domenica, gennaio 14, 2007

L'Erba del Ruanda

Nei commenti che appaiono sui giornali a proposito della strage di Erba, i perpetratori sono spesso definiti "mostri". L'etimologia della parola indica qualcosa di straordinario, di inusitato, appunto da "mostrare".

Eppure, le foto degli assassini di Erba, le parole che sono loro attribuite, il loro comportamento, sono cose che non sembrano tanto straordinarie; piuttosto sembrano una folle parodia della normalità.

In effetti, il comportamento dei mostri di Erba potrebbe essere più "normale" (inteso come comune) di quanto non sembri. Pochi dei commentatori di questi giorni hanno visto negli eventi di Erba il parallelo con un evento recente, simile anche se più su larga scala; le stragi in Ruanda del 1994.

Se a noi sembra incredibile, inusitato, inspiegabile, che una coppia di persone normali massacri a coltellate i propri vicini di casa; in Ruanda è successo esattamente questo, soltanto non una volta ma abbastanza volte da fare un totale di, forse, un milione di vittime. Anche li', i vicini di casa hanno massacrato i loro vicini di casa. Coloro che si ritenevano parte dell'etnia detta "Hutu" hanno massacrato quelli che ritenevano parte dell'etnia detta "Tutsi", persone che parlavano la stessa lingua e che vivevano nello stesso paese da secoli e secoli. La follia della vicenda è ancora maggiore se pensiamo che gli Hutu hanno allegramente massacrato non solo i Tutsi, ma anche altri Hutu.

La ragione degli eventi del Ruanda ancora oggi ci sfugge. Non riusciamo a capire cosa possa essere accaduto che ha trasformato in maniaci omicidi tante persone che avevano famiglie, genitori, figli, case e una vita che non poteva essere troppo diversa da quella di tutti quelli che hanno le stesse cose. Gli stessi assassini, interrogati qualche anno dopo i fatti, non sembrano in grado di rendersi conto bene di quello che è successo. Sembra che si siano trovati a vivere in un incubo; in uno di quei brutti sogni dove le regole della vita normale non valgono più per essere sostituite da regole mostruose che tuttavia sembrano normali nel mondo folle e perverso del sogno. Un sogno sanguinoso che era una folle parodia della normalità.

Questa folle parodia della normalità, dove ci si libera di un vicino di casa come se fosse un animale pericoloso, sembra essere alla base della strage di Erba altrettanto bene di quelle del Ruanda. Ma come ci possiamo spiegare questa discesa nella follia, questa perdita di ogni contatto con i riferimenti morali di una cultura, la nostra e come quella Ruandese, anch'essa tradizionalmente cattolica, che dovrebbero accettare, in principio, l'idea di "ama il prossimo tuo come te stesso"? E comunque l'idea che il prossimo non si uccide a coltellate quando è fastidioso non è patrimonio esclusivo del cattolicesimo ma di tutti gli uomini di buona volontà di questo disgraziato pianeta.

Jared Diamond nel suo libro "Collapse" del 2005 si è provato a fare un'analisi della situazione Ruandese e di cercare i motivi che hanno portato al collasso sanguinoso della società. La visione di Diamond è stata discussa e anche criticata, ma c'è qualcosa di giusto nel quadro che dipinge di un paese che aveva esaurito le sue risorse. Il Ruanda era, ed è tuttora, uno dei paesi più fertili e più popolati dell'Africa, ma queste stesse caratteristiche lo avevano portato a sovrasfruttare il suolo. A causa dell'erosione, l'agricoltura era arrivata al collasso e la discesa nella follia è stata la reazione di gente che non vedeva altri sbocchi che il farsi spazio a spese dei propri vicini. Così è stata la discesa nella follia della coppia assassina di Erba che, evidentemente, non vedeva altro spazio a sua disposizione che quello che poteva ottenere eliminando i propri vicini.

Il Ruanda non è stato l'unico esempio di follia omicida collettiva nella storia; è solo il più vicino a noi nel tempo. Ce ne sono stati molti altri, Diamond nel suo libro ne riporta alcuni. Qui, vale la pena di ricordare soltanto quello della Germania degli anni 1920, esausta, disperata e umiliata, che non ha trovato di meglio che rifugiarsi nella follia nazista per poi fare su larga scala ai gli stati vicini quello che un giorno la coppia di Erba avrebbe fatto ai vicini di pianerottolo.

La coppia assassina di Erba ci può sembrare mostruosa e rara; il caso del Ruanda remoto per la distanza e la differenza di cultura; il caso della Germania una follia particolare e forse irripetibile che pure ha preso un popolo vicino a noi culturalmente e geograficamente. Ogni evento nella storia è particolare e può essere un'eccezione. Ma, presi tutti insieme, questi casi e quelli che riporta Diamond, disegnano un quadro preoccupante.

Viviamo in un mondo che sembra aver perso ogni riferimento a una visione della vita non basata esclusivamente sulle risorse materiali. Per questo, forse siamo più vulnerabili allo stress da carenza di risorse di quanto non vogliamo ammettere e, forse, la follia omicida che sta percorrendo il mondo in questo momento, è causata proprio da questo (e la coppia assassina di Erba ne è una piccola ma non isolata manifestazione). Stiamo diventando mostri anche noi? Chissà?




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4 commenti:

l'Argonauta ha detto...

Condivisibile riflessione, aggiungerei un concetto semplice e facilmente comprensibile: la sicurezza e la libertà sono inversamente proporzionali al numero delle persone. L’umanità è parte del regno animale e alle sue regole è sottoposta. E nel regno animale una specie che si trova in condizioni di sovrappopolazione si autodistrugge sino a che il numero non è tornato ad a essere adeguato alle risorse e allo spazio disponibili. L’Italia si avvia a superare i sessanta milioni di residenti censiti: sarà atroce.
Salute.

pietro cambi ha detto...

Rispondiamo allo stress cercando di rispondere nel modo che ha apparentemente funzionato finora: Piu' sviluppo, più consumi, più consumatori...
Molto simile a quello che è successo parecchie altre volte.
Ma più sacrifici umani non hanno salvato i tempi Maya, i loro dei e neanche i sacerdoti del tempio.
Piu Mohai non hanno fatto tornare le piogge ne hanno fatto crescere nuovi alberi, abbattuto l'ultimo sull'Isola di Pasqua.
Di solito quando il sistema non funziona più ci si guarda intorno: la colpa sarà bene di qualcuno, qualcun altro ovviamente: i vicini, i lunghi orecchi, quelli del pueblo dall'altra parte della montagna, del villaggio dall'altra parte del fiume, dei beduini arricchiti con i pozzi in vicino oriente....dei padroni del vapore, dei poteri forti...Una bella guerra non risolve i problemi di solito, per chi la combatte, ma per l'ambiente si. Poi il ciclo ricomincia....
Per uscire dal ciclo un bella iniezione di onests intellettuale non guasterebbe: I mostri siamo noi e con noi intendo un po' tutti su queto pianeta, è la volonta di predazione umana, che purtroppo conosce variazioni quantitative ampie ma qualitativamente è ubiquitariamente presente in quasi tutti noi.
Gia' ma noi siamo, addirittura, Homo Sapiens Sapiens. Chi si autodefinisce imperatore una volta veniva chiuso nei manicomi.
Se Dio vuole i manicomi non esistono più ma se chi si autodefinisce imperatore è pazzo cosa dire di una specie che, con quello che sta combinando, si definisce sapiens sapiens?

Ai@ce ha detto...

«Notizie e commenti su Energia, Materie Prime e Ambiente»... Il post è interessante ma cosa ci azzecca con il topic del blog?
poi non sono cosi' sicuro che il moto sia stato quello dello spazio vitale quanto piuttosto quello dell'invidia.

Ugo Bardi ha detto...

Giusta domanda, cosa ci azzecca il ruanda con energia materie prime e ambiente? Se però si legge il libro di Diamond, si capisce che le risorse (energia e materie prime e ambiente, tutte cose necessarie per vivere) sono quella cosa per cui la gente si ammazza. Per invidia o per necessità o per follia