giovedì, maggio 01, 2008

L'impronta automobilistica: pianificare per migliorare



Nel post di qualche giorno fa si era parlato brevemente della storia dell'automobile, e del suo sviluppo tumultuoso che ha condotto all'attuale rapporto di dipendenza tra l'Uomo e quello che era stato concepito come un mezzo.

Ora, sulla scia dei rincari dei carburanti, la stampa economica pubblica semplici accorgimenti su "Come guidare in modo sostenibile e risparmiare". A ben leggere, si tratta dei "trucchi" che i nostri padri e nonni adottavano 50 anni fa.

Allora, come la maggior parte dei lettori saprà, per ridurre l'impronta automobilistica (intesa innanzitutto in senso eco-energetico, e a seguire in senso economico) del guidatore di oggi ci sono tre regole d'oro:

1. effettuare la corretta manutenzione (fluidi, pressione pneumatici, sistema di alimentazione, carrozzeria ...)
2. limitare i consumi "intrinseci"
3. guidare in modo "smoothing".

Assumendo che il primo punto (manutenzione) sia soddisfatto dai più, esaminiamo un attimino il secondo.

I consumi "intrinseci" sono legati allo "stato dinamico" del mezzo in un certo istante. Migliorano con:
- la riduzione dei pesi inutili
- l'abbattimento degli attriti con l'aria, a parità di velocità (carichi sul tetto, finestrini abbassati...)
- la riduzione dell'assorbimento di batteria da parte dell'impianto elettrico. E' consigliabile spegnere riscaldamento, condizionatori, autoradio, proiettori ... in caso di inutilità
- l'utilizzo, appena possibile, di marce alte, in modo da evitare regimi inefficienti del motore, mantenendolo così in "coppia massima" [combinando questo punto con quello più sopra sugli attriti, si evince che la maggior parte dei veicoli di media-piccola cilindrata minimizzano il loro consumo intorno agli 80 km/h, per strade extraurbane in piano]

Concludo ora con il punto 3. La guida "smoothing" è uno stile "liscio", nel senso di dolce e fluido. Per immaginarlo meglio, è l'esatto opposto della guida in pista (formula 1, rally ...). Si tratta di minimizzare le variazioni di velocità. Accelerazioni/decelerazioni molto dolci, con uso limitato del freno (non a scapito della sicurezza ... :-D ) , velocità di crociera a marcia alta conportano buoni risparmi.
Poichè, oggi più che mai, la guida non è quasi mai "solitaria", diventa indispensabile adottare uno stile cooperativo, che non si contrapponga al traffico ma vi si adatti. Una guida, cioè, anticipatoria, galante e difensiva, in modo da minimizzare gli "stop & go". Con lo stesso senso civico, ci possiamo ricordare che anche spegnere il motore in caso di attese superiori al minuto aiuta.
Ultime considerazioni. Per ora la stampa "ufficiale" ne parla poco, se non per azioni-simbolo (stop del traffico etc.), ma la forma di risparmio più "potente" è quella di usare l'auto quando serve! Tragitti superiori a 6 km, ad esempio, e/o con pesi importanti, condizioni meteo avverse, persone con problemi di deambulazione ...
Altro importantissimo modo per ridurre l'impronta automobilistica: orientarsi su piccole cilindrate, condividere l'auto con altri, e "lasciarla" vivere per tutta la sua vita media (20 anni, e/o 300.000 km, se sono rispettatele modalità di cui sopra).
Queste ultime considerazioni cozzano con la logica dei SUV e dell'invasione dei mercati, e anche con alcuni punti del sistema legislativo. Tuttavia, difficilmente questi "dogmi" potranno reggere il confronto con la termodinamica.


[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@gmail.com. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

11 commenti:

Anonimo ha detto...

personalmente penso che usare i fanali di giorno quando c'e' il sole che ti spacca i sassi e' da matti . per me lunardi ha fatto tale legge per gli elettrauto e per i produttori di lampade.

roberto de falco

Hydraulics ha detto...

Condivido pienamente il post.

Aggiungo solo una cosa: nella marcia in colonna la guida "smooth" dipende molto dal mantenere un'adeguata distanza dalla vettura che ci precede, un po' a tutte le velocità.

Purtroppo molti automobilisti sono affetti da "horror vacui" e ti superano appena si accorgono che hai lasciato 15 metri di spazio alla macchina davanti; rimanendo poi lì alla stessa identica velocità di prima, ma soddisfatti di aver colmato quell'incomprensibile vuoto.

Frank Galvagno ha detto...

Grazie Roberto e Francesco per i vostri contributi, che condivido pienamente.

Il costo degli anabbaglianti accesi inutilmente di giorno è "invisibile" al 90% degli interlocutori, è infatti noto che le batterie al piombo delle auto godono di moto perpetuo e creano la loro energia dal nulla :-D

Per l'horror vacui di Hydraulics, LOL con un po' di amarezza, sono situazioni che fanno ridere ma sotto sotto anche un po' piangere

Anonimo ha detto...

Solitamente chiamo la guida "smooth" guida da "pensionato stanco" o, se estremizzata, da "cadavere morto".

Posso testimoniare che, avendo da tempo adottato la guida da "cadavere morto", ottengo percorrenze medie per litro superiori del 25% circa rispetto alla guida "brillante" (stupida?).

Nello specifico, la mia Skoda Felicia 1.9 Diesel vecchia di 10 anni è passata dai 18-19 km/l (quando la guidava mio padre) ai 23-24 km/l (ora che la guido io).

Anonimo ha detto...

mentre aspettavo in ospedale che mi togliessero dei punti, ho letto un numero di "Selezione" del 1978 che dava consigli per risparmiare carburante! a parte i commenti su cosa mettono in sala d'aspetto al CTO, tutto torna.
Franco Noce

Marco C ha detto...

Mi associo ai giudizi di condanna sui fari accesi di frank galvagno e di anonimo.

Com'è noto quella sull'obbligo degli anabbaglianti sulle strade extraurbane è una norma nata nei paesi nordici e in Austria (poche ore di luce oppure poca luminosità nei numerosi fondovalle nel secondo caso).

Secondo me qualcuno in Italia ha avuto la bella pensata di scopiazzare in modo del tutto acritico questa regola, che in Italia non è affatto necessaria. Tanto è vero che i francesi, di solito più furbi, non hanno applicato questa regola in modo consapevole proprio perché in centroeuropa non è necessaria (così avevo letto).

Un saluto e arrivederci a Torino il 3 marzo (se ci sarà abbastanza posto :-) )

Marco C.
alternergy.blogspot.com

Antonello ha detto...

Circa gli anabbaglianti accesi li trovo utilissimi ai fini della sicurezza.
Certamente hanno un costo energetico, ma può essere "vitale" poter sapere con grande anticipo e certezza che c'è un veicolo o -molto più importante- un motoveicolo che si materializza ben dopo un'auto.
La sicurezza non ha costi!

ariafritta ha detto...

Per quanto ritenga importante il risparmiare carburante, sugli anabbaglianti accesi anche di giorno non mi sento di essere così critico... preferisco poter essere visto anche con la visione periferica, soprattutto quando guido lo scooter.

roberto ha detto...

sembra quasi vero che i fanali accesi diminuiscano gli incidenti. peccato che gli incidenti sono diminuiti solo il primo periodo con l'introduzione della patente a punti poi sono riaumentati perche' la gente non ha piu' paura di perdere la patente e continua a correre.
abbiamo circolato per anni con i fanali spenti e c'erano meno incidenti perche' le macchine erano meno potenti. poi e' arrivata l'era della velocita' e 7ooo morti l'anno + paralizzati ecc ecc.
non e' il problema che non lo vedi e' il problema che non ti fermi in tempo.
roberto de falco

Frank Galvagno ha detto...

Da una parte è vero che la sicurezza viene prima di tutto, dall'altra parte per renderci "visibili" potremmo a questo punto studiare di installare effetti speciali, lampeggianti & multimedia al limite delle legalità :-)

La mia è un'esagerazione voluta.

In condizioni di raffico "sobrio", ma soprattutto di rispetto dei limiti non vedo nei fanali accesi tutto questo valore aggiunto. Ma è un'opinione, per carità.

Certo, se si deve attraversare una strada dove sta passando una moto a 180 km/h, il vedere la sua luce, potente e "traballante", psicologicamente ci rassicura.

Ma non è normale che esista un mezzo lanciato a tale velocità, l'anomalia è nel contempo civica ed energetica.

Cacciavite ha detto...

Giusto ieri mi son fatto oltre 400 km in moto. Da oltre 40 anni -quindi anche quando era vietato e multato- giro sempre con anabbagliante acceso e a velocità a norma CdS. In tratti a mezzeluci e/o visibilità intermittente e/o strade strette (p.es. boschi) fa comodo poter vedere da lontano idioti anche sparati in contromano pieno.
In situazioni di colonna fanno risaltare comportamenti anomali.

I motard francesi fecero una rivolta quando fu ipotizzato l'obbligo per le auto, per timore di perdere una garanzia.

In Italia ci sentiamo tutti provetti piloti e competenti in ogni campo, penso andrebbe letta anche un pò di documentazione "contro".
http://www.unifi.it/notizie/news/newsscheda.php?ident=1147
http://www.lucisempre.ch/navigation.htm
http://www.asaps.it/articoli/Art_2004/0016.htm

Mi rimane -non ultimo- un forte dubbio: ho un'auto 1600, 67 kW di potenza massima, che sono meno di 200 W di luci?
Inoltre sappiamo tutti che:
1) la potenza utile è una piccola parte di quella generata
2) in movimento la potenza assorbita da luci o, enormemente di più, da un climatizzatore, riduce quella che va alle ruote ... ovvero arrivo dopo ma fresco e magari intero.