giovedì, maggio 29, 2008

Umberto Veronesi e il nucleare

Qualche giorno fa ho inviato per conto di Aspoitalia a "La Repubblica", un commento sulla recente posizione a favore del nucleare da parte di Umberto Veronesi, che il quotidiano diretto da Ezio Mauro si è guardato bene dal pubblicare. Lo ripropongo qui a un pubblico molto meno vasto ma sicuramente più attento.

Gentile Direttore, sulla Repubblica di sabato 24 maggio è apparso un articolo di Umberto Veronesi sul nucleare, nel quale il celebre chirurgo ritiene inevitabile per l’Italia il ritorno all’energia nucleare, per almeno tre motivi. A mio parere, il primo motivo citato da Veronesi è totalmente infondato perché deriva da premesse errate. Egli afferma: “le fonti di energia che oggi utilizziamo sono esauribili: i combustibili fossili, petrolio in primis, e il carbone, finiranno fra qualche centinaio di anni, e non c’è spazio né discussione, né di intervento su questa scadenza.”
Intendo precisare innanzitutto che anche l’uranio, l’elemento fissile usato nelle centrali nucleari, è presente in quantità limitate sul pianeta ed è destinato ad esaurirsi, al pari dei combustibili fossili. Ed in tempi dello stesso ordine di grandezza. Si stima che le riserve note di uranio potrebbero alimentare l’attuale parco di centrali al massimo per qualche decennio. Se si dovesse aumentare il numero di centrali a coprire completamente la produzione di energia elettrica mondiale, le risorse uranifere note non potrebbero durare più di qualche anno. Al momento, la produzione minerale di uranio è di circa 40.000 tonnellate all’anno, insufficiente per coprire il consumo delle circa 430 centrali esistenti (circa 65.000 tonnellate/anno). La differenza viene coperta usando uranio previamente immagazzinato, in gran parte recuperato da vecchie testate nucleari sovietiche. E’ possibile che nel futuro si riuscirà a sfruttare risorse uranifere al momento non utilizzabili, ma comunque esistono serie preoccupazioni sul fatto che la produzione di uranio minerale riesca a soddisfare le centrali esistenti nei prossimi anni. A maggior ragione, si pone il problema di alimentare un’espansione sostanziale della produzione di energia nucleare.

In secondo luogo, come rappresentante di un’associazione che studia la dinamica di produzione e consumo dei combustibili fossili, vorrei precisare che i tempi di esaurimento delle risorse fossili indicati da Veronesi sono purtroppo molto ottimistici. La nostra previsione colloca nella seconda metà di questo secolo l’esaurimento fisico di queste risorse, ma i problemi ci saranno molto prima e li stiamo già vivendo in questi giorni. L’andamento della produzione dei combustibili fossili segue una curva a campana, con un massimo localizzato al momento dell’estrazione della prima metà della risorsa, oltre il quale la produzione inizia un declino irreversibile, impedendo all’offerta di soddisfare una domanda in crescita. ASPO colloca il picco globale del petrolio nel 2010 e quello del petrolio convenzionale dovrebbe essere già avvenuto nel 2007. La crescita esponenziale dei prezzi del greggio innescatasi da qualche anno, denuncia proprio la difficoltà dell’offerta di stare dietro alla domanda, tipica delle situazioni di picco. Infine, per quanto riguarda l’insieme dei combustibili fossili (petrolio, gas naturale, carbone) il picco dovrebbe collocarsi, secondo le nostre stime, intorno al 2025.

Per i motivi precedenti e per la altre considerazioni contenute nel nostro documento disponibile all’indirizzo http://www.aspoitalia.net/images/stories/ugo/aspoitalianucleare.pdf riteniamo perciò che l’ipotesi di un ritorno al nucleare del nostro paese sia poco più di un’illusione, che rischia di alimentare false aspettative nell’opinione pubblica. Altre sono a nostro parere le priorità per affrontare il problema dell’incombente scarsità delle risorse energetiche: la promozione e lo sviluppo della ricerca nel campo delle fonti rinnovabili, l’uso efficiente dell’energia in tutti i settori di consumo, il controllo delle nascite, la riconversione di un modello di sviluppo insostenibile fondato sulla crescita illimitata.
Quest’anno ricorre l’anniversario della nascita di un grande italiano, Aurelio Peccei. Non sarebbe male riprendere e analizzare con meno superficialità le conclusioni profetiche dello studio “I limiti della crescita” promosso agli inizi degli anni 70’ proprio dal Club di Roma.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti, Terenzio! Chiaro, completo, conciso.

Anonimo ha detto...

Ecco parlano i fatti - e sé non contano vuol' dire che si vuole far' contare qualcos' altro.
Di condizioni disastrosi si è creato a sufficienza mi pare - ovviamente c' è chi ci prova gusto.
Maria

Anonimo ha detto...

Faccio notare che la stabilizzazione della popolazione tramite il controllo delle nascite è un evento totalmente insostenibile per la nostra attuale economia. Infatti, circa 20 anni dopo la caduta del tasso di fertilità in Italia è iniziata una massiccia immigrazione (legale o illegale) per compensare la carenza di manodopera nei lavori di fatica, sostenere l'espansione del PIL (oggi circa l'8% del PIL italiano è prodotto dagli immigrati) ed evitare così la caduta dei prezzi delle case, della terra e dei mezzi di produzione in genere.
Senza l'immigrazione la popolazione italiana sarebbe in marcata diminuzione e con essa il PIL nazionale. In altri termini saremmo in recessione ininterrotta da almeno 10-15 anni.
L'uscita dall'economia della crescita richiede riforme sostanziali: della forma del denaro, della proprietà privata (società per azioni), del lavoro, della previdenza, della sanità, della scuola, ecc., in breve di tutte le istituzioni a cui siamo abituati oggi. In particolare occorre eliminare la rendita finanziaria, consentita dall'attuale forma del denaro, che priva del benessere una consistente fetta dell'umanità (l'inflazione, la disoccupazione, le crisi economiche, la speculazione finanziaria, l'interesse monetario, sono i sottoprodotti del denaro attuale) e riformare la legislazione sulle società per azioni, che consente ai direttori di esternalizzare i propri costi aziendali, cioè di scaricarli sui lavoratori e sulla collettività in genere.
Carlo.

Anonimo ha detto...

Allo stato attuale, qualcuno sa dirmi qual è il numero medio di figli per coppia? O meglio ancora quale sarebbe il numero ottimale di figli che una coppia potrebbe avere per mantenere questo numero di abitanti sul pianeta?

Pippolillo ha detto...

Perché come diventano parlamentari si mettono a pontificare su tutto anche su temi che non conoscono? C'è un virus a Montecitorio che ha preso anche Veronesi?
Prendendo per buone le assicurazioni che le centrali nucleari che vorrebbero costruire sono sicure (ma in Italia siamo in una zona sismica, io non mi fiderei) sono disposto a dare il prato dietro casa mia per costruirne una a patto che rispondano SI a queste due domande:

1) L'Italia ha miniere di uranio in modo da evitare la dipendenza dall'estero anche per questo combustibile?

2) L'Italia ha un luogo sicuro dove porre a dimora le scorie nucleari?

Cristiano ha detto...

dopo la sparata sugli inceneritori
ops pardon termovalorizzatori
Veronesi ha perso ogni credibilità.

che una persona che si occupa di tumori, così dice lui,
parli a favore di inceneritori e nucleare fa ridere,
forse vole incrementare il volume d'affari, a spese dello stato chiaramente

paolomot ha detto...

Come sempre i giornali pubblicano ciò che vogliono e ciò che gli fa comodo.

Frank Galvagno ha detto...

Bravo Terenzio.

Di Veronesi va rispettato il suo background medico, vanno discusse la sua propensione al business e le chiusure sulle nanopatologie, infine va ridimensionata la sua escursione in campi come le centrali, l'energia, i minerali.

Non è un fisico nucleare nè un ingegnere. La fama non genera l'onniscienza.

Sandro kensan ha detto...

Angela padre ha detto che ci vorrebbero 2.1 figli per coppia per mantenere stabile la popolazione italiana, noi ne facciamo 1 e qualcosa, quindi la popolazione italiana è in caduta esponenziale.

mildareveno ha detto...

Segnalo che ha scritto "anniversario" invece che "centenario" o "centesimo anniversario".

mildareveno ha detto...

Per Sandro Kensan: cadura esponenziale? La popolazione italiana non sta diminuendo ma è costante, anzi in lieve aumento. Per mantenere costante il rapporto tra giovani e vecchi come vorrebbe Angela la popolazione italiana ed europea nei promossimi decenni dovrebbe aumentare in modo insostenibile. Se vogliamo un'Europa di un miliardo di persone prestiamo pure fede a chi denuncia i terribili pericoli dell'invecchiamento. Come se i vecchi fossero un peso e non una risorsa...

Jon ha detto...

Non serviva Angela per dirci che "2-2 = 0". Ovvio che se da 2 persone nasce un figlio solo, una volta scomparse resta 1 persona sola e la popolazione diminuisce di 1. "1-2=-1"
Ciao.