovoltaico: «Per sostituire al massimo 2 GW convenzionali... che è il costo di 40 mila tonnellate di uranio, che produrrebbe pari quantità di energia in 20 anni

Il costo dell'uranio dal 6 gennaio è quasi raddoppiato, e comunque già allora 40000 tonnellate di uranio costavano di piu'!!!

Anonimo ha detto...

L'ha già detto lei. Sappiamo a chi è in mano l'industria del rinnovabile. Se la sono già presa. La useranno quando diventerà un bel bocconcino per farci palate di soldi. Ergo, non mi preoccuperei troppo. Tirano fuori dal nostro borsellino quello che ancora c'è, e poi si trasformeranno in paladini dell'ecologia, fregandoci due volte.

Dylan

Frank Galvagno ha detto...

Con quale faccia si argomenta che le centrali eoliche sono antiestetiche... perchè i tralicci dell'alta tensione e le torri di raffreddamento sono per caso BELLISSIMI MONUMENTI?

Quoto Dylan

Anonimo ha detto...

Copincollo una nota fornita dal sito "http://www.windpower.org/en/futuresupply.htm", organo di comunicazione degli industriali danesi dell'eolico:

"35% wind power in sight

Today approx. 20% of the Danish electricity consumption is wind power. This is a world record. As a result of the latest Danish energy agreement of 29 March 2004 two offshore wind farms totalling 400 MW will be built. In combination with the continued repowering of older turbines, this will increase the share of wind power to more than 25%. The Danish Wind Industry Association works for a target of 35% wind power in 2015."


Cerofolini ha scordato uno zero nelle sue acrobatiche stime. Attualmente il 20% è già superato.
Soprattutto, non comprendo come mai tedeschi, danesi e spagnoli non siano in bancarotta; stando alle stime di cerofolini, dovrebbero aver perso montagne di soldi rispetto agli astuti utenti del carbone e dell'uranio.

fausto

Anonimo ha detto...

Cerofolini ragiona in modo ideologico. Avesse mai scritto in uno dei suoi articoli vergognosi che la Francia consuma per abitante più petrolio dell'Italia nonostante 59 centrali nucleari.

Mah... Da uno che scrive per un partito come Forza Italia cosa ci si può aspettare (ma fosse stato partito democratico sarebbe cambiato molto poco)...