martedì, febbraio 16, 2010

La scarsità idrica non sarà necessariamente la sorgente di guerre future

Fonte: Scienceblogs.com

In Medio Oriente, l’acqua è sempre stata una scarsa risorsa; la crescita demografica ha incrementato ulteriormente la domanda e quindi la pressione sull’acqua. Le continue rivendicazioni sui diritti di tale risorsa potrebbero portare secondo alcuni osservatori, nel breve – medio periodo, a nuovi conflitti tra i vari Paesi dell’area. Paesi arabi più ricchi come Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e pochi altri hanno ancora la possibilità di coprire i loro fabbisogni mediante la desalinazione dell’acqua di mare. Questo è valido finché potranno sfruttare un'altra risorsa limitata, ossia il Petrolio. Dal momento che l’estrazione di Petrolio in quei Paesi inizierà a diventare più costosa e difficile, l’uso dell’acqua del mare sarà ancora più difficile e costosa, portando a grossi cambiamenti interni e regionali. Per quanto riguarda i Paesi meno “ricchi” dell’area, la desalinazione dell’acqua marina è improponibile sia perché è troppo costosa e quindi insostenibile, sia perché questi Paesi hanno ancora delle riserve idriche utilizzabili oppure perché sfruttano oppure riciclano (depurano) la maggior parte delle acque reflue. Tuttavia rimane che in molti di questi Paesi la ricerca dell’acqua si basa su perforazioni sempre più profonde che tenderanno a acutizzare la gravità del problema della limitatezza dell’acqua.

Da qualche anno è subentrato un nuovo concetto nell’ambito della gestione delle risorse idriche, e che è oggetto d’intenso dibattito nella comunità scientifica, cioè il concetto dell’“Acqua Virtuale”: ad esempio la coltivazione del grano richiede importanti quantitativi di acqua (per produrre 1kg di Cereali sono necessari in media circa 1500 litri di acqua); se un paese con scarse quantità di acqua, importasse il grano invece di coltivarlo, e concentrasse la produzione, su specie che richiedono minore quantità di acqua, allora acquisirebbe la cosiddetta “acqua virtuale” e di conseguenza, utilizzerebbe le poche risorse esistenti in modo più efficiente.

Alcuni dati su quantità acqua consumata per produzione agricola:

· Per 1 kg di manzo servono15000 litri d'acqua

· Per 1 kg di pollo servono 1000 litri d'acqua

· Per 1 kg di agrumi servono 1000 litri d'acqua

· Per 1 kg di patate servono 1000 litri d'acqua

· Per 1 litro di bioetanolo servono 1.560 litri d'acqua

· Per produrre 1 kg di riso servono 2.000 alle 5.000 litri d'acqua

· …………………

Secondo molti autori, l’attuazione del concetto di “acqua virtuale” dovrebbe contribuire alla stabilizzazione politica delle aree caratterizzate da una certa forma di aridità, come lo sono quelle del Medio Oriente (salvo altri fattori di tipo geopolitico) al miglioramento delle scelte agricole e della produzione agricola optando verso l’uso di specie più resistenti all’aridità (meglio se autoctone) e produttive, quindi con vantaggi economici e ambientali.

Il Professor Tony Allan del Water Issues Group, School of Oriental & African Studies, University of London, nella sua pubblicazione “Virtual water: a long term solution for water short Middle Eastern economies?” ha tentato di dimostrare perché non si sono ancora scatenate delle guerre per l’acqua, quando molte economie delle aree aride hanno soltanto la metà dell’acqua necessaria ai loro fabbisogni; eppure molte personalità importanti come il re Hussein di Giordania, e l’ex segretario della Liga Araba, Boutros Boutros Ghali, avevano varie volte avvertito che nel futuro ci potrebbe scatenare una guerra per l’acqua.

Allan ha voluto dimostrare che la regione del Medio Oriente è stata capace, ad avere accesso all’acqua potabile nel sistema globale mediante il commercio delle derrate alimentari. I sistemi economici, e non evidentemente gli inadeguati sistemi idrogeologici, hanno contribuito a risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico della regione. L’acqua nell’ambito del commercio globale è conosciuta come “Acqua virtuale”. E’ quella acqua che è racchiusa all’interno di quelle materie prime (commodities) come il grano. Citando Abare (1989) e LeHeron (1995), Allan dimostra che il sistema di commercio internazionale del grano è un sistema di commercio globale molto effettivo e fortemente incentivato che opera a vantaggio della gestione dei Paesi caratterizzati da deficit idrici e alimentari.

Allan conclude il suo lavoro in modo inusuale, scrivendo: “E’ un paradosso che i pessimisti dell’acqua abbiano torto, ma il loro pessimismo è uno strumento politico molto utile che potrebbe aiutare a fare delle scelte innovative nella gestione dell’acqua e dell’agricoltura in condizioni di scarsa disponibilità di acqua (Acqua virtuale). Gli ottimisti dell’acqua hanno ragione ma il loro ottimismo è pericoloso perché potrebbero portare i politici a trattare o considerare il problema dell’acqua come una priorità politica marginale e quindi ad affrontare il problema nel modo più tradizionale possibile. Inoltre, gli ottimisti portano storie sempre più sensazionali per i media e l’opinione pubblica, mentre le versioni offerte dai ottimisti portano buone notizie ma non sensazionali. Una buona notizia è complicata, indigesta ed anche non sensazionale”.

8 commenti:

maria.heibel ha detto...

Per 1 kg di manzo servono15000 litri d'acqua
· Per 1 kg di pollo servono 1000 litri d'acqua
· Per 1 kg di agrumi servono 1000 litri d'acqua
· Per 1 kg di patate servono 1000 litri d'acqua
· Per 1 litro di bioetanolo servono 1.560 litri d'acqua
· Per produrre 1 kg di riso servono 2.000 alle 5.000 litri d'acqua
Cifre che la dicono lunga. E a pensare che l'uomo nei secoli sapeva riconoscere e valorizzare le potenzialità del suo ambiente e coltivare e costruire in maniera idonea. Un po' c'è richiamo in questa direzione ma purtroppo sappiamo che si tratti di una logica un tantino modificato. Sono pochi padroni a gestire il nostro giardino globale.

Mi viene da segnalare questo:
Non sprecare. Masdar, la città che vuole diventare totalmente ecocompatibile

....In un’oasi come Masdar l’acqua è una risorsa più che preziosa. La si desalinizzerà attraverso un innovativo impianto solare, ma si punta anche sul riciclo. I cittadini avranno a disposizione solo 80 litri al giorno (contro i 120-180 standard dell’Occidente) e oltre l’80% del fabbisogno sarà ottenuto depurando le acque di scarico. La piccola percentuale di acqua che non potrà essere riutilizzata sarà usata per l’irrigazione di campi e giardini. Inoltre si costruiranno impianti per il recupero della pioggia e della rugiada.

TUTTO L'ARTICOLO
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=1265&ID_sezione=76&sezione=Ambiente

http://www.masdarcity.ae/en/index.aspx

Saluti Maria

Davi ha detto...

due commenti:
primo...per quanto sembri paradossale secondo me il problema dell'acqua e' comunque sempre inferiore a quello dell'energia, nel senso che se avessimo energia in abbondanza il problema dell'acqua si risolverebbe di conseguenza (appunto con desalinizzazioni,depurazioni e trasporto anche su lunghe distanze)... da qui lo spunto per il secondo commento: non credo che i paesi(ora)ricchi del medio oriente arriveranno ad una guerra per l'acqua poiche' continueranno tranquillamente a desalinizzarla anche dopo la fine del petrolio a basso costo semplicemente usando energia rinnovabile (non hanno grosse industrie da mantenere). Ne ho avuto la netta sensazione quando sono atterrato ad AbuDhabi un paio di mesi fa, cielo limpidissimo e vento costante. Ho provato a cercare Masdar vicino all'aereoporto ma non l'ho trovata, probabilmente e' solo un progetto sulla carta ma son convinto che questi si stan preparndo alla grande a mettere da parte le risorse necessarie (che ancora vengono dal petrolio, cioe' DAI NOSTRI SOLDI) ed al momento giusto le tireranno fuori d'un botto ... noi invece...beh lasciamo perdere...

Francesco ha detto...

..Non scherziamo : sono proprio i paesi di religione islamica e a maggiore scarsità di risorse idriche ad essere i più densamente popolati in rapporto alla sostenibilità del territorio. ( 80 milioni di Egiziani sono un dato mostruoso ed aberrante considerando l'esiguità del territorio coltivabile ):
se i paesi europei dovrebbero all'incirca dimezzare la propria popolazione per non sovrasfruttare il prprio territorio, paesi come L'Egitto, il Sudan, o il Pakistan ed ancora l' Africa Subsharina dovrebbero ridurre la propria popolazione di almeno 7-8 volte : nel caso decidessero un esodo di massa verso la verde europa, le ristrettezze nostrane ci renderanno pronti ad accoglierli adeguatamente.
IN questo senso un minimo di autovontrollo demografico c' è comunque stato nei paesi occidentali, se confrontati a molti paesi islamici : è ovvio che anche le nazioni occidentali farebbero bene a ricorrere subito a pesanti sanzioni per controlare non solo la densità abitativa ma anche la distribuzione anagrafica delle proprie popolazioni.

maria.heibel ha detto...

Caro Toufic,
a parte i dati significativi per produrre un chilo di cose varie esposti da te che indirizzano verso uno stile di alimentazione che favorisce un sacco di altre questioni ,
questa via senza guerra pare anche a me come dice Davi...



Acqua di mare desalinizzata, buona qualità a costi competitivi

«Oggi in Toscana possiamo produrre, ricavandola da quella marina, meno di 3.000 metri cubi al giorno di acqua potabile. Invece si può e si deve fare di più. E’ arrivato il momento di potenziare questa nostra capacità, attraverso un uso intelligente dei dissalatori. Partiamo dal raddoppio di quello del Giglio e dalla ultimazione dell’impianto di Giannutri, per contribuire a risolvere i problemi idrici delle isole dell’Arcipelago. Intanto porteremo la nostra capacità a 4.300 metri cubi al giorno. Poi verificheremo se è possibile realizzarne altri lungo la costa, a partire da Punta Ala e Scarlino. Destineremo a questo scopo una parte dei 5 milioni di euro previsti per quest’anno dal Patto per l’acqua». Queste le parole dell’Assessore alle risorse idriche, Marco Betti, che fa il punto della situazione regionale lancia la sua idea di un sistema di dissalatori che si aggiunga ai due già esistenti.
«Ormai – precisa Betti – questa tecnologia ha raggiunto costi competitivi. Basti pensare che un dissalatore capace di servire 100.000 abitanti costa 1 milione di euro e ha spese di gestione che variano da 0,75 centesimi ad 1 euro e 50 al metro cubo di acqua prodotta. Significa che ricavare 1 litro di acqua potabile da quella marina costa al massimo 15 millesimi di euro, cioè 2,9 delle vecchie lire. Se a ciò si aggiunge che alimentando gli impianti con pannelli fotovoltaici anche il consumo di energia si riduce, che l’acqua trasportata con le bettoline costa 30 euro al metro cubo e a parte lo spreco energetico nel 2004 abbiamo speso per questo 4 milioni di euro, ben si dimostra come un dissalatore si ripaghi ampiamente, e in poco tempo».
Per convincere della qualità dellacqua dissalata, l’assessore Betti cita l’esempio della regione spagnola di Murcia, dove 2,3 milioni di abitanti ricevono dall’acquedotto locale acqua proveniente per tre quarti dal mare e per un quarto dal fiume. L’Assessore ha organizzato anche un assaggio di acque con voto finale, riservato ad una giuria di giornalisti, ai quali ha proposto cinque diverse acque potabili, da quella dell’acquedotto, ad una delle minerali in commercio, all’acqua dissalata che gli spagnoli vendono in bottigliette da mezzo litro.
«Aiutare le zone più siccitose come le coste grossetane utilizzando l’acqua di mare – conclude l’Assessore – significa poter far fronte al picco delle richieste estive causate dalla forte presenza turistica, risparmiare l’acqua dell’Amiata e ridurre gli effetti del cuneo salino, cioè l’intrusione dell’acqua salata nelle falde di quella dolce. Ovviamente il primo obiettivo da cogliere è quello di ridurre gli sprechi, favorire il riutilizzo e l’uso razionale della risorsa, ma nell'acqua di mare possiamo avere un valido alleato in più contro la sete della Toscana».

http://www.si.camcom.it/P26UI3867/Acqua-di-mare-desalinizzata--buona-qualita-a-costi-competitivi.htm

maria.heibel ha detto...

@Davi

Masdar non è solo sulla carta , vai con Google News Masdar e trovi...

fausto ha detto...

I 1000 litri di acqua per la gallina sono un probabile falso; i bestiami oggi sono allevati prevalentemente a granaglie (di ugual costo), e la resa granaglia / carne non differisce sensibilmente tra i vari animali. La stessa macellazione ha costi confrontabili. Magari ci manca uno zero. Errore di battitura?

Da dove viene il dato?

Toufic ha detto...

Fausot, quando si parla di produzione intensiva, non si considera un azienda piccola - media, ma si considerano quelle aziende che sono le prime fornitrici di un mercato ormai globale, ecco perché le quantità sono diverse da quelle che conosci. I dati provengono da UNESCO, Nestlé ed altri. TI posso aggiungere che sempre secondo le stesse fonti per produrre 1kg di uova servono fino a 3300 litri di acqua. Il consume è ancora maggiore quanto si tratta di trasformare i prodotti agricoli in prodotti per l'abbigliamento ad esempio.

Davi ha detto...

@ Maria.Heibel

e trovo...solo articoli che parlano al futuro e immagini fatte al computer...
Ma siccome ancora mi restava il dubbio, quando sono andato ad AbuDhabi ho provato a cercarla sul posto... non un taxista sapeva di cosa stavo parlando ed anche un mio collega italiano che vive la' mi ha confermato che anche lui ha provato a cercarla ma senza successo (ne ha mai sentito di alcun evento innaugurativo che pure dovrebbe far notizia)...
Tutto sommato e' capibile...perche' tirarsi a zappa sui piedi dimostrandoci con i fatti quanto siamo coglioni? meglio spellarci per bene fino a che si puo'...
Ma la sostanza non cambia...Per adesso Masdar e' una societa' che investe pesantemente e si prepara in attesa che arrivi il momento adatto.
Saluti