lunedì, maggio 18, 2009

Breve analisi sul calo dei consumi energetici in Italia

Oss. : l'articolo con grafici e tabelle nella loro interezza è visionabile all'archivio Aspo, a questo link . Questo dovrebbe bypassare il problema dei link non funzionanti nel post, che ho rimosso (FG)
In un mio articolo precedente dal titolo “Senza fine” analizzavo l’andamento dei consumi energetici italiani a partire dai dati forniti annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico, rilevando una tendenza alla stasi e alla riduzione dei consumi energetici, contrariamente alle previsioni di crescita dello stesso Ministero. I dati del 2007, recentemente pubblicati, confermano, anzi accentuano, la tendenza al calo dei consumi energetici complessivi, come si può vedere nel grafico allegato. Sembrerebbe, quindi, che le prime avvisaglie della crisi economica in Italia, probabilmente a causa della competizione internazionale dei paesi emergenti e dell’aumento dei prezzi delle materie prime, siano emerse molto prima dell’esplodere globale della crisi finanziaria in corso. Gli Stati Uniti hanno tentato di reagire alla crisi causata dal nuovo scenario economico internazionale, provocando irresponsabilmente l’indebitamento insostenibile delle famiglie, all’origine della disastrosa crisi finanziaria che ha ulteriormente alimentato la crisi economica. Quindi, considerando il crollo della domanda mondiale di energia post crisi finanziaria, che i comportamenti riproduttivi degli italiani determineranno comunque una stabilizzazione della popolazione italiana nonostante gli intensi flussi migratori degli anni scorsi (vedi scenario Istat) e che il sistema industriale ed economico mostra da alcuni anni una tendenza alla saturazione della capacità produttiva, è facile prevedere il permanere della tendenza alla decrescita anche dopo il 2007 e nei prossimi anni. Potremmo cioè aver vissuto in diretta al picco dei consumi energetici italiano, anche perché eventuali scenari di ripresa economica e della domanda energetica rischiano di essere tarpati sul nascere da una nuova impennata dei prezzi del barile.
Conseguenza diretta di questa situazione è chiaramente anche la tendenza alla riduzione delle emissioni di gas serra, come si può facilmente evincere dal grafico allegato che riporta sinteticamente i valori di tali emissioni comunicati annualmente dall’ISPRA (ex APAT) alla Commissione Europea nell’ambito dei meccanismi di applicazione del Protocollo di Kyoto. Le emissioni di CO2 equivalente sono passate da 577,94 Mton. del 2005 a 567,92 Mton. del 2006, con un calo di circa l’1,8% e, ipotizzando per i motivi citati in precedenza, cautelativamente un analogo trend per gli anni successivi, potremmo avere a fine 2009 un valore emissivo di circa 545 Mton. Questo fatto dimostra in maniera concreta il potente ruolo della decrescita economica nel limitare l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Naturalmente, anche la tecnologia può dare un contributo importante alla riduzione delle emissioni. Alcune indicazioni per il settore elettrico sono contenute in un mio precedente articolo; nel settore dei trasporti, il sistema energeticamente ed economicamente più efficiente per ridurre i consumi è quello di trasferire quote rilevanti dal trasporto individuale su gomma a quello collettivo su ferro, sia in ambito urbano che extraurbano. I moderni sistemi di trasporto su ferro hanno infatti consumi specifici pari a circa 1/3 dei consumi dovuti al trasporto passeggeri e merci su gomma, quindi è facile calcolare la riduzione teorica di consumi collegata al trasferimento di quote di mobilità verso tram e treni. Ad esempio, un trasferimento del 30% genererebbe un risparmio di almeno 0,3 * 43,385 * 2/3 = 8,677 Mtep, cioè del 20% dei consumi, pari a circa 25 Mton. di emissioni evitate.

Analizzando nel dettaglio l’evoluzione dei consumi energetici degli ultimi tre anni, osserviamo che il Consumo Interno Lordo di energia è passato dai 197,776 Mtep del 2005 ai 194,2 Mtep del 2007, con un calo di ben 1,81%, ma dalla sua scomposizione ricaviamo che, mentre aumentano i consumi di carbone (+1,02%) e rinnovabili (+5,87%), diminuiscono quelli di petrolio (-3,27%) e di gas naturale (-1,58%), e cala il saldo tra importazioni ed esportazioni di energia elettrica (-5,84%).
Passando all’analisi dei consumi finali di energia, che si ottengono dal Consumo Interno Lordo sottraendo i consumi e perdite del settore energetico, osserviamo un’analoga e più accentuata tendenza alla riduzione, dai 146,591 Mtep del 2005 ai 143,211 Mtep del 2007 (-2,31%), ma i tre settori di consumo principali mostrano comportamenti diversi: i consumi dell’industria calano del 3,15% e quelli del settore civile calano del 7,91%, mentre, in controtendenza, i consumi dei trasporti crescono del 2,2%, a dimostrazione che, nel periodo considerato, la dinamica dei prezzi petroliferi ha inciso solo marginalmente nel calo dei consumi energetici complessivi. Anche la ripartizione percentuale dei consumi finali per settore registra il sorpasso dei trasporti (31,37%) rispetto a civile (30,26%) e industria (27,71%).
La dipendenza dal petrolio dei trasporti italiani è arrivata al 96,6% e i consumi finali di petrolio sono assorbiti per il 62,8% dai trasporti, con una tendenza alla crescita determinata dalla progressiva riduzione di questo combustibile fossile nelle centrali termoelettriche.
I Consumi e perdite del settore energetico sono circa il 25% del Consumo Interno Lordo e sono localizzati prevalentemente, per circa l’84%, nel settore elettrico. Il peso di quest’ultimo nel sistema energetico italiano ha superato nel 2006 il 35% del consumo totale di energia.
Nel foglio excel allegato all'articolo sono riportate le tabelle dei dati energetici italiani relativi agli ultimi tre anni e i grafici esplicativi di alcuni parametri che ho ricavato dai dati stessi. Nel primo grafico, relativo al Consumo Interno Lordo, si può osservare la quasi totale dipendenza del nostro paese dai combustibili fossili (87,39%), con una leggera tendenza alla riduzione del petrolio a favore del gas naturale. Le rinnovabili contribuiscono per “solo” il 7,37%. Nel secondo grafico, osserviamo la ripartizione per settore degli usi finali di energia già commentata in precedenza e nel terzo grafico la stessa ripartizione per fonte. Ma il grafico più interessante è a mio parere l’ultimo, quello relativo al Consumo Interno Lordo suddiviso per usi, che scompone l’uso delle fonti energetiche nella produzione di energia elettrica e negli altri usi (termici, trasporti ecc.). Osserviamo, oltre al ruolo sempre più rilevante dell’Energia elettrica citato in precedenza, anche una tendenza sensibile alla riduzione del gas naturale per usi termici (-9,01%) probabilmente conseguenza della riduzione della produzione industriale e di fattori climatici e una stabilizzazione degli altri usi petroliferi (trasporti + termici).

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi spiace comunicare che il foglio excel non è accessibile

Maurizio T.

Frank Galvagno ha detto...

Maurizio, nell'mpossibilità di creare i link facciamo un rimando all'originale completo .pdf di Terenzio, inserito nell'archivio Aspo

grazie per la segnalazione

Anonimo ha detto...

nella tabella delle Disponibilità e impieghi, la riga 6 Consumi e perdite del settore energetico pensavo facesse riferimento alla efficienza di trasformazione, quindi in pratica alla differenza fra energia in ingresso ed energia (elettrica) in uscita.
Così però non è perche la voce 6 è una frazione troppo piccola dell'elettricità prodotta.
Terenzio, hai voglia di spiegare?
Franco Noce

Frank Galvagno ha detto...

La riduzione del gas per usi termici è benvenuta! :-)

Terenzio Longobardi ha detto...

Caro Franco, se ho ben capito cosa chiedi, nella riga 6 le perdite delle voci "Solidi", "Gas Naturale", "Petrolio" e "Rinnovabili" sono relative agli usi diversi da quelli per la produzione di energia elettrica. Le perdite del settore elettrico, per esempio nel 2007 pari a 42,761 Mtep, vanno confrontate con la somma delle trasformazioni in energia elettrica del punto 7 e il saldo tra importazioni ed esportazioni del punto 5. Saluti.

Anonimo ha detto...

possiamo indignarci che a Maggio 2009 si debba ragionare sui dati 2007 ?
Come guidare l'auto guradando lo specchietto retrovisore :(

gianluca ruggieri ha detto...

ciao terenzio

sarebbe bello poter ragionare sul possibile impatto dei decreti ministeriali 20 luglio 2004
(quelli che introducevano i certificati bianchi)

per quanto il meccanismo sia discutibile, probabilmente l'obiettivo di 0,70 Mtep/a nel settore elettrico e di 0,80 nel settore del gas da conseguire nell'anno 2008 potrebbe in qualche modo aver influito

http://www.autorita.energia.it/ee/def.htm

ciao

Franco ha detto...

grazie Terenzio, credo di aver capito.
59,18 Mtep è l'energia primaria consumata per produrre elettricità. Il "costo" energetico della trasformazione (e del trasporto?) in elettricità sta quindi nella voce Mtep 42,761.
Franco

Terenzio Longobardi ha detto...

Sì, Gianluca, il regime dei certificati bianchi può aver contribuito alla riduzione dei consumi energetici, non credo in maniera determinante. E' comunque un ottimo suggerimento di indagine. Si possono studiare i rapporti dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas disponibili sul loro sito.

Anonimo ha detto...

Post: "Quindi, considerando [...] che i comportamenti riproduttivi degli italiani determineranno comunque una stabilizzazione della popolazione italiana nonostante gli intensi flussi migratori degli anni scorsi (vedi scenario Istat) [...]"

Ci crederò solo quando lo vedrò, ovvero quando vedrò con i miei occhi ridursi lo sciame umano, tutt'ora in vertiginosa crescita, che mi circonda, mi imprigiona e mi soffoca. Fino ad allora considererò queste ricorrenti parole per quello che i fatti di oggi dimostrano: aria fritta.

P.S. Senza la benché minima offesa, beninteso.

Anonimo ha detto...

Altro P.S., non meno fondamentale: gli intensi (leggi eccessivi) flussi migratori non sono solo quelli "degli anni scorsi", ma anche quelli degli anni in corso. Per gli anni futuri staremo a vedere, ma non ho grandi speranze fintanto che continua l'atteggiamento attuale dei nostri governanti & affaristi (leggi ignobili opportunisti), quale che sia il loro colore.