sabato, gennaio 20, 2007

Gambe in spalla e pedalare


Abbiamo un Presidente del consiglio ciclista, ci dicono di continuo ( ed hanno ragione) che un pò di moto ci farebbe bene e sappiamo bene che ogni fonte alternativa di energia dovrebbe essere incentivata.
Stimolato dalla notizia di un ragazzino delle medie che ha inventato un caricabatterie per cellulare a criceto e da una richiesta del gestore di una palestra di poter modificare le macchine della sua palestra per recuperare l'energia prodotta durante le sessioni di allenamento dei suoi clienti mi sono divertito a fare qualche conticino, ovviamente dopo essermi calato nei consueti panni della lavandaia di Borgunto.
Il risultato?
Beh, niente di entusiasmante ma l'investimento si presenta, anche a i prezzi attuali dell'energia, in grado di offrire un piccolo contributo energetico con tempi di ritorno, sempre ai costi attuali, intorno ai dieci anni. Se fosse defiscalizzato potrebbe cominciare ad essere interessante.
Ridicolo? Forse, ma non esiste LA soluzione ai nostri problemi energetici, ma LE soluzioni, miriadi di piccole soluzioni, ciascuna in grado di dare il suo modestissimo contributo.
Buona lettura.
Facciamo i conti: diciamo che noi pigroni italiani andiamo in palestra uno su sei e quest'uno due volte la settimana.
20 milioni di presenze la settimana.
Facciamo mezz'ora ( siamo pigroni) di esercizi con macchine convertibili utilmente alla produzione elettrica.
facciamo che ( siamo pigroni) pompiamo circa 100 W in quella mezz'oretta.
Ovvero lasciamo sul contatore delle palestre 0,05kWh.
Moltiplicato 20 milioni fa 1000.000 di kWh= 1GWh alla settimana (50 GWh/anno).
ovvero, mediamente, circa 2.000 barili risparmiati la settimana, 100.000 all'anno.
Ovvero circa 300 al giorno, ovvero circa lo 0,015%di quanto importiamo ( 2 milioni) e lo 0,03% ( equivalente) di quanto consumiamo per fini elettrici, ovvero pari agli impianti fotovoltaici quello che abbiamo installato nel 2006 grazie al conto energia.
Messa in un altro modo:
50 Gwh/anno corrispondono a quanto prodotto da 40 Mw di fotovoltaico installato, ovvero ad un investimento di 200 milioni di euro.
Se vogliamo corrisponde anche a quanto prodotto da una centrale tradizionale da 7 MW.

facciamo la riprova: ogni macchina viene utilizzata mediamente 5 ore e con mediamente 50 watt di potenza applicata.
Ogni giorno restituisce quindi 250 watt ora, insomma cinque centesimi, al meglio.
diciamo che in una palestra ci sono 10 macchine.
La palestra produce 2,5 kWh.

Ammettiamo che il maggior costo per allacciamento e dinamo interna sia di 300 euro/macchina ( credo sia plausibile, considerando un unico inverter da un kW allacciato alla rete).

Una macchina ammortizzerà il maggior costo in 6000 giorni: SE defiscalizzato ci vorrebbe la metà del tempo, 3000 giorni ovvero dieci anni ( come un impianto fotovoltaico)
Direi che, considerando i miseri kwh prodotti al giorno, una palestra al massimo potrebbe coprire il 10% dei PROPRI consumi.
Non è certo un gran contributo, senza dubbio.
Ma i tempi di ritorno dell'investimento non sono peggiori di quelli del fotovoltaico ed in più senza costi aggiuntivi per lo stato, basterebbe defiscalizzare la cosa o renderla detraibile.

L'italia ha la leadership nel settore delle macchine da palestra, quindi tutti soldini che resterebbero in casa.

100.000 barili di petrolio è quanto consumiamo ( piu' o meno) in un'ora.

Pero' pero'....
Forse si può fare di meglio.
Poichè la macchina termica umana ha una efficienza bassissima, il 90% dell'energia chimica che utilizziamo se ne va in calore.
Sarebbe assai piu' interessante recuperare l'energia prodotta con una pompa di calore e mi risulta, anzi che molte discoteche già lo facciano.
In questo modo, probabilmente si potrebbe recuperare almeno dieci volte piu' energia.
Comincerebbe ad essere qualcosa intorno allo 0,3% del nostro fabbisogno elettrico...quanto l'installato fotovoltaico attuale, se non ho sbagliato i conti da qualche parte.

C'e' qualche politico di buona volontà disposto a farsi ridere ( un po') dietro?

A guardare il lato positivo i giornali ne parlerebbero diffusamente
( varati gli incentivi alla produzione umana di energia elettrica, il titolo ricorrente).


8o)



Pietro C.

1 commento:

Dario Tamburrano Zazzaro ha detto...

Sei unico Pietro! Se ci fosse una politica intelligente la cosa potrebbe essere presa in considerazione. Non UNA soluzione, ma un MIX di esse, non un mix alla Bersani-Casini di petrolio, nucleare, carbone ed in ultimo fonti alternative, ma un mix super alternativo. Perlomeno quello che viene consumato per la produzione di alimenti potremmo recuperarlo in palestra! Del resto il sottoscritto sono anni che sfotte gli amici palestrati che pagano per faticare suggerendogli di andare a fare bricolage edilizio, giardinaggio pesante o lavori agricoli ;-)