mercoledì, novembre 21, 2007

L'Abruzzo boccia il Fotovoltaico?



Ci segnala Emilio Martines la seguente notizia, tratta dall'ultimo numero de "Il Foglietto", notiziario del sindacato Usi-Rdb ricerca:


<< La Regione Abruzzo, amministrazione di centrosinistra sotto la guida del socialistaOttaviano del Turco, ha adottato un provvedimento che vieta l'installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici situati in centri abitati. Comuni e Province abruzzesi che avevano avviato numerosi progetti, si sono dovuti fermare.E in Consiglio Regionale, a quanto è dato sapere, quando si è votato, nessuno ha trovato nulla da ridire, né la cosiddetta sinistra radicale né tanto meno il rappresentante "verde" che, di queste "cosucce", bontà sua, non si occupa, al pari di fatti ancor più eclatanti che in quella Regione stanno avvenendo da diversi mesi,come: scoperte di megadiscariche abusive con veleni chimici e inquinamento conseguente delle falde e dell'acqua potabile per quasi mezzo milione di persone. Per non correre il rischio di non essere creduti, precisiamo che il divieto di cuitrattasi è contenuto nell'art. 74 della L. R. n. 34 del 1° ottobre 2007. Sconcertante. >>


Qui trovate il riferimento all'art. 74 del provvedimento legislativo.


Nella tristezza generale, emerge un aspetto curioso: nulla si dice sugli edifici privati. Per estensione, però, è difficile immaginare che siano esclusi dal perimetro: per una delle leggi fondamentali della burocrazia che ho già visto applicata in modo intensivo nel campo dell'Igiene e della Sicurezza industriale, "tutto ciò che non è espressamente ammesso (per scritto) è vietato". Restiamo compatti.



[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono elaborare dei post e inviarli a franco.galvagno.3@alice.it. Essi saranno presi in conto per un'eventuale pubblicazione con il nome dell'autore ]




9 commenti:

nicola bogo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giovanni Galanti ha detto...

E' una notizia un pò strana, però..Da architetto, per quanto favorevole all'integrazione fotovoltaica negli edifici, credo che nei centri storici possa comportare una grave alterazione dei caratteri dei monumenti, con ridotti benefici. Forse la LR in questione è stata eccessiva e scritta male, poteva limitare il divieto ad alcuni edifici di particolare pregio storico di cui l'Abruzzo è ricco.. ma in effetti sarebbero bastati i vincoli della soprintendenza. Scusate, ma la notizia non affronta bene l'argomento...

Frank Galvagno ha detto...

Ciao Giovanni,
sarò un riduzionista "tecnocrate" e insensibile, però tutta questa attenzione delle istituzioni ai problemi estetici (discutibili, come le question estetiche in genere) in un contesto in cui l'imperativo dovrebbe essere "risparmio energetico" e "diffusione di energia rinnovabile" mi lascia alquanto PERPLESSO ...

raimondo ha detto...

il consumo delle fonti fossili ha consentito benessere e l'aumento di popolazione.
L'aumento di popolazione porta con se un aumento di consumo energetico.
Il sistema così configurato non ha un andamento lineare ma bensì esponenziale.
Questo fatto mi porta a far l'analogia con il problema delle ninfee ... (c'è un lagetto nel quale crescono le ninfee, esse raddoppiano in 24 ore. Se le ninfee in 29 giorni coprono metà del lago, quando lo copriranno del tutto? rispoata il giorno 30).
Fin qui il discorso è banale e ripetitivo di tutto quello già detto.
Bene capovolgiamo il problema:
si vuole creare un sistema basato su un mix di energie rinnovabili
che garantisca energia, cioè benessere, a tutti gli abitanti del sistema.
Se non si interviene sul fattore dell'incremento della popolazione, anche un sistema (sociale-industriale) che utilizzi solo fonti rinnovabili arriverà prima o poi al picco di produzione.
Arrivati a quel punto la produzione globale non potrà più aumentare ma calerà quella pro capite.
Ora arrivo al quesito importante.
Come far crescere l'utilizzo delle energie rinnovabili in maniera esponenziale?
In primo luogo è necessario far si che le imprese vengano convinte a spostare capitali e forrza lavoro DA settori industiali che producono beni che consumano le fonti fossili (es: automobili) A settori industriali di produzione di energia rinnovabile (a patto che abbia un EROEI>1).
ALTRE IDEE?

Frank Galvagno ha detto...

Ciao Raimondo, condivido le tue preoccupazioni: si tratta di un feedback positivo tra crescita demografica e consumi specifici, il cui esito è incerto. Potrebbe avere componenti "catastrofiche", ma non è detto. Come dice un mio amico, le previsioni sui sistemi complessi sono "difficili".

Personalmente credo che perseguire la spirale dello sviluppo esponenziale usando come veicolo le Rinnovabili sia "impossibile".

Bisognerebbe stabilizzarsi su un'orbita dinamica a bassi flussi energetici, rinnovabili ovviamente,in modo che il sistema sia sotto controllo e sia in grado di auto-rigenerarsi.

raimondo ha detto...

Ciao Frank
da un calcolo approssimativo che ho fatto, risulta che l'Italia potrebbe sostenere senza ricorrere alle importazioni di energia e cibo una popolazione di cica 27 milioni di abitanti e non di 57 come è adesso.
Ebbene un calo dell'1% all'anno della popolazione ci porterebbe, in un tempo adeguato (70 anni), al livello che considero ottimale.
Ingilterra e Germania hanno una densità di popolazione superiore alla nostra e questo peso specifico li ha portati a attuare i piani per le energie rinnovabili prima di noi. Basta guardare alle scelte strategiche di BP e di ENI.
Non dico di bloccare le frontiere ma dovremmo attuare dei piani per far rientrare gli immigrati nei paesi di origine dopo alcuni anni di lavoro qui.
Per far lavorare più persone si deve consumere più energia e quindi indebitarsi importandola.

Frank Galvagno ha detto...

Quello della popolazione è un problema ultra-delicato.

Da una parte esistono famiglie con 4 figli il cui impatto energetico è minore di una coppietta di "fighetti" iperconsumisti!

Dall'altra, come dici Raimondo, la popolazione globale è tanta e il trend di crescita va in scioltezza.

Infine: ok nel non "esagerare" nel fare figli, ma occhio a non cadere nell'eccesso opposto... una popolazione "vecchia" ha molte altre controindicazioni :-)

prorinnovabili ha detto...

Salve, per fortuna la bocciatura del FV in Abruzzo si é dimostrata solo una svista in da parte del consiglio regionale. Il FV è stato nuovamente "sbloccato" come ho scritto in un post sul blog della mia associazione:
http://www.prorinnovabili.it/fotovoltaico-a-macchia-di-leopardo/1550/

Ugo Bardi ha detto...

Si, poi i vari assessori della regione abruzzo si sono giustificati dicendo che non avevano letto bene il documento. Però, ci sarà ben stata una "mano" che ha inserito la norma anti-fotovoltaico e quel tale, se gli assessori erano persone serie, avrebbero dovuto andarlo a cercare e poi farlo alla griglia. Insomma, sono sviste assai sospette.