venerdì, marzo 02, 2007

Il problema con il litio


Sul blog "Petrolio", sempre brillantemente curato da Debora Billi, leggiamo un post interessantissimo intitolato "il picco del litio" dove ci viene detto che dobbiamo scordarci delle auto elettriche perché non c'è abbastanza litio per le batterie.

La notizia data su "petrolio" arriva in svariati stadi; prima da "autoblogreen" che l'ha presa dal "Toronto Star" il quale a sua volta l'ha presa da un articolo di William Tahil che appare su blogware (su altri siti si paga per averlo). Nei vari passaggi, come succede sempre, qualcosa va perso e qualcosa finisce per essere riportato in modo esagerato. Di conseguenza, forse Debora stavolta è stata un po' troppo pessimista, anche se la preoccupazione è più che giustificata.

L'articolo di Tahil è molto interessante per il suo approccio globale. E' raro che nell'industria ci si preoccupi delle disponibilità dei minerali necessari per un certo prodotto. Di solito, se qualcosa si può considerare disponibile per un anno o due, la si considera infinita e si ritiene che il mercato si prenderà cura di tutti i possibili problemi per il futuro più remoto. Invece, Tahil va a vedersi la situazione delle riserve di litio minerale e scopre che la disponibilità non è certamente infinita. Le riserve di base globali sono dell'ordine di 13 milioni di tonnellate secondo Tahil. Altri siti danno anche valori maggiori, intorno alle 20 milioni di tonnellate, ma non è detto che siano tutte estraibili. Tahil calcola che con questo ammontare, equipaggiare tutti i 900 milioni di veicoli del pianeta con batterie al litio consumerebbe circa il 25% delle riserve.

Questo è parecchio, senza dubbio, ma non è nemmeno una cosa impossibile. Che sia possibile o no, dipende dalla visione che uno ha del futuro. Se pensiamo a una stabilizzazione dell'economia in forme compatibili con i flussi minerali, allora è perfettamente concepibile equipaggiare un numero di veicoli comparabile a quello attuale con batterie al litio, soprattutto se pensiamo a un riciclaggio accurato e a veicoli efficienti. Al contrario, se pensiamo che l'economia continuerà ad espandersi e che si continueranno a costruire SUV, si raggiungerà ben presto il limite minerale delle risorse di litio.

In effetti, se leggete bene l'articolo di Tahil, vedete che il suo punto di vista è proprio il secondo; ovvero la sua critica si basa sulla disponibilità di litio in vista di un economia in rapida espansione e per vetture simili alle attuali. Infatti, anche in quello che è sopravvissuto del suo articolo nei vari passaggi non si parla di quantità assolute di litio, ma di produzione annua e degli investimenti necessari per tenere il passo con l'espansione prevista. Parla anche della necessità di equipaggiare le SUV con adeguate batterie al litio.

Tahil non è, evidentemente, un picchista e la sua visione è quella di un "business as usual," dove le batterie al litio servirebbero per sostituire semplicemente la benzina lasciando tutto il resto uguale nel migliore dei mondi, con SUV, pendolarismo e centri commerciali. Questa non è, evidentemente, la visione giusta. Non sappiamo come sarà il futuro, ma una cosa la possiamo dire con certezza: non sarà uguale al passato; ovvero il business sarà tutto fuori che usual e con poche o nessuna SUV. Il trasporto elettrico non sarà lo stesso trasporto di oggi.

Quando si parla di trasporto elettrico, si ritorna sempre agli stessi ragionamenti. Da una parte c'è chi vorrebbe semplicemente qualcosa che sostituisce la benzina e che lascia tutto uguale, SUV comprese. Dall'altra parte, c'è chi ha già deciso che il futuro sarà pastorale/bucolico e si preoccupa che i veicoli elettrici potrebbero portargli gente a fare il picnic nel pascolo dove tiene le capre. Entrambe i punti di vista sono poco realistici.

L'atteggiamento corretto nei riguardi del trasporto elettrico è quello di pensarlo come un sistema "austero" per mantenere una certa mobilità durante il periodo di discesa della disponibilità petrolifera. "Austero" vuol dire che non potremo permetterci gli sprechi attuali, tipo SUV e cose del genere, ma che potremo permetterci veicoli leggeri ed efficienti, da usarsi comunque con parsimonia. Non possiamo fare a meno di mobilità a meno di non ristrutturare completamente la società e questo richiede tempo e risorse che probabilmente non avremo durante la transizione. In quest'ottica, le batterie al litio potrebbero giocare un ruolo importantissimo e le risorse minerali disponibili sarebbero più che sufficienti. Per il momento, abbiamo ben altre preoccupazioni che quelle del "picco del litio".

A parte i limiti della visione tradizionale di economia in espansione, l'articolo di Tahil è comunque interessante e apre tutto un mondo di considerazioni che normalmente sfuggono. Sembra, in effetti, come fa giustamente notare Debora nel suo post, che la pressione umana sulle risorse minerali planetari è ormai talmente forte che praticamente tutte sono in affanno. Il flusso di risorse verso il sistema economico è destinato a ridursi considerevolmente nel futuro e la sfida di mantenere in piedi qualcosa che somigli alla società industriale attuale è immensa. Non è impossibile, ma dobbiamo cominciare a pensarci subito.



Incidentalmente, la questione della disponibilità di litio ha a che vedere anche con la fusione nucleare, che usa come combustibile un isotopo del litio che è presente come circa il 7% del totale. Anche qui, l'ipotesi "business as usual," ovvero rapida espansione economica basata sui reattori a fusione non sarebbe possibile data la limitata quantità di litio disponibile-



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9 commenti:

mauriziodaniello ha detto...

La tecnologia esiste ! Ma non i prezzi ... Sappiate che fin pochi anni addietro le batterie al litio dei cellulari (leggete il listino Motorola o Nokia per i vecchi modelli di base NiCd) costavano 1000$ o più. Adesso tutti i cellulari (batteria al litio compresa) iniziano da 30$ o meno.

Questa si chiama economia di scala, ovvero più è utilizzato un prodotto più questo diminuisce di prezzo.

Dunque, quando le batterie al litio costeranno pochissimo, avremmo le vere automobili elettriche che avranno prestazioni (velocità, scatto, gittata) vicino alle automobili benzina/diesel.

Avremo il Picco del Litio ? No ? In quanto si stanno sperimentando batterie con capacita uguale o superiore che NON usano il Litio !

Ciao

Coqui ha detto...

Meno male. Il fatto di avere 900 milioni di automobili in circolazione e Marco Romano che, dal Corriere della Sera, pontifica sulla bellezza dei parcheggi in centro a Milano, mi rasserena. La transizione si prospetta come l'eccitante idea della quotazione in borsa della Borsa di Metroquadrato S.p.A., nuova matricola dell'economia mondiale che si occuperà di compravendere metriquadrati®. Di tutto. Strade, case, automobili, spiagge, pannelli solari e zerbini sull'uscio. Perché un giorno le aziende si fonderanno e non offriranno più "prodotti" (automobili, aerei, navi o camere d'albergo). No. Quelli saranno un barbaro residuo del passato e verranno dati in comodato d'uso. Si pagheranno i metriquadrati®. Sei ricco? Puoi governare un'intera isola della Toscana per un mese, compresi gli abitanti coi caratteristici perizomi tradizionali. Sei povero? Accontentati dei tuoi 6 metriquadrati® in tangenziale a canone fisso e mettiti in coda (sull'auto elettrica, anche quella in comodato d'uso).

Massimo ha detto...

Maurizio, l'economia di scala c'è. Pensa che 5 anni fa le batterie al litio costavano 10 mila dollari al kWh, all'inizio del 2006 erano scese a 800 $ al kWh ... e continuano a scendere. Tutti, dico tutti, i costruttori di veicoli elettrici stanno studiando come installare queste batterie compresi i costruttori di veicoli ibridi, leggasi Toyota Prius, plug-in oltrettutto. La tecnologia di oggi è il litio che permette di fare un salto enorme ai v.e., per domani ci saranno le nano tecnologie e altre batterie fantasmagoriche. Oggi c'è il litio e non sussiste timore di carenza, sfruttiamo l'occasione.
Massimo

Coqui ha detto...

Ma guarda guarda chi mi copia le idee :-)

Walterp ha detto...

Sul blog "Petrolio", sempre brillantemente curato da Debora Billi...
Insomma...provate..sul blog petrolio ogni idea o progetto alternativo viene automaticamente bollato come fallimentare per ideologia...ora io dico va bene essere critici...ma possibile che ogni cosa che non sia petrolio debba esser per forza fallimentare?
Vedono picchi da per tutto...quello del petrolio è evidente...ma se già vedono un picco sul litio prima di cominciare quelli li non andranno da nessuna parte...si vedono già rassegnati nell'età della pietra...
ora è certo che una civiltà consumista come questa non ha futuro ma vedersi "in una grotta con un fuoco acceso" è esagerato...

Il litio a differenza del petrolio si può riciclare! le batterie vecchie si avviano al riciclo e il litio si recupera per altre batterie...!
ok il picco del petrolio...ma vedere picchi da per tutto è da paranoici!

Ugo Bardi ha detto...

Si, in effetti l'ambiente dei peak-oilers è un po' infestato di catastrofisti terminali. Deve essere l'eredità di Jay Hanson e della sua teoria del "dieoff". Non è detto che abbia torto ma, insomma, è un po' deprimente

CarteCart ha detto...

caro Ugo,
Tahil ha considerato il Litio contenuto nell'acqua degli oceani??
Estraiamo già il magnaesio...se aumenta il prezzo, puo' diventare conveniente. Chissà se all'inizio dell'età del ferro qualche progenitore di Tahil (chi si ricorda di Zio Vania?) stava lì a dire che il Ferro nn sarebbe bastato...Dico questo poi magari il Litio è già superato. Il vero problema è che l'auto elettrica è GIA' conveniente, ma non è culturalmente accettata. Ci piace troppo il rombo del motore a combustibile!!!

Ugo Bardi ha detto...

No, non lo ha considerato, ma negli oceani di litio ce n'è veramente poco e estrarlo sarebbe costosissimo. Meglio ricicilare

Anonimo ha detto...

http://en.wikipedia.org/wiki/Lithium
"The lithium reserves are estimated at 30 million tonnes in 2015[23].

Seawater contains an estimated 230 billion tons of lithium, though at a low concentration of 0.1 to 0.2 ppm.[24]"

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