sabato, luglio 19, 2008

Se sei un leone, non dare la caccia ai conigli



Vi ricordate di quella frase sui leoni e le gazzelle che è andata tanto di moda qualche anno fa? Quella che dice "Ogni mattina, in Africa, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della gazella, altrimenti morirà di fame. Ogni mattina, in Africa, una gazella si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del leone. Non importa che tu sia leone o gazzella, comincia a correre!"

Questa micro-storia è attribuita a Herb Caen che l'ha pubblicata qualche anno fa sul "San Francisco Examiner." Ha il fascino delle cose allo stesso tempo solenni e saccenti. Sembra che porti una profonda filosofia anche se, se la analizzi appena un po', ti accorgi che è una fesseria: Leoni e Gazzelle, in Africa, non corrono a caso dall'alba al tramonto. Invitarci a "cominciare a correre" senza ragionarci sopra prima è proprio una pessima filosofia che, peraltro, si situa bene in un mondo dove si ritiene sempre e comunque una cosa buona la corsa alla crescità economica. Aldo Giovanni e Giacomo hanno preso in giro esattamente questo concetto in un loro sketch, così come fa questo altro sketch.

Allora, possiamo ripensare un po' alla storiella e renderla compatibile con i principi dell'ecologia? Si, lo possiamo fare. L'ecologia è basata su principi fisici e, in particolare, sul fatto che le creature viventi devono fare i conti con il principio della conservazione dell'energia. Se un leone usa più energia per correre dietro alla gazzella di quanta non ne ricavi dalla gazzella come cibo, allora correre dietro alla gazzella non è una buona idea. Detto in un altro modo, i leoni non danno la caccia ai conigli. Non ne ricaverebbero abbastanza energia anche se riuscissero ad acchiapparli.

Questo principio di base dell'ecologia si estende anche all'economia umana in una visione detta "bioeconomia". La base della bioeconomia è la stessa di quella dell'ecologia: non ha senso impegnarsi in azioni che non rendono indietro l'energia necessaria per compierle. In altre parole, siamo predatori di pozzi di petrolio proprio come i leoni sono predatori di gazzelle. Però, trovare e scavare un pozzo di petrolio costa energia. Se ci vuole più energia di quanta se ne possa poi ricavare dal petrolio stesso, l'impresa è del tutto inutile e controproducente.

Cos', se qualcuno ci racconta "non c'è problema di carenza di petrolio dato che lo possiamo estrarre dalle sabbie bituminose" ci invita a fare la stessa fesseria che sarebbe per i leoni di dire che non c'è problema se non ci sono più gazzelle, tanto c'è abbondanza di conigli.

11 commenti:

Ivo Quartiroli ha detto...

Giusto. Ma quando si ha l'acqua alla gola ci si muove in modo irrazionale e disordinato, che sia gazzella o coniglio tutto fa. Una folla in preda al panico non effettuerà le scelte più opportune per uscire dalla situazione e molti rimarranno schiacciati.

Il panico collettivo è la conseguenza dell'avere indugiato nella dipendenza da petrolio e adesso sta iniziando la relativa crisi d'astinenza.

La frase sul leone l'avevo letta la prima volta parecchi anni fa nell'ufficio di un direttore marketing d'assalto. Mi colpì per la sua idiozia (frase e direttore).

Il "fare" ad ogni costo è la filosofia prevalente della nostra civiltà drogata dal petrolio e ossessionata dal creare un paradiso in terra a scapito della terra stessa, autorizzati dalla Bibbia stessa ad usarne le risorse.

L'"andare avanti" senza sapere in che direzione si va viene più apprezzato rispetto a chi si ferma, riflette, non inquina e non sfrutta le risorse. Fermarsi significherebbe diventare consapevoli del vuoto nella nostra vita, del vuoto della nostra civiltà al di là dei prodotti che riempiono la nostra vita (e la nostra psiche).

Una frase di Cioran che mi sembra ci stia dentro: "Da quando la società si è costituita, coloro che hanno voluto sottrarvisi sono stati perseguitati o scherniti. Vi si perdona tutto, purché abbiate un mestiere, una qualifica sotto il vostro nome, un sigillo sul vostro nulla. Nessuno ha l'audacia di esclamare: "Io non voglio fare niente!" - si è più indulgenti con un assassino che non con uno spirito affrancato dagli atti."

Hydraulics ha detto...

Questa storiella dimostra che ai leoni non serve spiegare cosa sia l'EROEI e perché sia importante: lo sanno in modo innato.
Purtroppo a molti umani manca questa dote.

Anonimo ha detto...

QUANDO LE GAZZELLE CONSUMANO DA LEONI.

80 000 000 barili/giorno x 159 litri = 12 720 000 000 litri petrolio/giorno

6 500 000 000 abitanti nel mondo

1,956 litri petrolio/giorno pro capite

Circa 2 litri al giorno di petrolio per abitante nel mondo.

In Italia consumiamo mediamente 5 litri di petrolio al giorno per persona: questo significa che usiamo più del doppio del petrolio che ci spetterebbe se le risorse fossero distribuite in modo equo.

Cosa può fare ciascuno di noi dentro a un sistema basato sul petrolio? Una risposta concreta può essere ridurre i propri consumi del 60%. Sarebbe solo il primo passo per iniziare a frenare il treno senza macchinista.

mauriziodaniello ha detto...

Giustissimo.

Ma dobbiamo considerare la storia del leone dello zoo (New York ?) che si era ammalato mangiando i topi che scorrazzavano incautamente vicino alla sua gabbia.

Ritornando al petrolio, qualche sabba bituminosa o comunque sporca se è vicino, pratico, insomma poco costoso per altri fattori che non quelli di raffinazione, si possono usare, ma , ma ,ma la somma dello scarto che si ottiene è più alto e occorrono più materiale chimico per la sua trasformazione e più energia, il tutto lo rende più inquinante dell'uso del petrolio d'alta qualità.

Ciao

Anonimo ha detto...

Prima ho scritto 80 mln di barili/giorno. Saranno 86… comunque il senso del discorso non cambia.

Anonimo ha detto...

...quanda si ha l'acqua alla gola...ho approfondità in questo momento una soluzione tecnica del tutto nuovo inventato da Paolo Plescia del CNR e funzionante in un sito siciliano che mette totalmente in discussione l'impianto di inceneritori di vecchia generazione e promette meraviglie.... perché non se ne parla? Il nome e THOR!

Maria

Anonimo ha detto...

Per MARIA.

E' strano che non se ne parli, essendo un'altra stupidaggine delle tante, quindi da prendere senz'altro in considerazione.
Praticamente è un centrifugone di spazzatura indifferenziata che riesce a separare il vetro (che già non dovrebbe esserci), il metallo (idem), e la plastica (e cosa se ne fa?). WOW! GENIALE.
Toglie pure l'acqua dall'organico, cosi ottiene un mescolone di carta e organico piuttosto inquinato, ma che può essere usato come biomassa secca (bah!?). L'acqua ricavata fa concorrenza alle migliori marche in commercio.
D'altra parte riciclare la carta è da sfigati. Usare l'organico per produrre compost è da sfigati arretrati rivoluzionari ecoterroristi.
Nella scarna presentazione ufficiale ci sono più errori che parole, dati sballati e ridicoli e mancanze clamorose.
Un'altra trovatona modernissima e magica per evitare in qualsiasi modo la raccolta differenziata, troppo faticosa e poco moderna, che crea posti di lavoro impoverendo la Marcegaglia.
Se mettessimo gli scienziatoni del CNR a separare a mano l'immondizia ci guadagneremmo tutti. Ma è poco moderno. Meglio i modernissimi inceneritori o il modernissimo thor. Che sfigato chi come me differenzia il 90% dei rifiuti e fa un sacchetto di un paio di kg ogni 20 giorni del rimanente.
Sono proprio uno che ha nient'altro da fare, antisviluppista, antimodernità.

Andrea

Anonimo ha detto...

Per Andrea...........una riflessione sul forse voler' evitare la raccolta differenziata mi è passata per la mente anche a me come primo flash. Visto che però attuali tecnologie di incenerimento non toccano quest' aspetto, ache qui si butta ogni cosa - sé ci fosse davvero un impianto meno nocivo? Io non sono certo lontanamente in grado di valutare - solo una che si fa in genere tante domande e non crede nemmeno facilmente a le belle storie - come per esempio l'impianto di Rudolph Longo che adopera la tecnologia al plasma per smaltire rifiuti anche tossici e radiottivi.Qualcuno l'ha comprato(Cina-Polonia) e un premio del Wall-Street-Journal ha avuto.
Anche quello....??? Ma in mezzo ai fiumi di rifiuti - il problema probabilmente ha bisogno di risposte diverse - prima di tutto di mettere in discussione le nostre abitudini.Sicuro!La raccolta differenziata la vedo come buona terapia rieducativa... anche sé c'è chi resta immune a simile richieste.
Ma in una fase speriamo transitoria verso nuove sponde - cosa si fa? Quindi sei proprio sicura che si tratti di una cavolata? La risposta alla protesta di chi non vuole gli incentritori - visto che ha trasmesso LA7?
Maria

Anonimo ha detto...

aggiungo per Andrea .....sul contorno della tua risposta sono pienamente in sintonia.
Ho cominciato a depositare le bustine di plastica e vasetti di yogurt in mezzo a le bottiglie come invito quando distribuivano i primi contenitori .....ecc e un dirigente del Trifoglio mi incoraggiava dicendo che "tanto ributteranno tutto insieme"..... da piccola stupida ho continuato lo stesso.
Maria

Ugo Bardi ha detto...

Maria, vai tranquilla che NON ributtano tutto insieme. E' una leggenda urbana messa in giro apposta. Sui rifiuti, ci si fanno soldi rivendendo le materie prime recuperate, ma ci fanno credere che - poverini - per loro è un peso e preferirebbero buttare tutto in discarica. Così, ci chiedono di pagare perché si portino via delle cose sulle quali poi guadagnano.

Anonimo ha detto...

A Ugo ... il commento del dirigente era di uno dei risponsabili dei rifiuti incirca 15 anni fa .... quando si è iniziato il ricilaccio delle bottiglie? Il tempo vola .... e l'Italia non era certa all'Avanguardia con quella scelta.
Vuol' dire che come succede oggi in altri settori uno dei diretti responsabili era indietro rispetto a una realtà da gestire. Durante i frequenti scioperi all'epoca davanti a casa sua si accumulavano montagne impressionanti di rifiuti.E si, puo darsi pure che all'inizio solo una parte veniva effetivamente riciclata ed essendomi amico mi voleva far' risparmiare uno sforzo inutile. Meno male che si è fatti dei passi in avanti.
Sopratutto da quando si è capito che l'ecologico fa guadagnare - e bene anche.
Ugo non solo vado tranquilla - credo di aver messo in pratica non poche situazioni che mi aiutano a ragionare meglio perché tra pensare e fare c'è in mezzo .... e FARE stimola il pensiero e permette una verifica E ci trasforma da una massa inerte consumistica in un essere pianopiano più consapevole.
Non mi sono svegliata tanto di recente .... il documento del WorldWatchInstiut lo leggo da quando è partito. Oltre a leggere osservo e non di rado mi comporto in conseguenza delle mie riflessioni che qualche volta non sono "di questo mondo" - perché lo percepisco un tantino in bilico e quindi immagina e sperimenta piccoli cambiamenti.
Uno dei motivi per cui frequento questo Blog.... non credo di essere l'unica...
Cari saluti Maria