martedì, novembre 13, 2007

La carica dei negazionisti





In questi giorni di prezzi del petrolio vicini ai 100 dollari al barile, è entrata in campo una squadra di minimizzatori di professione, una schiera di economisti, opinionisti, commentatori, intenti a spiegare che gli alti prezzi sono causati dalla speculazione, che non esiste un problema di scarsità della risorsa e che il rilancio degli investimenti in infrastrutture estrattive determinerà inevitabilmente il calo delle quotazioni. In altre parole, la teoria del picco del petrolio sarebbe solo la fantasia di alcuni catastrofisti. Il Foglio di Giuliano Ferrara si caratterizza tra i più zelanti dei negazionisti. Nei giorni scorsi, su questo giornale, sono apparsi due articoli a cui il Presidente di Aspoitalia, Ugo Bardi, ha risposto con la seguente lettera:

Gentile Direttore,

sul Foglio di Venerdì 9 Novembre sono apparsi due articoli dal titolo “Perché quota cento dollari non fa paura” e “Perché quota cento è comunque un guaio” nei quali Michael Lynch afferma che “la teoria del picco petrolifero è il risultato della cattiva applicazione di modelli semplicistici a fenomeni complessi”. Su queste posizioni si collocherebbero anche i “pensatoi liberisti statunitensi molto ascoltati dalla Casa Bianca”. Si cita poi Leonardo Maugeri dell’ENI, secondo il quale “gli alti prezzi sono la premessa di una nuova ondata di investimenti: quando i loro effetti si saranno materializzati, le quotazioni del petrolio scenderanno”. Infine, il CERA di Daniel Yergin ci rassicura che “non siamo in un’era di scarsità assoluta: le riserve stimate oggi sono tre volte superiori a quelle calcolate dai pessimisti dell’Agenzia internazionale dell’energia, cioè 3740 miliardi di barili invece di 1200”.

Forse è il caso di intervenire per fare un po’ di chiarezza su certi punti, in particolare, sulla credibilità del sig. Lynch. Già qualche dubbio potrebbe derivare dalle sue affermazioni dell’anno scorso secondo le quali oggi il petrolio dovrebbe costare meno di 40 dollari al barile. Lo stesso si può dire per i vari Think Tank Americani i quali sono organismi politici ma privi di ogni competenza in materia petrolifera. Infine, la stima di CERA dell’anno scorso sulle riserve petrolifere prevede un abbondanza di petrolio che è del tutto anomala rispetto a tutte le altre stime degli esperti. A distanza di un anno, questa stima è già stata smentita dall’andamento della produzione reale.

A proposito dei cosiddetti “modelli semplicistici”, termine che evidentemente si riferisce alla teoria del picco del petrolio, andrebbe spiegato che questi modelli sono stati storicamente in grado di fare delle ottime predizioni, al contrario di molti modelli economici standard che, come ammesso dalla stessa IEA nel loro rapporto “World Energy Outlook” del 2007 non sono stati in grado di prevedere il declino di aree importanti come quella del petrolio Messicano. La teoria del picco ha previsto correttamente questo declino, come pure quella del petrolio degli Stati Uniti e quella del petrolio del Mare del Nord.

Dispiace che entrambi gli articoli apparsi sul Foglio diano una visione estremamente parziale, e quindi distorta, del dibattito in corso, proponendo al lettore soltanto la versione ottimistica – troppo ottimistica secondo noi - di una sola delle due parti impegnate.

Il Foglio ovviamente si è guardato bene dal pubblicare, anzi perseverando con un nuovo articolo firmato Carlo Pelanda "Perchè se si regola la finanza derivata dal petrolio il prezzo del greggio scenderà" . Secondo costui, “i nuovi investimenti in capacità estrattiva, di trasporto e raffinazione” sposteranno “di secoli la data in cui vi sarà scarsità reale di petrolio e gas”, lo scenario di scarsità sarebbe “una favola” e, conclusione fideistica sul calo dei prezzi: “Ribasso oppure linciaggio di politici, banche e fondi. Scenderà”. Naturalmente, non sperate di trovare, tra le argomentazioni del Pelanda, qualche riferimento ad analisi e dati riguardanti la consistenza delle risorse petrolifere mondiali. L’autore sembra continuare in chiave moderna l’attività di divinazione degli antichi aruspici che interpretavano le indicazioni degli dei dal volo degli uccelli o nelle viscere degli animali.
E’ pertanto inutile continuare a tentare il confronto con personaggi che trasformano una questione cruciale per l’umanità in una desolante battaglia ideologica. Però, una considerazione per cercare di smontare la fiducia dei negazionisti, forse è opportuno farla. Il grafico in alto rappresenta la produzione di petrolio negli Stati Uniti. La curva, confermando la predizione di Marion King Hubbert, raggiunse un picco all’inizio degli anni ’70 e da allora declinò costantemente, costringendo la principale potenza mondiale a rifornirsi in altre aree del mondo e a instaurare una excalation senza fine di tensioni internazionali. Ai teorici dei nuovi investimenti bisognerebbe perciò chiedere se le difficoltà estrattive interne siano dovute a una tendenza masochistica degli Stati Uniti o a problemi strutturali insormontabili.

6 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Ottima risposta!

Alla schiera di "teorici" aggiungerei Varvelli (che fine ha fatto)?

Il conflitto di interessi di queste persone non è solo una congettura. Piovono dimostrazioni, tante. Troppe, per accettare collettivamente queste "versioni".

Patrick ha detto...

Semplicemente INCONTROVERTIBILE

complimenti al prof. Bardi che con intelligenza ha saputo SMONTARE e continua a SMONTARE più e più volte le dichiarazioni, prive di ogni legame con la realtà e il buon senso, di persone che parlano dell'unica cosa che riescono a capire: i quattrini. O dovrei dire della paura di perderli?
Una tale cecità mentale non può essere semplicemente essere ricondotta alla mancanza di studi specifici (geologia, chimica, fisica, matematica).

Frank Galvagno ha detto...

Giusto Patrick

infatti esistono persone che si occupano di scienza (vedere il sito Galileo 2001 per stanarne una folta schiera, molti di forte impatto mediatico) le cui dichiarazioni su certi temi abbandonano l'oggettività scientifica per gettarsi in argomentazioni tra il parapsicologico e il metafisico.

L'unica spiegazione di questo fenomeno è quella che dici tu... l'abbagliamento da DD (Dio Denaro)

Lorenzo ha detto...

D'altro canto se si cominciasse a parlare di picco la gente non comprerebbe più quei fantastici prodigi della demenza che sono i SUV. Avete notato che ultimamente c'è un forte bombardamento pubblicitario sui SUV... Non è che stanno cercando di venderne il maggior numero possibile prima che sia troppo tardi?!? :-)

Anonimo ha detto...

Dove si può firmare a favore del linciaggio dei politici?

Anonimo ha detto...

Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire, soprattutto se è in malafede, francamente credo che i signori sopraccitati lo siano.
L'unica cosa e conservare con cura le loro previsioni sballate, e mettergliele sotto il naso quando ne formuleranno altre. Soprattutto perchè l'attendibilità delle persone deve essere basata su quanto hanno detto o fatto in passato, cosa non facile in un paese senza memoria come è l'Italia
Andrea De Cesco