lunedì, luglio 21, 2008

Non posso pensare a un mondo diverso dall'attuale


Le compagnie aree si preparano per i cambiamenti in corso.



Tempo fa, Luca Mercalli mi ha raccontato di un dibattito che aveva avuto con non so più quale assessore a proposito del proposto aeroporto di Ampugnano, vicino a Siena. All'assessore che sosteneva la necessità di "sviluppo" e quindi dell'aeroporto, Mercalli aveva fatto notare che il mondo stava cambiando rapidamente e che la crisi dei combustibili fossili avrebbe reso inutili anche gli aeroporti esistenti, figuriamoci farne di nuovi. Al che, dopo vari ragionamenti, l'assessore aveva sbottato con una frase emblematica "non posso pensare a un mondo diverso dall'attuale". (Ne ho già parlato in questo post).

E' curioso questo rifiuto assoluto di pensare. Soprattutto, è curioso che questo rifiuto di immaginare il cambiamento non ci arriva da un sacerdote sumero di Inanna di cinquemila anni fa, che - possiamo immaginare - aveva buoni motivi per pensare che il mondo non sarebbe cambiato molto durante la sua vita. Ma, anche i sumeri hanno finito per sparire, pur rimanendo più o meno gli stessi per migliaia di anni. Oggi, poi, il mondo cambia a una rapidità tale che ne siamo continuamente spiazzati. Eppure, i nostri assessori, politici, "esperti", decisori, eccetera, continuano ad agire come se tutto quello che succede oggi debba per forza continuare a succedere per sempre, anzi, di più. Non possono pensare a un mondo diverso dall'attuale

Proviamo invece a pensarci. Pensiamo a un po' di quelle cose che tutti diamo per scontate. Lo saranno ancora nel prossimo futuro?


- I nostri risparmi sono al sicuro nelle banche.

- E' bene investire negli immobili dato che i prezzi aumentano sempre.


- I centri commerciali sono pieni di gente che compra.


- Non si può fare a meno dell'automobile

- Gli immigrati vengono in Italia attratti dalla nostra ricchezza.

- Si producono sempre più rifiuti e percio' dobbiamo costruire nuovi inceneritori

- Nelle nostre città, il problema principale è il traffico eccessivo


- La vita media continua ad aumentare grazie ai progressi della scienza medica


- Il nostro problema alimentare è il sovrappeso


- I nostri diritti sono garantiti da un governo democraticamente eletto

15 commenti:

Effetto Martini ha detto...

Ma sbaglio o anche Bernanke sta parlando in modo delicato di peak oil? Circa a metà pagina: "On the supply side, despite sharp increases in prices, the production of oil has risen only slightly in the past few years....Finally, sustainable rates of production in some of the more secure and accessible oil fields, such as those in the North Sea, have been declining...."
http://www.federalreserve.gov/newsevents/testimony/bernanke20080715a.htm

Gianni Comoretto ha detto...

Nel frattempo a Firenze si parla della seconda pista per l'aeroporto di Peretola.
http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/07/12/104024-aeroporto_compromessi_comune.shtmlm

Anonimo ha detto...

http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=News&file=article&sid=324

Anonimo ha detto...

E' inquietante leggere la lista di quelle "cose" che hai elencato e che potrebbero sparire, anzi spariranno sicuramente per la gran parte delle popolazioni del mondo sviluppato.
Temo che le elite invece cercheranno di crearsi i loro bei "castelli fortificati" in un oceano di povertà realizzando così il temuto medioevo prossimo venturo.
Alla luce delle premesse di oggi non riesco a vedere possibilità migliori...

Paolo B.

Palomar ha detto...

C'era una volta la civiltà dei consumi.

Anonimo ha detto...

Leggo stamattina su La Repubblica:

"Il petrolio e l'energia cinese
Perché i prezzi del petrolio hanno interrotto la loro galoppata al rialzo, e dopo l'escalation dei record sono entrati in una fase di pausa? Una spiegazione è che i mercati stanno riesaminando gli scenari di aumento dei consumi energetici della Cina, "il dragone nella cristalleria" che ha avuto un peso fondamentale nel modificare gli equilibri tra domanda e offerta. Negli ultimi cinque anni infatti la domanda cinese di risorse energetiche è cresciuta al ritmo del 12% annuo, un incremento formidabile che ha esercitato una pressione irresistibile sui prezzi mondiali. Adesso molti esperti si attendono che la domanda cinese rallenti in modo durevole. L'economia cinese sembra finalmente in grado di fare dei progressi in termini di efficienza energetica, riducendo almeno in parte il livello di sprechi e il carattere "energivoro" della crescita.

L'intensità di energia consumata per ogni unità di Pil prodotta è calata del 3,7% nel 2007, un miglioramento due volte più elevato che nel 2006 (da notare che fra il 2002 e il 2005, al contrario, il consumo di energia aumentava in proporzione a ogni unità di Pil prodotta). Se la Cina mantiene questa evoluzione e riesce a raggiungere l'obiettivo che si è fissata - cioè ridurre del 20% l'intensità di energia consumata relativamente alla crescita del Pil - e se nel contempo la sua crescita economica rallenta un po', assestandosi attorno al 9% annuo, allora la crescita dei suoi consumi energetici dovrebbe essere contenuta entro il 2% annuo entro il 2010. Questi sono i numeri che fanno "ricalcolare" l'impatto cinese sui mercati mondiali delle materie prime energetiche, soprattutto carbone e petrolio. Se questo scenario è plausibile, allora il folle rialzo delle quotazioni del greggio potrebbe essere finito".

(22 luglio 2008)

Di cosa dobbiamo preoccuparci?

VALDO

Anonimo ha detto...

Per VALDO: buona la tua segnalazione.
L'unica cosa di cui dobbiamo preoccuparci sono i "giornalisti" che scrivono fesserie a tutto spiano su ordine dei loro padroni.
Come si può affermare che una tendenza si è esaurita o sta per esaurirsi a pochi giorni dal nuovo record di prezzo di tutti i tempi?
Chi ha trasferito le fabbriche più inquinanti in Cina e in India? Se non ci saranno più trasporti a basso prezzo, quanto costeranno le merci prodotte dall'altra parte del mondo e vendute in Europa e USA?
Qualsiasi persona in grado di intendere e di volere capisce al volo che la crescita materiale infinita (produrre sempre di più di qualsiasi merce) è semplicemente impossibile, ma i "giornalisti" e i "politici" continuano a darla per scontata.
Occorrerà presto affrontare la realtà, che ci piaccia o no.

Saluti.

Carlo Z.

Anonimo ha detto...

A Bologna, notizia di qualche giorno fa, 650 milioni di euro di investimento per raddoppiare l'aereoporto Marconi, più centro commerciale direzionale e alberghi.
Intervento angosciato degli albergatori, in crisi nera dopo anni di vacche non grasse ma obese in una città dove non si trovava un letto neanche a prenotarlo con sei mesi d'anticipo: ne abbiamo costruiti troppi, così non va, cancelliamo l'intervento...

Anonimo ha detto...

ma perché preoccuparci... ;-) Leggete qui:

IN ARRIVO L'AUTO CHE VA A SPAZZATURA

(ANSA) LONDRA - Presto, forse già tra due anni, ci saranno in circolazione auto "a spazzatura" che inquineranno molto meno di quelle a benzina: una grande azienda chimica britannica, Ineos, ha annunciato la messa a punto di un rivoluzionario procedimento tecnologico che permette la trasformazione della volgare immondizia in bioetanolo utilizzabile come carburante per le vetture. Ineos si dice in grado di ricavare 400 litri di bioetanolo da ogni tonnellata di spazzatura biodegradabile asciutta e conta di poter incominciare la produzione su scala industriale verso la fine del 2010.

Il nuovo procedimento tecnologico consiste sostanzialmente in tre fasi: si cuoce la spazzatura ad altissima temperatura fino a ridurla allo stato gassoso e si danno poi i gas in pasto a speciali batteri naturali che se ne servono come materia prima per generare bioetanolo grezzo. Si purifica il bioetanolo ed è fatta.

L'annuncio ha avuto un'immediata e vasta eco in Gran Bretagna e si capisce: anche qui esiste un grosso problema di smaltimento della spazzatura (non si sa più dove metterla, le discariche sono stracolme) e gli automobilisti sono imbufaliti per la benzina sempre più cara. Per Peter Williams, amministratore delegato di Ineos Bio, la succursale dell'azienda che ha sviluppato il nuovo procedimento, la novità più grossa sta nel fatto che a differenza degli altri biocarburanti - realizzati partendo da prodotti agricoli sottratti alla produzione alimentare e con un impatto negativo sull'ambiente - "non ci sarà più da dover scegliere tra cibo e combustibile".

Il bioetanolo dovrà essere miscelato con la super o con il diesel - non essendoci in Europa e Nord America (a differenza del Brasile) un parco macchine con motori in grado di essere alimentati esclusivamente con quella sostanza - ma a detta di Ineos il suo impiego parziale basterà e avanzerà per ridurre di ben il 90% i nocivi gas 'effetto serra' emessi dalle normali auto a benzina. Ineos è una delle più importanti aziende chimiche del pianeta e con il nuovo procedimento tecnologico di riciclaggio della spazzatura - sviluppato in un laboratorio biochimico di Fayetteville in Arkansas (Usa) a partire dal 1989 e già testato con un esperimento pilota negli ultimi cinque anni - punta a ridurre di circa il 10% il fabbisogno di benzina in Europa e Nord America. La società annuncerà prossimamente dove intende incominciare la produzione commerciale di questo "bioetanolo di seconda generazione". L'intenzione è comunque di andare "ad una rapida espansione su scala mondiale".

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Ennnesima bufala?

anonimo ha detto...

…bufala o no, forse è preferibile l'auto ad aria compressa, così si risolve anche il problema delle emissioni nocive.

Comunque vorrei dire che non ho mai dato per scontata nessuna delle voci presenti nella lista proposta: ho invece un'istintiva propensione a considerare l'era dello sviluppo come una parentesi nell'esperienza umana. Penso che tra 20-25 anni questa parentesi sarà chiusa e rimarranno discariche come siti archeologici dell'attuale cultura. La civiltà dei consumi ha creato il terzo mondo, ha diviso il pianeta in popoli consumatori ed altri sfruttati e questa non è già una sconfitta per l'Umanità? L'era del petrolio ha contribuito un'esplosione demografica senza precedenti ed irripetibile, che aggraverà la crisi: riteniamoci fortunati che la Cina, con la politica del "figlio unico", ha contenuto saggiamente questa esplosione.

I consumatori poi si lavano la coscienza facendo "beneficenza" che è un altro modo per esorcizzare la verità. Meglio sarebbe dimezzare i propri consumi.

Anonimo ha detto...

"si cuoce la spazzatura ad altissima temperatura fino a ridurla allo stato gassoso"
E con quale combustibile si porta la spazzatura ad altissima temperatura? Io avrei una mezza idea :-). La fermentazione operata dai batteri che gas libera nell'atmosfera(verosimilmente CO2)? In cosa consiste il processo di purificazione del bioetanolo grezzo?
Ridurre del 10% il fabbisogno di benzina e gasolio è esattamente la stessa cifra ipotizzata con l'uso dei biocarburanti agricoli, ovvero solo una minima parte della motorizzazione di massa del pianeta potrebbe usufruirne. Credo che questa notizia faccia parte delle solite bufale sparate periodicamente dai media ufficiali...

Paolo B.

Paolo B.

anonimo ha detto...

… riguardo alla politica del figlio unico preciso: con "saggiamente" mi riferivo solo al contenimento della crescita demografica della Cina, non ai conseguenti aborti dei feti femminili in favore del figlio maschio. Cinicamente dico: una popolazione prevalentemente maschile fungerà da fattore frenante della crescita.

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe tenere anche conto che anche la spazzatura non può essere infinita, le materie prime con ciu viene fatta sono destinate ad esaurirsi: buona parte è plastica cioè petrolio la parte organica è comunque sottratta alla terra che diventa sempre più sterile... In sostanza vale sempre il principio che "nulla si crea nulla si distrugge", ma a costo di energia che potrebbe essere solare buona parte delle cose si possono riciclare.
Lorenzo

Pippolillo ha detto...

Sento sempre parlare del picco del petrolio e delle preoccupazioni riguardo alla produzione di energia elettrica, dei trasporti, del riscaldamento invernale.
Però io sono circondato dalla plastica, cosa succederà quando il petrolio costerà sempre di più, tutti gli oggetti fatti di plastica lentamente spariranno e da cosa verranno sostituiti?
Non credo sia una domanda banale, pensate all'usa e getta diventato indispensabile nel campo sanitario.

Francesco ha detto...

il petrolio che rimane dovrebbe essere usato solo per produrre farmaci, fertilizzanti e plastica. Usato solo per questo dovrebbe durare un bel pezzo.
La civiltà dei consumi finirà, ma non la civiltà umana ne quella tecnlogica. Niente medioevo per intenderci, io la penso così