venerdì, marzo 02, 2007

Il mio primo tetto fotovoltaico



Ecco una foto del tetto fotovoltaico di casa mia che è stato finito di installare qualche giorno fa.

C'è voluto più di un anno di pazienza e di trafile burocratiche varie per ottenere tutti i permessi del caso. Ma, finalmente, è montato. Ancora le trafile burocratiche non sono finite, bisogna fare la domanda all'ENEL per l'allacciamento, poi per il conto energia, e ancora non sarà finita lì. Comunque, un po' di tenacia porta alla fine a dei risultati. Sono 2.6 kW di potenza di picco, sufficienti per il consumo di una famiglia di quattro persone.

Il tetto in questione dovrebbe apparire in TV domani (Sabato 3 Marzo) su RAI-3 a "Ambiente Italia" che viene trasmesso dalle 14:50 alle 15:50. Dovrebbe apparire anche una piccola intervista al sottoscritto che spiega perchè si è deciso all'installazione e come ci è riuscito.

Si spera che nel prossimo futuro installare dei pannelli fotovoltaici non debba più essere un'impresa tanto eroica da meritare di apparire in TV. Come dicevo, ci vuole pazienza


Aggiungo un pezzettino a questo post il 2 Marzo 2007 dopo che diverse persone mi hanno chiesto più dettagli su quali erano le pastoie burocratiche che ho incontrato.

Le trafile e le pastoie burocratiche per l'installazione dei pannelli sono molteplici. Nel mio caso avevo anche il problema del fatto che l'installazione era vincolata al parere favorevole della sovrintendenza ai beni ambientali. Questo ha richiesto un'azione di diplomazia quasi superumana.

Ma anche il regolamento urbanistico del comune può essere incompatibile con l'installazione. Nel mio caso, di pannelli non si faceva menzione nel regolamento ma, in accordo con la regola d'oro della burocrazia ("tutto quel che non è esplicitamente permesso è proibito"), anche qui c'è voluto gran lavoro e molta diplomazia. (devo dire che su questo punto ho avuto molto aiuto e comprensione da parte del sindaco e degli assessori competenti)

Non finisce qui, c'era di mezzo la burocrazia dell'ENEL che col vecchio regime di conto energia ti imponeva di chiedere PRIMA il conto energia e solo DOPO potevi montare i pannelli. Questa era una regola fatta apposta per scoraggiare l'installazione. Dopo che ho fatto domanda, poi, me l'hanno bocciata perché non avevo ancora allegato permesso della sovrintendenza, cosa che non era scritta nel decreto. Questa è un altra regola, quella d'argento, della burocrazia che dice "le regole non scritte sono quelle più importanti".

Col nuovo decreto, poi, non si sapeva più se si potevano montare i pannelli prima oppure no. Finalmente si è capito che si DOVEVANO montare prima di chiedere il conto energia, per cui ci siamo affrettati a montarli. Ora, però, non possiamo fare domanda di allacciamento perché mancano i moduli. Pare che saranno pronti per fine Aprile....

Alle volte mi guardo nello specchio e mi rendo conto di quanto sono fortunato: non sono paranoico, è vero che tutti mi mettono i bastoni fra le ruote!!



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25 commenti:

diesel ha detto...

Caro Ugo, complimenti e grazie per aver battuto la strada che spero di poter percorrere presto anche io.
E' proprio vero:
"Certe manet!"
(persevera con determinazione!)
Cordiali saluti Filippo Di Salvo

Matteo Civiero ha detto...

Caro prfessor Bardi
sono contento di aver scoperto il suo blog. Ho letto alcuni suoi lavori, in parte usati nella mia tesi.
Volevo capire bene a che tipo di trafile burocratiche si riferisce? La sua casa si trova in una zona di particolare interesse paesaggistico? Perchè a quanto mi risulta dovrebbe essere sufficiente una normale Dichiarazione di Inizio Lavori e comunicazione alla ASL per il fotovoltaico, Conto Energia a parte. Tant'è vero che anch'io mi sto apprestando ad installarne uno e non mi ponevo troppo il problema dei tempi.

Ugo Bardi ha detto...

Dunque, le trafile burocratiche sono molteplici. Nel mio caso avevo anche il problema del fatto che l'installazione era vincolata al parere favorevole della sovrintendenza ai beni ambientali. Questo ha richiesto un'azione di diplomazia quasi superumana. Ma anche il regolamento urbanistico del comune può essere incompatibile con l'installazione. Nel mio comune, di pannelli non si faceva menzione nel regolamento ma, in accordo con la regola della burocrazia che tutto quel che non è permesso è proibito, anche qui c'è voluto gran lavoro e molta diplomazia. Non finisce qui, c'era di mezzo la burocrazia dell'ENEL che col vecchio regime di conto energia ti chiedeva di chiedere PRIMA il conto energia e solo DOPO potevi montare i pannelli. Questa era una regola fatta apposta per scoraggiare l'installazione. Dopo che ho fatto domanda, però, me l'hanno bocciata perché non avevo ancora il permesso della sovrintendenza, mentre non c'era scritto niente del genere nel decreto. Questa è un altra regola della burocrazia che dice "qualsiasi cosa non scritta può essere una regola". Col nuovo decreto, poi, non si sapeva più se si potevano montare i pannelli prima oppure no. Finalmente si è capito che si DOVEVANO montare prima di chiedere il conto energia, per cui ci siamo affrettati a montarli. Ora, però, non possiamo fare domanda di allacciamento perché mancano in moduli. Pare che saranno pronti per fine Aprile....

Alle volte mi guardo nello specchio e mi rendo conto di quanto sono fortunato: non sono paranoico, è vero che tutti mi odiano!!

ariafritta ha detto...

Se si può sapere, quanto è costato il tutto?

Lo chiedo perché temo che molte persone (come me) non guadagnino abbastanza per affrontare le spese iniziali di un impianto fotovoltaico.

Matteo Civiero ha detto...

Ariafritta,
il nuovo conto energia è piuttosto interessante. Su myenergy.it ho provato a simulare un impianto di potenza uguale a quella del professor Bardi (2,6 kW). Il costo dell'impianto è di quasi 19.000 euro (magari il professore è riuscito a spendere di meno). Ipotizzando un consumo di 3.000 kWh l'anno, il conto energia ti dà 1.340 euro (3046 kWh di produzione netta dell'impianto per 0,44 centesimi di euro, tariffa per un impianto parzialmente integrato come quello della foto) più 540 euro di energia risparmiata nelle bollette. Totale 1.880 euro. Se copri l'investimento con un mutuo a 13 anni al tasso del 4,15% hai una rata annuale di 1.908 euro, 159 euro al mese. In pratica l'impianto si ripaga da solo, devi solo anticipare di qualche mese le rate (le tariffe del conto energia, almeno nel vecchio schema, vengono liquidate al raggiungimento dei 250 euro di produzione). Nei restanti 7 anni hai un guadagno netto di 1.880 euro.
Questi calcoli si basano su un impianto installato nel Nord Italia (Veneto) e con un mutuo che copre il 100% dell'investimento. Se abiti più a sud, o se hai qualche soldo da investire, i tempi di rientro diminuiscono. Inoltre non è necessario che tu installi un impianti così grande (sono circa 21 mq di pannelli). Infatti anche coprire metà del fabbisogno annuo di energia elettrica, con un impianto grande la metà di questo, da un bel risparmio, perchè le tariffe elettriche sono incrementali con l'aumento dei consumi. Se quindi li dimezzi, paghi meno della metà di quello che paghi ora.

Matteo Civiero ha detto...

Professore,
grazie della descrizione dei problemi. Mi informerò presso il mio comune per non avere problemi. Dopo il fotovoltaico io installerò anche dei pannelli termici, che dovrebbero garantirmi un risparmio del 40% dei consumi di gas. In questo modo posso chiedere, dall'anno successivo, l'aumento della tariffa di conto energia del 20% (metà del risparmio conseguito). Quel palo assicurato da tiranti che vedo nella foto dei pannelli regge una mini turbina eolica?

Frank Galvagno ha detto...

Gentile prof. Bardi,
Lei è la dimostrazione che il connubio di
- competenza
- volontà
- iniziativa
- perseveranza
- pazienza

sono in grado di sfidare e vincere l'enorme massa inerziale (e non solo, a volte pare ci siano forze uguali e contrarie studiate ad hoc)della macchina burocratica.

Complimenti per il Suo blog e per la serietà dei partecipanti.

Cordiali saluti
Frank Galvagno

Ugo Bardi ha detto...

Il costo dell'impianto non ve lo so dire esattamente, devo ancora finire di pagare l'installazione. I pannelli li ho comprati ormai un anno fa a poco più di 10 KEur (10200 se ricordo bene), che mi era parso un buon investimento e lo era, anche se non prevedevo di doverli tenere in cantina per un anno.

In generale, dico sempre che un impianto fotovoltaico familiare costa come un'utilitaria media. Proprio l'altro giorno c'era alla stazione Termini di Roma una Golf pubblicizzata a circa 16000 Euro, occasione specialissima. Come ordine di grandezza, è quello il prezzo. La differenza è che una macchina dopo 6-7 anni non vale più niente o quasi, mentre un impianto fotovoltaico continua a produrre per 30 anni almeno, ma non c'è ragione che non produca anche molto più a lungo.

Come ulteriore nota, dalle mie parti quasi tutte le banche fanno dei contratti super-convenienti per chi mette i pannelli FV. Non tiri fuori un soldo e hai energia elettrica gratis o quasi. La banca si prende il conto energia fino a che non ha fatto pari, poi il guadagno è tutto tuo

Ugo Bardi ha detto...

A proposito del palo con tiranti, no non regge una turbina eolica ma una prosaica antenna TV che ho intenzione di far sparire dal tetto appena possibile.

L'antenna TV è un simbolo della trasmissione monodirezionale: ricevi e basta. Con l'internet, invece, scambi informazione. Lo stesso vale per il pannello e la rete elettrica. Prima ricevevi energia e basta, adesso puoi scambiare.

Ovviamente, eliminare l'antenna TV è cosa solo simbolica, ma anche i simboli hanno la loro importanza. Ci vorrebbe una foto dell'antenna TV tirata giù con dei cavi, tipo la statua di Saddam Hussein a Baghdad!

Pinnettu ha detto...

Solo una domanda!
Ma se uno volesse installare un impianto, svincolato dal conto energia, giusto per autoprodursi la corrente elettrica, magari per far andare anche un solo elettrodomestico, può farlo liberamente !?
Oppure anche in questo caso è necessario chiedere autorizzazioni oltre a quelle di natura urbanistica?
Cordiali saluti

Ugo Bardi ha detto...

Si, si può fare l'autoproduzione evitando la burocrazia dell'Enel. Ma i vincoli principali vengono dai comuni e dai loro regolamenti urbanistici, come pure dalle varie sovrintendenze. Se uno riesce a superare questi ostacoli, conviene fare il conto energia.

marcolinux ha detto...

seguo da molto il blog e apprezzo davvero tanto il lavoro svolto.
per una volta faccio la voce fuori dal coro: RICORDATEVI CHE CHI VI INSTALLA QUALCOSA SUL TETTO DEVE ESSERE BEN PROTETTO DAL RISCHIO DI CADUTE DALL'ALTO che è il primo dei fattori di rischio nell'edilizia. certamente, anche se non si vede dalla foto, gli operatori erano dotati di cintura e legati in qualche modo... non dimentichiamoci di proteggere anche i lavoratori, oltre al pianeta :-D

Ugo Bardi ha detto...

Si, in questa foto sembra che non siano legati. Non so se in quel particolare momento erano effettivamente "liberi", comunque hanno usato cinture, ovviamente.

Matteo Civiero ha detto...

Riguardo le Banche che finanziano impianti fotovoltaici tramite Conto Energia, mi interesserebbe molto avere qualche nome.

Ugo Bardi ha detto...

Dalle nostre parti, quasi tutte le banche hanno dei finanziamenti speciali per il fotovoltaico. Basta prendere un telefono e chiedere.

Matteo Civiero ha detto...

Conosco anch'io diverse banche che finanziano impianti fotovoltaici, ma il massimo che ho visto sono mutui chirografari a tasso agevolato (tra il 4 e il 5%) fino ad un massimo di 10-12 anni. La stessa Banca Etica offre questo pacchetto. Non ci vedo niente di straordinariamente nuovo.
Mi pareva di aver capito che la banca diventasse invece titolare della tariffa fino a pagamento del capitale. Non che cambi molto, il suo interesse lo chiederebbe lo stesso, però sarebbe un atteggiamento sicuramente più attivo e fidelizzante per la clientela media. Anzichè dirti: tu installa l'impianto e chiedi il conto energia, che poi ti ripaghi il mutuo, potrebbe dire: ti propongo questo investimento, mi "presti" il tuo tetto per un tot di anni, poi dal X° anno incassi questa cifra. Nel frattempo non paghi più la bolletta.

Ugo Bardi ha detto...

di risparmio di Firenze fa esattamente questo; ovvero finanziano tutto si prendono il conto energia - lasciandoti la produzioe - fino a pareggiare il costo del mutuo. Poi l'impianto è tuo. Mi risulta che anche il Monte dei Paschi di Siena faccia esattamente la stessa cosa. Ci saranno sicuramente altre banche che lo fanno

Matteo Civiero ha detto...

Nel sito della Cassa di Risparmio di Firenze non ho trovato riferimenti a finanziamenti particolari per fotovoltaico. MPS per i privati offre il solito prestito per investimenti in energia, senza specificare condizioni, ma forse con una certa flessibilità nella strutturazione del prestito. Per le aziende invece c'è un esplicito riferimento al Conto Energia e alla posssibilità, modulando opportunamente il prestito, di finanziarsi senza spendere di tasca propria.
http://www.mps.it/Per+la+tua+azienda/Supporta+la+crescita+dell+azienda/Welcome+energy.htm

Non vorrei sembrare pedante, ma un corretto finanziamento può far decollare il fotovoltaico: per com'è strutturato il Conto Energia, forse da solo non basta allo scopo.

Matteo Civiero ha detto...

Vi segnalo l'iniziativa di Jacopo Fo per un gruppo di acquisto di impianti fotovoltaici, per abbassarne i prezzi. Inoltre pare che tre banche si propongano di fare quello di cui parlavo nei post precedenti: finanziare interamente l'investimento con il conto energia, per 20 anni, lasciando da subito al cliente il 25% del contributo, e naturalmente il risparmio in bolletta. Senza sborsare una lira si ha subito un rientro e si consuma energia verde.
http://rivoluzioneverde.wordpress.com/2007/03/18/con-il-gruppo-dacquisto-fotovoltaico-per-tutti/

Titta Patron ha detto...

Salve a tutti! Avrei intenzione di installare i pannelli fotovoltaici. Il mio unico dubbio e' generato dal fatto che ho sentito di alcuni impianti che a causa della scarsa qualita' dei pannelli hanno ben presto smesso di erogare energia. Premesso che e' una voce di corridoio vorrei sapere se qualcuno conosce proprietari di impianti con una decina d'anni di attivita' o comunque qualcuno che ha avuto particolari problemi. Abito vicino Venezia e-mail: patrontitta@libero.it. Si accettano consigli su ditte serie e contatti diretti con possessori di impianti "rodati" Grazie Titta

Ugo Bardi ha detto...

Quella che durano soltanto pochi anni è una delle tante leggende che girano sui pannelli fotovoltaici. L'altro giorno me la sono sentita ripetere in tutta serietà da un collega. Giuro che il dialogo che segue è vero, parola per parola, mi colpisca il fulmine di Zhubon.

Mi ha detto, "ma non sai che fra tre anni non funzioneranno più?" Al che gli ho chiesto di spiegarmi perché, al che mi ha detto che "cristallizzano"; al che ho detto, "ma, veramente sono già cristallini", e lui ha risposto "er.. volevo dire che si amorfizzano". "Ma," dico, "come mai dovrebbero decristallizzare così in fretta?" "Beh," dice lui, "sai, le alte temperature che ci sono in Italia, non è come in Germania..." "Si," dico io, "al sole possono arrivare a 60-70 gradi. Certo però che la velocità di decristallizzazione dovrebbe essere bassina tenendo conto che il silicio fonde a più di 1600 gradi..."

Non ci crederete, ma ha continuato a insistere che aveva ragione lui.

Scherzi a parte, gira la voce che certi pannelli bassa qualità, roba fatta in Cina, durano poco. Magari non tre anni, ma insomma non i 30 anni che dovrebbero durare. Probabilmente è vero, bisogna stare attenti a comprare pannelli di buona qualità, è una buona regola della vita di non fidarsi di apparenti "affari" a basso prezzo-

mauriziodaniello ha detto...

Oramai i pannelli fotovoltaici durano tutti (salvo rare eccezioni) più di 20 anni ....

Attenzione esistono pannelli fotovoltaici "rigenerati" ovvero pannelli fotovoltaici che sono stati usati per lungo tempo, una bella "riverniciata e lavata" e poi spacciati per nuovi !!!

Ecco spiegata la leggenda dei pannelli fotovoltaici che dopo un 3 ani non funzionano più !!!

Basta farsi dare una garanzia dal venditore e soprattutto diffidare di venditori "non facilmente rintracciabili" come quelli su E-bay per intenderci.

Ciao

natalebianchi ha detto...

Siamo 16 famiglie che abbiamo realizzato 16 villette a schiera in Gioiosa Jonica RC dopo esserci costituiti in cooperativa.Giorni fa ci siamo riuniti ed abbiamo deciso di realizzare 16 impianti fotovoltaici e termosolari per usufruire dei vantaggi offerti dal "CONTO ENERGIA".La nostra scelta poggia anche su una visione etica: il mondo appartiene anche ai nostri figli, a tutti (o siamo talebani tagliagole anche noi quando distruggiamo le basi della vita con il nostro irrazionale inquinamento e consumismo).L'abbraccio tra etica ed economia è il più saggio e sano egoismo. Caro Ugo, grazie per il tuo esempio di testardaggine nel perseguire la produzione di energia ecologica al di là di diverse burocrazie ottuse e perditempo.
Natale Bianchi

riccardo ha detto...

Caro Ugo,
complimenti per il risultato.
Mi puoi dire come hai fatto ad ottenere l'ok della soprintendenza?
Purtroppo io sono insabbiato su questo punto; per la mia casa all'Isola d'Elba ho presentato un progetto per un impianto a moduli in silicio monocristallino montati in posizione complanare (esattamente come i tuoi), ho ottenuto l'autorizzazione del comune, ma la soprintendenza non ha gradito i pannelli scuri su un tetto di tegole in cotto. Quindi mi ha inserito una serie di prescrizioni tali da impedirmi di installare i "classici" pannelli in silicio Mono o Policlistallino, obbligandomi ad utilizzare materiali dello stesso colore del resto del tetto!!!!! A loro che i pannelli abbiano un rendimento inferiore non interessa niente.
Possibile riuscire a convincerli?
Cordiali saluti. Riccardo

Ugo Bardi ha detto...

Purtroppo i pannelli color tegola sono una fesseria: sono costosi e rendono poco. A questo punto, però, credo che non hai altra scelta - oltre a mandare gli appropriati accidenti. Esistono leggi regionali e provinciali (firenze) che permettono di installare i pannelli senza il parere della sovrintendenza per edifici non singolarmente vincolati. Dovresti sentire l'assessorato regionale oppure anche l'assessore del Lungo a Firenze. Purtroppo, la sovrintendenza ha potere quasi assoluto. Le loro sono sentenze senza appello.