venerdì, febbraio 12, 2010

La questione mediorientale




created by Toufic El Asmar


L'acqua è una delle risorse oggetto dei tanti conflitti in corso; Israele si trova in un'area particolarmente sensibile priva di acqua "in abbondanza". Il Mar Morto è calato di brutto in questi ultimi 10 anni, e già nel 2007 quando andammo io ed Ugo in Giordania, constatammo di persona quanto l'area sia vulnerabile. Basta considerare inoltre che la Giordania sfrutta le sue acque reflue per ricavarne acqua per irrigazione e da bere, dopo costosissime depurazioni; La Siria non vive meglio il problema dell'acqua. Nemmeno il Libano che è sempre stato considerato ed è ancora tuttora il serbatoio (se non l'unico serbatoio) di acque nel Medio Oriente. Recenti studi di colleghi miei Libanesi hanno dimostrato un netto inquinamento delle falde sotterranee, per eccesso sovrauso e quindi abbassamento della falda e penetrazione dell'acqua di mare.
Esiste un conflitto sull'acqua del Libano sia da parte Siriana che da parte Israeliana; noi cerchiamo di accontentare tutti ma con la crescita demografica e l'aumento della domanda, mi chiedo se sarò possibile evitare nuovi conflitti.....
                                                                                                    Toufic



Da Libanese e da Medio-orientale che subisce la questione Palestinese, detta anche conflitto Arabo - Israeliano da quando è nato, dissento dal meccanismo mentale (in termine politico e geo-politico) che guida spesso le discussioni e le analisi del conflitto Medio-orientale (e non solo). Cercherò di spiegarmi con un pò di ordine.

1- Obama e premio Nobel: francamente la nomina non mi ha affatto sorpreso, figuriamoci era stato dato il premio Nobel a Yasser Arafat (Abou Ammar) e a Shimon Perez; perché? Perché avevano firmato un trattato farsa che tutti avevano chiamato trattato di Pace. Ma intanto non c'era mai stata Pace, anzi, ad Israele facevo comodo una specie di soluzione per togliersi dalle spalle il controllo di un territorio sempre più incontrollabile e soprattutto costosissimo per il bilancio della sicurezza e della difesa israeliana; inoltre faceva fare bella figura ad Israele, dato che dopo un pò sia l'economia che il turismo avevano registrato un salto di qualità finché non era saltato di nuovo l'equilibrio.
Il trattato andava benissimo anche ad Arafat; rifugiatosi in Tunisia a metà anni ottanta dopo l'invasione Israeliana del Libano, Arafat fu cacciato da Beirut e si rifugiò a Tripoli (Libano), che era sotto l'influenza Siriana; Arafat si mise contro la Siria e dopo un annetto circa fu cacciato via anche da lì e si rifugiò, con la sua cricca di assassini e mafiosi, a Tunisi.
Quello che è successo dopo è solo storia. Obama, probabilmente, ha ottime intenzioni per risolvere il cosiddetto problema Palestinese. Ma è davvero "un problema Palestinese?" Siamo sicuri che è Obama da solo a decidere la strategia internazionale degli Stati Uniti? Siamo sicuri che Obama abbia carta bianca su tutte le questioni che riguardano gli interessi degli Stati Uniti nel Mondo, in particolare quelli Energetici?Secondo me la nomina di Obama non è niente altro che una specie di incoraggiamento ad un uomo che sta portando un cambiamento (in primis) culturale negli USA. Un presidente nero- Afro-Americano (come dire un Papa nero a Roma) e per giunta progressista.

2- Guerra in Afghanistan: Ci sbagliamo tutti se crediamo o pensiamo che questa guerra sia iniziata con George W. Bush; la guerra in Afghanistan è iniziata quando nel pieno della guerra fredda, Americani e Russi capirono l'importanza dei giacimenti di Gas nel Mar Caspio. L'ex URSS occupò l'Afganistan, per il semplice motivo che non poteva permettere un controllo USA dell'area ed anche perché il suo meccanismo economico monopolista iniziava a dimostrare le crepe (e tutti sappiamo che quando una Nazione "forte" inizia a soffrire seriamente i suoi problemi economici, cerca altre aree o regioni per assicurarsi le risorse delle quali ha bisogno).
La resistenza Afghana era riuscita a vincere perché fortemente appoggiata dagli USA ma anche dai petrodollari dell'Arabia Saudita e dei Paesi del Golfo. Dai rimasugli di tale appoggio nasce Al Quaeda; successivamente arrivano i Talebani che prendono in mano il potere in Afghanistan, perché i cosiddetti "resistenti" non facevano altro che scannarsi "tra l'altro ammazzando altri musulmani, uomini donne e bambini".
Posto che veramentel'attentato 9/11 alle Torri gemelle di New York, sia stato opera di AlQuaeda, gli strateghi USA hanno colto l'occasione per rafforzare la loropresenza e quindi la loro pressione nell'ambito delle trattative incorso per il passaggio del Gasdotto dal Mar Caspio attraverso l'Afghanistan (ricordiamoci delle trattative Amministrazione USA e Talebani, ricordiamoci di quelli con l'Iran o tra Iran e Talebani, e cosi via).
Questa situazione oggi non è cambiata, anzi è di strategica importanza per USA, Iran, Russia, Europa. Quindi Obama non può e nonpotrà mai cambiare strategia in Afghanistan finché una soluzione -accordo non sarà raggiunta su come, quanto, quando, a che costi e a quanti guadagni ci saranno dal Gas del Mar Caspio. Di seguito passo un link preso dalla rete, che fa capire l'importanza strategica dell'intera regione e delle risorse energetiche per tutto il Mondo Industrializzato:
http://temi.repubblica.it/UserFiles/Image/limes/Carte/gas_tre_mari800.jpg

3- IRAN - USA: dal primo giorno di successo della "rivoluzione" di Khomeini, due linee geopolitiche si erano delineate in modo estremamente chiare:
- la volontà Iraniana di egemonia sull'intera Area che va dal Mar Caspio al Golfo di Aden, al Medio-Oriente
- la volontà USA di contrastare le politiche dei Mullah Iraniani, mantenendo e rafforzando il controllo e quindi la sua egemonia sulla stessa area.
Da lì nascono nuovi conflitti: l'invasione dell'Iran da parte di Saddam Hussein e la conseguente guerra-carneficina; la nascita di Hezbollah in Libano (in concomitanza con l'invasione Israeliana e la cacciata dei Palestinesi da Beirut verso Tunisi); e molto dopo la nascita di Hamas (fortemente appoggiata all'inizio da Yasser Arafat) e l'attuale conflitto inter-Palestinese; la guerra settaria tra Sunniti e Sciiti in Iraq; la guerra Israele-Hezbollah nel 2006; l'attacco di Hezbollah ai Sunniti di Beirut (quindi agli interessi dell'Arabia Saudita e degli USA in Libano) nel 2007; l'attacco a Hamas (con il beneplacito di OLP, Egitto, Arabia Saudita ed altri Paesi del Golfo, ...), e infine l'attuale conflitto interno nello Yemen trail governo Sunnita e la minoranza Houti vicina agli Sciiti.
A quanto pare il massacro dei musulmani non è solo opera di americani, europei e Israeliani, ma è anche un "bel" lavoro inter-musulmano. Leggendo le statistiche vi potete rendere conto di quanto i musulmani stessi delle diverse confessioni sono incredibilmente bravi a mietere più vittime (tra uomini, donne e bambini) in un giorno di quanto potesse fare un semplice pilota Top-Cretin americano.
Infine, non ci dimentichiamo che questo conflitto USA - Iran si è trasformato in un conflitto settario regionale tra i Sunniti Wahabiti dell'Arabia Saudita ed i Sciiiti dell'intera area Mediterranea che si ricordano ancora ad oggi in modo tragico dell'assassinio di Hossein e di Ali a Karbala, nel 680 D.C.
Forse vale la pena parlare un pochino anche del "Wilayat Al Faqih" ossia la nazione del Mahdi, dove esiste un solo rappresentante del Mahdi (in sua assenza, dato che è atteso il suo ritorno), e che unisce tutti gli Sciiti del Mondo. Secondo il dogma Khomeinista, in tale Nazione, tutte le confessioni e le popolazioni saranno protette eguidate non solo dalla Shari'a, ma anche dalle decisioni "sagge e giuste" del Wali o del Mahdi stesso. Hezbollah, è il braccio armato del "Wilyat al Faquih" in Libano, ma anche questa è un altra storia. A tale dogma si oppongono gli Sciiti seguaci di Al-Sistani (Iraq equalcuno in Libano), i Sunniti del Mondo Arabo (Hamas rimane sempre unmovimento Sunnita, che per semplice opportunismo è alleato all'Iran).
La questione nucleare non si basa sul fatto se l'Iran ha o non ha armi nucleari; essa è un capitolo del conflitto IRAN - USA per il controllo e la gestione della Sicurezza della aree citate prima. Ovviamente nessuno può assicurare in modo assolutamente netto se l'Iran ha o non ha la possibilità di svilupparsi armi "atomiche" come India e Pachistan o "Nucleari" come Israele.

4- La questione Palestinese : lo Stato di Israele è nato dopo un conflitto mondiale durante il quale gli Europei si sono dimostrati maestri di genocidi e assassini di massa; ha dichiarato la sua indipendenza nel pieno del primo conflitto arabo-israeliano durante il quale molti Palestinesi furono spinti dagli attuali regimi arabi a lasciare la Palestina per rientrarci da trionfatori. Certo gli ebrei in quel conflitto hanno fatto la loro parte ... dovessimo ricordarci del massacro di Dei Yassin (9 Aprile del 1948) ad opera dell'Irgun comandati da Menachem Begin (primo ministro Israeliano dal 1977 al 1983, in concomitanza dei massacri di Sabra e Chatila in Libano); Israele da quei tempi non ha smesso di sentisi minacciata dagli Arabi (Gamal Abdel Nasser, per pura propaganda diceva sempre: "getteremo Israele nel mare") e quindi attaccava o si difendeva dagli arabi; oggi Israele si sente ancora più minacciata di prima per tanti motivi:
- l'incremento demografico della popolazione palestinese, motivo principale che aveva spinto Ariel Sharon a ritirarsi dalla striscia di Gaza;
- l'incremento delle minacce anche se a parole da parte dell'Iran; Ahmadinejad non smette mai di dire ciò che diceva Abdel Nasser "Israele sarà distrutta, sarà buttata nel mare" ecc...
- l'incremento delle minacce armate da parte di gruppi sempre più agguerriti, meglio addestrati e fortemente armati come Hezbollah sulla frontiera Nord con il Libano o (una volta) Hamas alla frontiera Sud con la Striscia di Gaza
- l'incremento delle capacità di Paesi Islamici non moderati come Pachistan e Iran nell'avere le conoscenze tecnologiche e scientifiche(almeno) per costruirsi armi atomiche o nucleari.

Oggi lo stato di Israele sta portando avanti una politica estremamente aggressiva:
- rafforzare la sua struttura militare di deterrenza e di attacco (una prossima guerra di Hezbollah contro Israele sarà o potrebbe essere estremamente devastante soprattutto per il Libano, perché questa volta Israele è decisa a farla finita e a rendere tale guerra ... l'ultima guerra. Questo distruggerà non solo gli Hezbollah ma tutto il Libano)
- rafforzare i suoi confini (anche con il muro, che sembra abbia dato i risultati sperati ossia fermare al 99% qualsiasi tentativo di attacco Kamikase)
- migliorare le sue condizioni demografiche (nel senso di distribuzione etnica) e delle sue carte nell'ambito delle trattative di Pace: coprire tutte le aree di interesse strategico militare-religioso, con l'insediamento dei coloni; incrementare e consolidare il controllo su Gerusalemme mediante l'occupazione forzata di molti quartieri Arabi (sono mesi che gli abitanti arabo cristiani emusulmani vengono cacciati dalle loro case mediante l'uso di strumentie decisioni dei tribunali).

Non si può dare la colpa solo ad Israele, sarebbe del becero idealismo. Arafat nell'ultimo anno della sua vita aveva liberato tuttigli assassini dalle sue carceri, aveva rifiutato l'offerta di Clinton e di Ehud Barak (avere metà Gerusalemme come capitale della Palestina), aveva aizzato di nuovo la rivolta, non aveva mai controllato i suoi che erano diventati deri veri corrotti e corruttori; lui chiedeva l'impossibile ossia il ritorno della diaspora in Palestina (quasi due milioni di persone da mettere in un fazzoletto di terra).
L'OLP post - Arafat, non ha fatto di meglio e la sua guerra con Hamas è devastante per la popolazione Palestinese ... qualcuno di voi ha mai visto i massacri che si sono commessi i palestinesi (musulmani) gli uni contro gli altri? Youtube ne è piena ... videofatti dagli stessi militanti mentre si ammazzavano.Oggi esiste un problema del quale nessuno parla, la Diaspora Palestinese, presente in quasi tutti i Paesi confinanti con Israele, e che si trovano confinati in campi miseri, senza strutture, servizi e possibilità di lavoro e futuro. Cosa fare di questa popolazione? Sono quasi 2 milioni, solo in Libano ce ne sono circa 400.000.
Nessun Paese arabo è disposto a dare loro la cittadinanza ossia "Nazionalizzarli".
Cosa fare di questa bomba ad orologeria? Può un Paese fragile come il Libano sostenere una "Nazionalizzazione" di 300.000 - 400.000 nuovi Musulmani? Quanti di questi 2.000.000 accetterebbero di andare in Palestina sapendo che farebbero una vita più misera di quella dove vivono oggi?

Non è assolutamente facile parlare di Medio-Oriente, tanto meno quando si tratta di Palestina. Prima di spendersi in parole come "Palestina Libera", "Morte ad Israele", "giusto o non giusto dare il premio a Obama" ecc... sarebbe tempo di iniziare a proporre soluzioni più serie, per qui i casi sono due la fine di Israele o la fine dei Palestinesi come entità geopolitica indipendente. Non sarebbe meglio capire e affrontare il problema nel suo insieme e proporre il compromesso? Per il bene di tutti gli uomini, donne e bambini.

3 commenti:

maria.heibel ha detto...

Non sarebbe meglio capire e affrontare il problema nel suo insieme...????!!!!!

E quando mai si cerca di fare questo?



Articolo capace di dare una idea dell’ l'immensa complessità della questione esposta.
Riassunto impegnativo che permette di inoltrarsi ed approfondire con necessità di considerare molteplici aspetti.
L’articolo è testimonianza di uno studio ad ampio raggio e pare di lunghi anni con una carica motivazionale e lettura che mira a trovare le cause.
Vedo capacità di inserimento di vastissimo panorama e con lettura che permette discussioni di verifiche ed approfondimenti.
Ho da rileggere attentamente per cogliere i tanti spunti.

Allego un link che può aggiungere qualche aspetto e mappa illustrativa.

La guerra al Libano e la battaglia per il petrolio
http://www.disinformazione.it/libano_e_oleodotto_BTC.htm

Toufic ha detto...

Cara Maria, rimane il fatto che dalle nostre parti non esiste Un problema ma Tanti problemi tutti interconnessi ed interdipendenti.

I Medio Orientali in generale ed i Mediterranei in particolare vivono della loro storia e non possono fare a meno di guardare più al passato che al futuro. In particolar modo dalle nostre parti.

Un occidentale non potrà facilmente capire il perché ed il come delle cose, se non penetra e si integra nella cultura di quella sponda del Mediterraneo, una cultura che si basa sugli "Inshallah" (se Dio vuole), "Boukra" (Domani .. nel senso un domani del futuro prossimo o quello più lontano", "Maaleish" (non fa niente, pazienza) ....

Per arrivare a comprendere tutto ciò bisogna viveri li per tanti, molti anni come mia madre (ad esempio) che vive e convive in Libano dal 1963.

Saluti
Toufic

maria.heibel ha detto...

Toufic dici,
Dalle nostre parti non esiste Un problema ma Tanti problemi tutti interconnessi ed interdipendenti...


Mi sa anche da qualche altra parte, ma pochi a tenerne conto e prevalgono le lotte nel voler' aver' ragione per gli osservatori e di altro per chi effettivamente muove i fili.
Magari ci fossero un po' di più capaci ad indagare sulle questioni con la consapevolezza della complessità e delle interconnessioni liberandosi di interessi specifici che offuscano la visuale.
Qui (questione trattata da te ) come altrove.
Noi occidentali capendo o non capendo siamo comunque coinvolti.


Saluti a te!