mercoledì, febbraio 10, 2010

Ciò che scarseggia non è l'energia ma il pensiero



Questo libro di Luigi Sertorio è talmente bello e interessante che non mi sento di scrivervi un commento - se lo dovessi scrivere, sarebbe più lungo del libro e non sarebbe altrettanto bello. Vi consiglio soltanto di leggere il libro, sono soltanto 80 pagine di una rara densità.

Vi passo qui di seguito il commento che ne ha fatto Luigi Ceronetti, anche questo molto bello e centrato sulla stessa citazione di Sertorio che ho scelto io, ovvero, "non è l'energia che scarseggia ma il pensiero".

Da un fisico, Luigi Sertorio, viene – anche su questa superflua e nodale parata ecologica di Copenaghen – una luce. Se trovi un pensiero che vale férmati, ricordati che non sei un bruto! Il libretto di Sertorio da cercare e da meditare, se si abbia qualche inclinazione a riflettere, s’intitola La Natura e le macchine, l’editore (SEB 27) non è certo tra i noti. L’autore è torinese e ha anche insegnato a Torino. 

Ne stralcio qualche punto luminoso: «Da bambino, la notte, Torino era buia e guardavo dalla finestra le stelle e le Alpi lontane. Ora dalla casa in collina guardo laggiù Torino tutta illuminata di lampadine, ci saranno molti megawatt di fotoni spediti nel cosmo, e non mi danno nessun senso di benessere». Quanto a me, mi domando a quale ingordo Moloch sacrifichino le città tanti inferociti megawatt e tanti torrenti di denaro per inondare di accecanti illuminazioni artificiali un flusso ormai quasi ininterrotto di partite notturne! Attenzione, quello spreco insensato di energia, non cessa di far male col fischio finale dell’arbitro: va a nutrire un oscuro cannibale che un giorno, ad un segnale, sgranocchierà i vostri figli. Come il minotauro di Creta e il lupo di Perrault – evocabili con profitto anche in un dopocena danese decembrino. Il libretto è tutto aureo. 

Nella prefazione, Nanni Salio ricorda la profezia gandhiana: che se l’India (che allora contava trecento milioni: oggi, col Pakistan, tocca il miliardo e mezzo) si fosse industrializzata al modo dell’Occidente «avrebbe denudato il mondo come le locuste». Conclude Sertorio (per forza ne limito le citazioni): «Ciò che scarseggia non è l’energia ma il pensiero, la futura vittima non è la Terra, ma è la mente umana, il consumo produce denaro, ma genera povertà (aggiungo: mentale) nelle nazioni». Sottolineo: la mente umana, con lacrime e rabbia. Nient’altro che pensiero atrofico o non-pensiero leggi nelle ceneri anche di questa eco-adunata mondiale. 

Ripiglio dall’India, tritagonista di questa scena tragica smisurata, insieme a Cina e America (le Americhe, bisogna dire: un unico personaggio policefalo). Ma la Russia, l’Europa, l’Iran, dove li metti? Tuttavia la demografia miliardaria è la più incosciente nel delirio industrialista, e ha uno specifico accecamento arrivistico – mostruosità psicologica che su scala di impero demografico (raggiungere-imitare-superare in potere-che-dà-potenza) oggi non culmina in traguardi stolti, ma in miserabile, scellerata distruttività del vivente, vicino e lontano, presente e futuro. La via dello Sviluppo è la via della morte. Paradosso dei paradossi: la sovrapopolazione planetaria, che affligge gli enormi spazi del sud-est asiatico, Cina e India in testa, e anche gli Stati Uniti – le regioni più responsabili dell’Inquinamento – e che altresì affligge l’Africa e Gaza e il Cairo… neppure stavolta la si è vista nell’agenda dei lavori!! Magicamente rimossa… Misteriosamente tenuta fuori… Perché manca il gradimento del Papa? Dei paesi islamici? Per paura dell’Insolubile? Ma se non osiamo confessare la nostra impotenza, allora perché stendere relazioni e fingere di avere a cuore un problema di essere o non essere, di vita e di morte? Perché incontrarsi e tenere discorsi su soluzioni possibili la cui caratteristica essenziale è l’impossibilità a coagularsi in una catena antincendio di severe e punibili concordanze? Non ci sono percentuali in meno o in più che valgano. Esiste soltanto il convergere di tutte le strade verso la distruttività crescente, nella folle idea fissa del tempo lineare e della sua conseguente Crescita illimitata, col suo sterminio di risorse per contrastare le grandi povertà che vengono, le catastrofi finali che nessuna filosofia politica è in grado di fermare. Perché la storia umana è iscritta in un ciclo sansarico, è parte di una ruota che la fa, nella luce e nell’ombra, ora essere ora non essere; perché nel Divenire in perpetuo qualsiasi vivere perde il suo stesso nome. Come misura di Ragione Pratica puoi fare la raccolta differenziata e l’orticello biologico in Piazza Navona o alla Casa Bianca: una condotta etica è bene per chi la tenga – ma non commuoverà mai la maschera di pietra di quel che è predestinato, di quel che è, da sempre e per sempre, Destino. E anche il Destino abbiamo visto tenuto fuori, malvisto cane sciolto, da questa conferenza di percentuali tristi e di egoismi irriducibili. Il clima out of joint può aiutare, per quanto cosa ahi molto dura, a capire. Può essere una freccia per andare, a occhi aperti almeno, incontro allo sguardo della testa inguardabile di Medusa.

1 commento:

Francesco ha detto...

...Di spese da tagliare ce ne sono tante , a livello pubblico e dove c'è più inefficenza...Basterebbe istituire un meccanismo di autocontrollo per cui se un dato ente sfora, a fine anno ripianano il bilancio i dirigenti con trattenute in busta paga e versamenti.
Questo è vero suprattutto per il Sud Italia e nel comparto sanitario.
I soldi che in Italia si spendono per sanità in 3 anni basterebbero ad implementare al massimo possibile le rinnovabili sul territorio nazionale.

L'uomo depredando l'ambiente depreda indirettamente anche le generazioni future e meno anziane : in Italia lo squilibrio fra generazioni si manifesta anche con meccanismo diretto e a brevissimo termine : perchè la sinistra è terrorizzata da ogni possibile inclusione della lotta fra generazioni nel suo sistema teoretico ? ...Forse perchè anche lei è intrisa di light crude.

Chi propone come soluzione all'invecchiamento della popolazione una maggiore tasso di fecondità mi spaventa. Potranno cambiare idea solo con le maniere forti : meglio che queste siano, almeno in parte, imposte dagli organismi dirigenti, e non del tutto subite dai meccanismi naturali.

Abbiamo le conoscenze ed ancora sufficiente energia di start up per il recupero del territorio e rinnovabili : la morale basata sul light crude deve cambiare di segno:
In questo senso sono d'accordo col post.