sabato, marzo 17, 2007

Il Mucchio Selvaggio


Si dice spesso che gli accademici italiani non sanno fare divulgazione. Non è vero. Una dimostrazione è questo bel libro di recente pubblicazione, scritto da Antonio Cavaliere, docente presso l'Università "Federico II" di Napoli.

Cavaliere ha affrontato un tema ostico e difficile, quello dei rifiuti, è l'ha trattato in modo magistrale. Leggibile, comprensibile, addirittura affascinante; "Il Mucchio Selvaggio" è un compendio di quello che si sa sui rifiuti e di come di fronte ai rifiuti ci dovremmo comportare.

Un testo così è particolarmente utile in un periodo in cui di rifiuti si discute molto e, purtroppo, quasi sempre a un livello bassissimo, riducendo tutta la questione a una polemica fra inceneritoristi e anti-inceneritoristi.

Chiaramente, Cavaliere non ama molto gli inceneritori ma, realisticamente, si rende conto che in certe situazioni non se ne può fare a meno. In casi di aree fortemente degradate, come in Campania, gli inceneritori sono comunque meglio delle discariche illegali gestite dalla camorra. Qui, leggiamo un'interessantissima discussione di una situazione che è stata descritta nel recente libro di Roberto Saviano "Camorra". Per chi non ha esperienza diretta della situazione, è difficile dire quanto nel libro di Saviano sia reale e quanto sia romanzo. Ma Cavaliere conferma nel capitolo "le mani sull'immondizia" che la camorra gestisce le discariche campane e che la lotta "spontanea" contro gli inceneritori è in realtà pagata dalla camorra per evitare di perdere il controllo di un'attività estremamente lucrativa. E al diavolo la salute della gente.

Comunque si vedano le cose, è chiaro a Cavaliere, come lo dovrebbe essere a tutti noi, che la gestione dei rifiuti va ben oltre lo sterile scontro fra inceneritoristi e antiinceneritoristi. E', soprattutto, un problema che va affrontato a tutti i livelli e specialmente a livello domestico dove si può fare molto per ridurre la quantità di rifiuti che si producono. Cavaliere è particolarmente favorevole al concetto di restituzione (ovvero, per esempio, la restituzione delle bottiglie vuote), un concetto che sicuramente molti di noi accetterebbero con entusiasmo ma che non possiamo mettere in pratica se non ci sono le strutture per farlo. In sostanza, il problema dei rifiuti è un problema di gestione.

L'unico punto in cui mi sento di fare una critica al libro di Cavaliere è nella mancanza di una descrizione del ciclo dei rifiuti in termini di "ecologia industriale," ovvero correlare la generazione dei rifiuti a tutto il ciclo di produzione industriale che parte dall'estrazione dei minerali e delle risorse energetiche. Questa è una visione che spesso manca a chi si occupa professionalmente di rifiuti: sanno tutto su come smaltirli, ma si preoccupano meno di come e perché i rifiuti sono creati dal sistema industriale. Ma è anche vero che non è corretto criticare un libro per le cose che non dice, per cui mi sento di consigliarne la lettura a tutti; specialisti e semplici cittadini interessati.

Infine, con questi libri c'è sempre il solito problema: il sistema editoriale italiano scoraggia in pratica la produzione di libri come questo: belli, utili e interessanti, ma va a finire che vengono completamente ignorati. Questo libro l'ho cercato nelle librerie, ma non si trova e alla fine l'ho dovuto barattare con l'autore in cambio di un mio libro sul petrolio - che anche quello non si trova nelle librerie. Scrivere un libro è un grande impegno e richiede moltafatica E' scoraggiante vedere come ottimi lavori come questo di Cavaliere finiscano per passare inosservati. Ma non è neanche colpa degli editori, sono gli Italiani che leggono poco. Siamo nell'era della televisione. Che ci possiamo fare? Beh, "Il Mucchio Selvaggio" lo possiamo comprare su internet, per esempio a http://www.libreriauniversitaria.it, una serata passata a leggerlo è una serata di meno davanti allo schermo che ci rincretinisce



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2 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Questo post fa emergere una sfaccettatura importantissima: non riusciamo a "chiudere i cicli" non solo per questioni di pura inerzia culturale ed ignoranza tecnica e fenomenologica ma... per cause di natura STRUTTURALE: tra le organizzazioni private e pubbliche che gestiscono l' "affaire" alcune mirano a un profitto individuale ed oligarchico, che vanifica qualunque proposta veramente valida per la cumunità. Al limite si arriva anche al reato ambientale, alla corruzione politica, alla camorra.

Deserteur ha detto...

Una nota marginale: sconsiglio quel rivenditore, con cui ho avuto una esperienza non positiva. Molto meglio, secondo me, www.unilibro.it