lunedì, maggio 05, 2008

ASPOItalia-2: il picco della percezione

Marco Pagani parla del picco dei minerali a ASPOItalia-2 a Torino. Foto di Claudio della Volpe


Il picco del petrolio c'è già stato, o forse è imminente. Quello del gas non lo dovremo aspettare per molti anni. Quanto al picco dei minerali, seguirà la sorte dei picchi dell'energia necessaria per produrli. Questi sono i punti centrali che sono venuti fuori da ASPOItalia-2 di Sabato 3 Maggio a Torino.

In un certo senso è un trionfo di ASPO, che vede tutte le sue previsioni realizzate. Questa di Torino potrebbe essere la prima conferenza "post-picco" a distanza di 10 anni da quando due geologi petroliferi, Colin Campbell e Jean Laherrere, avevano pubblicato su "Scientific American" la loro previsione che il picco del petrolio mondiale si sarebbe verificato entro il primo decennio del ventunesimo secolo. Campbell e Laherrere sono poi andati avanti a fondare l'associazione che studia il picco del petrolio nel 2001, in un momento in cui il petrolio costava pochissimo. Ma sono stati guidati da lungimiranza, fiducia, rigore nei calcoli e nei modelli, e alla fine hanno avuto ragione.

Ma c'è un fantasma che aleggiava per ASPOItalia-2 è che si è manifestato alla tavola rotonda, in particolare con l'intervento di Dalma Domeneghini. Ci sono delle cose che noi sappiamo e che ci sono chiarissime; ma c'è un problema: non sappiamo cosa pensa la gente.

Ovvero, lo sappiamo: nella pratica non pensa. I problemi di cui abbiamo parlato sono lontanissimi dall'orizzonte di quella galassia di percezioni, idee, concetti, e ragionamenti che chiamiamo "la gente". Per dare un'idea della disconnessione quasi totale fra realtà e fantasia, basterebbe notare che il concetto di "picco del petrolio" appare su internet, con Google, circa 30.000 volte contro quasi 300.000 risultati di una ricerca di "scie chimiche". "La gente" si rende conto che c'è qualcosa che non va; che ci sono dei problemi immensi, ma non ha la cultura e la preparazione sufficiente per distinguere, per dare un giudizio, per capire la differenza fra la realtà delle cose e i "portenti" che gli antichi auruspici vedevano nel cielo.

Purtroppo, nello scontro fra una bella fantasia e una sgraziata realtà è la seconda a essere vincente. Il picco si sta manifestando attraverso gli aumenti vertiginosi dei prezzi del petrolio, ma le conseguenze di questi aumenti non sono ancora arrivate sull'economia. Per il momento, le autostrade sono piene di macchine e gli ingorghi nelle città non sono diminuiti. Raffinerie e produttori stanno ancora utilizzando contratti a lungo termine che non prevedevano questi prezzi. Quando questi contratti scadranno, nei prossimi anni, l'impatto dei prezzi in aumento si farà sentire su tutto l'arco dell'economia. Non sarà soltanto il prezzo della benzina a risentirne, ma tutta una serie di cose, non ultimi i prodotti alimentari.

In sostanza, ci troviamo davanti a qualcosa che potremmo chiamare il "Picco della Percezione". Ci deve essere un punto nel futuro in cui la situazione del petrolio, e in generale delle risorse, non si potrà più nascondere sotto il tappeto con riferimenti ai moderni untori, ovvero gli speculatori. Ci sarà un momento in cui la gente si troverà di fronte o a prezzi tali da non potersi permettere i prodotti petroliferi oppure al loro razionamento o, semplicemente, alla loro sparizione dal mercato. Sono tutti i fenomeni che vanno sotto il nome di "distruzione della domanda" come ci insegnano i testi di economia che già leggono le matricole all'università.

Pietro Cambi ha menzionato a ASPOItalia-2 che la definizione di "consumatore" è "qualcuno che distrugge lentamente". Ne consegue che per essere consumatori bisogna avere qualcosa da distruggere e l'energia per farlo. Entrambe le cose ci sono arrivate, fino ad oggi, dal petrolio e dagli altri fossili. Con l'inversione di tendenza che ci aspetta, molti lenti distruttori si trasformeranno in lentamente distrutti: è la dura legge della domanda e dell'offerta. Alcuni si sono già trasformati da distruttori in distrutti, ma il grosso della trasformazione deve ancora arrivare. Quando arriverà, non potrà essere ignorato. E' il picco della percezione.

Il picco del petrolio, di per se, non è una discontinuità brusca, non è una rivoluzione, non ha niente di disastroso o di cataclismico. E' semplicemente un punto in una curva continua che - per forza di cose - deve partire da zero e ritornare a zero dopo un certo tempo. E' la percezione umana che crea le discontinuità, le rivoluzioni, i cataclismi. E' un grosso cambiamento di pensiero che segue alla comprensione del fatto che siamo passati da un mondo di abbondanza a un mondo di scarsità. E' un cambio di paradigma; è un trauma, uno sconvolgimento.

Abbiamo un esempio storico che non ci fa sperare bene su quello che succederà. Quello che stiamo vedendo oggi, in effetti, non è che una ripetizione di un evento che è avvenuto ormai 35 anni fa: lo "shock petrolifero" del 1973. Allora, lo shock era stato ampiamente previsto in anticipo sia da Marion King Hubbert, il "nonno" di ASPO, sia da Pierre Wack, un ricercatore della Shell. Questi due, e altri, avevano dato un avviso ben prima degli eventi. Eppure, nell'immenso rumore che ne seguì, sia Wack che Hubbert furono ignorati e dimenticati. Finirono dispersi nel calderone delle teorie che, negli anni '80 e '90, venne di moda definire "sbagliate" senza troppo preoccuparsi di verificare quali fossero esattamente gli sbagli. Fra queste c'era la teoria del gruppo del MIT che nel 1972 aveva ben descritto gli eventi odierni con il loro studio che in Italia conosciamo come "i limiti dello sviluppo".

Come reagirà "la gente" al picco della percezione? Si rimboccherà le maniche e comincerà a lavorare per reagire? Negherà la realtà continuando a rifugiarsi nella fantasia? Oppure si guarderà intorno a cercare gli untori di turno da incolpare? Tutto può succedere nel momento dello smarrimento. Andiamo incontro a tempi interessanti e questo, come dicevano gli antichi cinesi, può essere una maledizione.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo. Visto come sono andate le cose alla "gente" nel corso della storia, permettiti di essere pessimista, molto pessimista. Si finisce comunque sempre per essere troppo ottimisti, anche perché la "gente" siamo pure noi e non vedo ragioni per le quali gli eventi dovrebbe risparmiarci -- solo perché abbiamo capito prima? No, non funziona così.

Anonimo ha detto...

io invece non sono così pessimista. La gente (soprattutto chi ha più di 40 anni) la crisi incombente se la sente nelle ossa: in pratica aspetta solo che ne parli la TV ufficialmente, poi si tirano i remi in barca.
Sarà un prodigioso esperimento sociologico, qualcosa che non si era mai visto nella storia dell'umanità

MaRaNtZ ha detto...

Io credo che la reazione della gente al picco della "percezione" sia classicamente evidenziabile dalla teoria psicologica convenzionale, quando parla di elaborazione del "lutto", inteso in senso lato come evidenza di una trasformazione irreversibile.

Ci sono quattro fasi da oltrepassare, alle quali non si sfugge: NEGAZIONE, RABBIA, DEPRESSIONE, ACCETTAZIONE.

Ritengo che non siamo nemmeno entrati appieno nella fase della negazione, ma è la fase successiva quella che più mi spaventa, e potremmo verificarla molto prima di quanto crediamo.

Paolo Marani
MIZ - Cesena

Walter ha detto...

E' sicuramente serissimo il problema del picco petrolio e la gente dovrebbe informarsi di più! Su questo avete ragione!

Ma come fate a dire che le scie sono fantasia? Ho capito male?
A vostra volta voi non siete informati sulle scie chimiche, le scie chimiche non sono una bufala, guardate il cielo, Approndite seriamente SENZA PREGIUDIZI

"LA GUERRA GLOBALE AMBIENTALE E' GIA' COMINCIATA". ne ha parlato il Generale Fabio Mini.
qui l'indirizzo dell'intervista:
http://bp0.blogger.com/_LecpxQwqMrY/R8NNaO_vX2I/AAAAAAAACws/1WwRzWeyZQ4/s1600-h/Audio.jpg

Picco del petrolio e scie chimiche non devono entrare in "competizione"sono due tematiche importantissime da affrontare

Ciao

Anonimo ha detto...

Non so come si misura la "percezione", ergo mi riesce difficile associarvi picchi o depressioni. Credo che vi sia la possibilità, abbastanza remota, che il tutto non si riduca in breve tempo a scenari orwelliani, con la guerra a risolvere il problema dell'utilizzazione di energia procapite. Questa possibilità esiste in quanto il sacco del controllo mediatico non è ancora chiuso. Il tentativo di "annacquare" tanta informazione in rete per disperderne le potenzialità coagulanti di pensiero critico sono all'ordine del giorno. Su questo c'è molto da fare, in rete e sul territorio, come avete fatto voi il 3 a Torino.
Cataldo

Anonimo ha detto...

'Come reagirà "la gente" al picco della percezione?'
Questo convegno è stato un passo per costruire una consapevolezza del problema e preparare la gente. Abbiamo paura dei pericoli quando non hanno un nome e un volto. La conoscenza sconfigge la paura e permette di agire in modo razionale.

Marco Pagani ha detto...

Ottimo post.
Il convegno ASPO 2 ha segnato la transizione tra la parte di studio e approfondimento (che ormai anche se non è completa, è molto avanzata) e la parte relativa alla percezione e alla comunicazione della crisi prossima ventura.
Dobbiamo comunicare con mezzi semplici ed efficaci l'idea del limite e della sostenibilità, cosa quasi impossibile di fronte a un immaginario in cui si pensa di non avere limiti e di poter stare comunque "tre metri sopra il cielo".
A mio modesto parere, i punti in questione sono tre
(1) Modi di vita sostenibili (include naturalmente le nuove tecnologie enrgetiche)
(2) Riduzione dei consumi
(3) (Per non passare per folli asceti millenaristi) Aumento degli incontri, delle feste e dell' "enjoyment of life" (come diceva Georgescu Roegen).
Per non passare per cassandre tenebrose dovremmo insistere su qualcosa del tipo "sostenibile è bello" e "consuma di meno e vivi di più".
Pensiamoci...

MaRaNtZ ha detto...

Confrontare le "scie chimiche" con gli studi serissimi sul picco del petrolio è come confrontare l'astrologia con l'astronomia.

Pur suscitando entrambe notevoli passioni partecipative, ed in parte coinvolgendo (purtroppo) gli stessi soggetti in virtù del senso di "rivelazione" dato dall'apprendimento di notizie sconvolgenti, non ci sono altre relazioni.

Lasciamo le scie chimiche al sottobosco dei cospirazionisti, in ASPO si parla di cose serie, non di supposte teorie o costruzioni mentali alternative.

Walter ha detto...

Cavolo Marantz come sei ideologico, io non nego i serissimi studi sul picco...ho letto mi sono informato...credo al picco...ma non si può vedere tutto in chiave picco...non fermarti lì, perchè non provi ad approndire meglio con la tua testa le scie chimiche, senza farti influenzare a priori da chi dice che sono cospirazione.

Della guerra climatica ne hanno parlato anche noti esponenti militari.
Vedete la rete ci dà preziose informazioni ma il suo problema
è che spesso porta a generare FAZIONI...approndite, non credete al primo Attivissimo della situazione, non rifugiatevi in una sola visione ideologica.
Non esiste nessuna competizione tra il picco e le scie chimiche...nessuno dei due esclude l'altro...seri studi sono fatti anche sulle scie chimiche caro marantz.
La guerra climatica è già iniziata, Marantz non voglio convincerti a cambiare idea, tanto ormai è già troppo tardi per evitare danni!

Anonimo ha detto...

"Chimiche" o non "chimiche", le scie che solcano i nostri cieli sono comunque l'indicatore di uno scempio ambientale, dato che sono la traccia visibile di un traffico aereo che va ben oltre qualsiasi dose di buon senso.

Inoltre, penso proprio che non siano costituite di "aria fresca": quanto meno contengono abbondanti sottoprodotti della combustione di carburanti intrinsecamente nocivi (magari additivati con chissà cosa allo scopo di ricavarne migliori prestazioni senza pensare troppo alle conseguenze).

Mi lascia invece molto perplesso l'attribuzione di un fenomeno concreto (l'aumento delle scie degli aerei e della loro persistenza) a chissà quale cospirazione. Sono più propenso a vedere dietro alle "scie" l'ennesima dimostrazione della stupida avventatezza della nostra specie.

Ma temo che tutto ciò rimanga piuttosto fuori tema laddove si parla di picco delle risorse...

Walter ha detto...

Anonimo, non era tanto fuori tema, visto che nel post che ora stiamo commentando si parlava anche di scie chimiche...che secondo alcuni "svogliati" che non hanno voglia di approfondire sarebbero solo cospirazione...comunque anonimo spero solo non sia troppo tardi quando vi accorgerete che è tutto vero.
Tolgo il disturbo vi lascio
alle vostre tematiche che sono indubbiamente interessanti.
Comunque non siate troppo chiusi e ideologici con il picco, dal esterno potreste apparire come una "setta".