domenica, maggio 11, 2008

ASPOItalia-2: per il centenario di Aurelio Peccei

Aurelio Peccei, 1908-1984


Uno dei motivi che ci ha spinto a tenere a Torino il secondo convegno di ASPO-Italia è stata la concomitanza con il centenario della nascita di Aurelio Peccei. Ci sarebbe piaciuto fare qualcosa di più formale per ricordarlo, ma nella pratica questo non è stato possibile. Ci siamo limitati a menzionarlo nelle presentazioni introduttive. E' già qualcosa per un uomo che è stato vituperato in tutti i modi possibili ma che noi consideriamo un po' l'origine di tutto quello che facciamo come ASPO.

Peccei, Torinese, è stato un grande pensatore; lo ricordiamo come il fondatore del Club di Roma, nel 1968 e come l'origine dello studio noto in Italia come "I Limiti dello Sviluppo" pubblicato nel 1972. Questo libro viene talvolta attribuito al Club di Roma, ma fu il lavoro di un gruppo di scienziati del Massachussets Institute of Technology che Peccei aveva incoraggiato e finanziato. Peccei stesso non era uno che costruiva modelli matematici, ma uno che intuiva le cose. I risultati dell'analisi dei "Limiti dello Sviluppo" lui li aveva già intuiti prima.

Peccei ci ha lasciato un libro intitolato "Prima che sia troppo tardi" pubblicato nel 1984, l'anno della sua morte. Questo libro lo possiamo leggere un po' come il suo testamento spirituale. Purtroppo, quello che lui paventava, ovvero che non si sarebbe fatto nulla prima che fosse "troppo tardi" sembra proprio che si sia verificato. Non abbiamo fatto quasi nulla per prevenire il disastro che ci sta arrivando addosso e che deriva alla pari sia dalla distruzione degli ecosistemi sia dal sovrasfruttamento delle risorse sia minerali che agricole.

Vediamo cosa scriveva Peccei nel 1984

La civilizzazione della quale siamo così orgogliosi, non solo idolizza l'uomo e lo esalta come padrone del mondo, se non dell'universo intero, ma anche perdona qualsiasi cosa che l'uomo faccia per asserire il suo primato e giustifica ogni mezzo per arrivare a questo fine. Sebbene teoricamente si affermi che l'uomo dovrebbe essere guidato da nobili principi basati su un corpo di virtù e valori spirituali, etici e morali, la nostra civilizzazione dominante ha delle basi così antropocentriche e centrate su se stessa che l'uomo ha in pratica la libertà di ignorare questi principi ogni volta che lo ritenga conveniente o che interferiscano con il suo immediato interesse o con l'adulazione del suo ego.

In sostanza, quello che Peccei ci dice è che non abbiamo un problema di risorse: abbiamo un problema con l'uso che facciamo delle risorse. Quando mi domandano se c'è abbastanza petrolio nel mondo, io rispondo che il petrolio è ancora abbondante ma che, se pretendiamo di usarlo come se fosse infinito, allora ce ne sarà sempre troppo poco.

6 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Quello che mi preoccupa è che ci sono associazioni sedicenti "ambientaliste" che criticano duramente Peccei, Club, Meadows etc. , tacciandoli di aver definito l'uomo "il cancro del pianeta".

A parte che questa cosa io non l'ho mai letta, temo che gli "accusatori" non abbiano bene in mente l'importanza degli ecosistemi.

Don Gabriele Scalmana, che ha parlato al convegno Aspo 2, aveva invece le idee più chiare: l'Uomo non è superiore all'ambiente, ma è INTEGRATO NELL'AMBIENTE. Eventuali "deliri di onnipotenza", che contrastano la realtà che è finita, questi sì che sono criticabili, "prima che sia troppo tardi" (per dirla alla Peccei), se già tardi non è.

Ugo Bardi ha detto...

Infatti. Il libro della Genesi è chiaro su questo punto. L'uomo ha la responsabilità della gestione di quello che Dio gli ha affidato. Purtroppo, molti questa cosa l'hanno capita al contrario; che il fatto di essere creati a immagine di Dio ci metta a disposizione l'universo come se fosse un supermercato senza neanche le casse alla fine. Non è così; si rischia di essere cacciati un'altra volta dalla solita spada fiammeggiante.

Ugo Bardi ha detto...

Comunque, se ti vuoi leggere un bel documento della congrega degli allucinati su Peccei, lo trovi a:

http://www.disinformazione.it/algore_controllo_demografico.htm

Ancora peggio delle scie chimiche

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con le affermazioni del post. L'economia a "risorse infinite" può effettivamente esistere, a patto di rimanere nei limiti dettati dalla natura e da opportune tecnologie. Secoli di successi tecnologici che hanno innalzato in modo incredibile questi limiti hanno portato al mito della "crescita infinita". Purtuppo le tecnologie che hanno innalzato poderosamente tali limiti si basano su risorse "non rinnovabili" e la transizione a tecnologie "rinnovabili" non sarà nè facile nè indolore, soprattutto perchè sono coinvolti aspetti economico-culturali assai radicati.
Carlo.

Pippolillo ha detto...

...ieri sera Luca Mercalli ne ha parlato a "che tempo che fa" e poi subito dopo anche Piero Angela che era ospite, ha pure detto che anche lui è stato uno dei fondatori del "club di Roma".
Ecco, ci fossero un po' meno veline e "isole dei trombati" in TV e un po' più di scienza e cultura in generale, magari l'Italia lentamente potrebbe migliorare.
Scusate... la frase precedente è tratta dall'incipit di un racconto di fantasy che sto scrivendo, appunto che l'Italia migliori. :-)

Anonimo ha detto...

Mi domando se noi tutti a cominciare anche da Fazio, Angela ecc. (che comunque stanno "già facendo") non si possa fare qualche cosa in più per "comunicare" e far crescere la conoscenza di questi argomenti, per far conoscere meglio queste figure di studiosi. Personalmente appartengono a quelli che pensano che la "fine del mondo" a causa dell'inquinamento non sia poi così vicina... Tuattavia credo che, per vivere meglio tutti, compresi i popoli in via di sviluppo, sia importante parlare per far crescere un il concetto di sviluppo responsabile.
Santolo Riemma