venerdì, gennaio 19, 2007

Bush si converte sul clima?


Voci e controvoci si susseguono sul prossimo discorso del presidente Bush sullo stato dell'Unione, previsto per la fine del mese. Si dice, e si nega, che sulla spinta del primo ministro Tony Blair resenterà un cambiamento radicale della politica americana rispetto ai cambiamenti climatici, accettando adesso di mettere dei limiti alle emissioni di gas serra.

Meglio tardi che mai; forse, ma anche se George W. Bush si trasformasse in un santo con l'aureola non ci sarebbe troppo da illudersi. Ci sono delle ragioni economiche profonde che fanno si che gli Stati Uniti sarebbero comunque in difficoltà per adattarsi a un obbiettivo di riduzione delle emissioni. Basti il fatto che il loro sistema energetico è basato in gran parte sul carbone per la produzione di energia elettrica, il combustibile più inquinante che esiste. Ma anche il trasporto estremamente dispersivo e tutto basato su combustibili fossili; un disastro insomma.

Se poi l'idea per ridurre le emissioni è di rimpiazzare la benzina con etanolo da mais (come dicono nell'articolo qui sotto), allora non ci siamo proprio. Il mais (corn) prodotto negli Stati Uniti esiste soltanto grazie a quantità massicce di fertilizzanti, pesticidi, e meccanizzazione; tutte cose che derivano dal petrolio. Poi, per fare etanolo da mais occorre una distilleria che, negli Stati Uniti, funziona quasi sempre a carbone. Inoltre, la resa energetica del processo di produzione è bassa; secondo i calcoli siamo vicini al punto in cui ci vuole più energia fossile per produrre un litro di etanolo di quanto quel litro di etanolo potrà produrre in un motore. Per finire, l'etanolo usato come combustibile nei veicoli consuma mais che non può essere usato per scopi alimentari e la produzione alimentare è in grossa difficoltà ovunque.

Insomma, niente da stare allegri. Ma vediamo almeno cosa ci dirà il presidente. Dopotutto, Paolo di Tarso fu fulminato sulla via di Damasco e le vie del signore sono infinite. Fulminerà George Bush sulla via di Washington?





Bush Set for Climate Change U-turn
Guardian via Buzzle.com

Downing Street says that belated US recognition of global warming could lead to a post-Kyoto agreement on curbing emissions.
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George Bush is preparing to make a historic shift in his position on global warming when he makes his State of the Union speech later this month, say senior Downing Street officials.

Tony Blair hopes that the new stance by the United States will lead to a breakthrough in international talks on climate change and that the outlines of a successor treaty to the Kyoto agreement, the deal to curb emissions of greenhouse gases which expires in 2012, could now be thrashed out at the G8 summit in June.

The timetable may explain why Blair is so keen to remain in office until after the summit, with a deal on protecting the planet offering an appealing legacy with which to bow out of Number 10.

Bush and Blair held private talks on climate change before Christmas, and there is a feeling that the US President will now agree a cap on emissions in the US, meaning that, for the first time, American industry and consumers would be expected to start conserving energy and curbing pollution.
(13 Jan 2007)



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1 commento:

Massimo ha detto...

Smentita la svolta verde di Bush. Una fonte della Casa Bianca smentisce quanto affermato da alcuni funzionari di Dowing Street circa l'ipotesi di un cambiamento di rotta sull'effetto serra nell'imminente discorso sullo stato dell'Unione. ''Sono voci non vere'', Bush non sta preparando una svolta ambientalista. Il 23 gennaio in occasione del suo discorso alla nazione sentiremo dalla viva voce di Bush cosa ne pensa in merito.