mercoledì, marzo 14, 2007

ASPOItalia-1, A che servono i convegni?


Visto che ASPOItalia-1 è finito e adesso possiamo rilassarci, pensavo di raccontarvi una piccola storia sul tema "a che servono i convegni?"

La storia risale a qualche anno fa. Ha a che fare con una mia studentessa che si era laureata in chimica a pieni voti (e anche la lode) e che cercava lavoro. Fece domanda a una grande industria e fu invitata per un colloquio. Tornata a casa, mi disse che le era parso di aver fatto benissimo al colloquio e che le avevano detto che la avrebbero ricontattata. Passato un mesetto, però, non si erano fatti vivi.

Mi capitava di conoscere piuttosto bene una persona che lavorava nella ditta dove la mia studentessa aveva fatto domanda. Interpellato per telefono, la persona rispose "si, la tua studentessa ha fatto bene il colloquio e sarebbe adattissima per lavorare da noi. Ma la politica aziendale è di non assumere donne eccetto che come segretarie".

Come vi potete immaginare, non fui particolarmente contento della risposta. Non potevo prendermela col mio contatto il quale, poveraccio, non ne aveva colpa. A parte mandare qualche accidente, la sola altra cosa che mi venne in mente fu di telefonare al comitato per le pari opportunità di un ente pubblico (regione o provincia o forse comune, non mi ricordo).

Al telefono furono abbastanza gentili. Chiesi se la mia studentessa poteva fare qualcosa per protestare, al che mi risposero che in pratica era impossibile, a meno che non avesse prove evidenti e specifiche di discriminazione nei suoi riguardi. Chiesi se loro potevano fare qualcosa; al che mi risposero che non erano affari loro e che non potevano far nulla.

Chiesi allora quali fossero gli "affari loro" ovvero che cosa facesse la commissione pari opportunità per realizzare il proprio scopo di favorire, appunto, le pari opportunità. Al che mi risposero "beh, al momento stiamo organizzando un convegno sulle donne imprenditrici".

Il tempo passa e lenisce tutto ea mia ex-studentessa ha trovato altri sbocchi per la sua carriera. Forse la situazione della parità nei posti di lavoro oggi è migliorata. Ma quando ripenso a questa storia, mi viene ancora da mandare accidenti, sapete, quei segnetti che si leggono sui fumetti quando un personaggio è arrabbiato nero; cose tipo &%$@!

Tutto questo per dire che spesso i convegni sono un modo per seppellire i problemi sotto la tavola del buffet. Forse la storia insegna anche che le commissioni non servono a nulla (c'è un'altra vecchia storia che dice che un elefante è un topo realizzato secondo le specifiche di una commissione)

D'altra parte è anche vero che che un buon modo per capire come stanno le cose è sentirne parlare gli esperti. Per quanto ne posso dire, da ASPOItalia-1 ho imparato diverse cose che non sapevo e mi sono fatto un idea di come è il caso di procedere per il futuro, magari quando ho tempo proverò a scriverne nel blog.

Nel frattempo, se qualcuno che segue il blog ha qualche ulteriore commento su ASPOItalia-1, possiamo vedere di farne un post. Fatemi sapere.


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5 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Sono d'accordo sul fatto che convegni, comitati e commissioni possano facilmente trasformarsi in "salotti da chiacchiere e buffet", ed essere poco collegati alla realtà.

La differenza la fanno le convinzioni di fondatori e stretti collaboratori (e via allargando), una buona dose di disinteresse personale, la competenza e l'oggettività scientifica...

Da ASPO sto imparando moltissime cose da alcuni mesi, cose che cerco di diffondere.

Non posso che dire bene!

james ha detto...

che tristezza

l'osservatore ha detto...

Meno male che questa ex-studentessa non era una raccomandata.

Marco Pagani ha detto...

Concordo con Bardi. I convegni servono se si imparano cose nuove e se si esce dal convegno con idee, accordi, convinzioni e determinazioni che prima non si avevano. Questo è successo per me a Firenze; le cose nuove e importanti sono state:
(1) Bakhtiari che non propone solo soluzioni tecniche, ma parla di radici e di Francesco di Assisi
(2) Bardi che insiste sul fatto che possiamo decidere il futuro e in questo ci aiuta il pensiero dinamico;
(3) Mercalli che mostra come stiamo facendo con l'atmosfera qualcosa che non è mai successo negli ultimi 600 mila anni;
(4) El Asmar e Lavacchi che ci parlano di solare
(5) Pardi che parla di popolazione
... (la lista potrebbe continuare)

Ho iniziato a scriverne su Ecoalfabeta, ma non posso inserire il link perchè ora il server di blogosfere è bloccato.
Credo che nel prossimo futuro, l'attenzione di ASPO dovrebbe focalizzarsi anche sull'agricoltura e sui modi di produzione del cibo e dell'acqua, dal momento che essi sono assai più importanti per la nostra sopravvivenza di quanto non sia ad esempio la mobilità. Cordiali saluti

Ugo Bardi ha detto...

Si, l'agricoltura è un po' mancata a ASPOItalia-1, ma è importantissima e ci stiamo lavorando sopra