venerdì, novembre 10, 2006

Come usare la leva fiscale per ridurre i consumi energetici nei trasporti.

Post ricevuto da Terenzio Longobardi

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E’ di questi giorni la notizia che dal 2012 in Olanda arriverà la tassazione a chilometro percorso dei veicoli. Da quella data non si pagherà più la tassa di possesso del veicolo, ma l’effettivo utilizzo. Il sistema promosso dal Governo olandese si chiama “kilometre pricing” e coinvolgerà 8 milioni di veicoli. Il costo per chilometro sarà differenziato in base all’orario di utilizzo, al luogo di percorrenza, a categoria e tipologia di veicolo. Gli introiti saranno reinvestiti per migliorare la mobilità urbana. Una politica innovativa di pricing, dunque, che si differenzia dalle esperienze di Londra e Stoccolma, in quanto prevede una modulazione della tassazione su scala nazionale per l’uso dell’automobile come mezzo di trasporto e non un pedaggio di accesso a una zona circoscritta. Si mira a introdurre nelle vetture delle scatole nere in grado di registrare sistematicamente la mobilità dell’auto, dalla percorrenza, ai luoghi di utilizzo delle vetture.

Anche se le strategie devono essere adattate alle singole realtà nazionali, la proposta olandese si muove nella direzione giusta. Infatti, il parametro corretto per valutare l’efficienza energetica di un mezzo di trasporto è il consumo specifico, cioè la quantità di energia consumata in rapporto al numero di passeggeri trasportati e ai chilometri percorsi. L’unità di misura del consumo specifico è generalmente il gep/passeggeri x chilometri, dove gep è l’acronimo di grammi equivalenti di petrolio. Quindi, i mezzi che hanno un consumo specifico più basso sono i più efficienti dal punto di vista energetico. In altre parole, occorre diminuire il numeratore, cioè i consumi energetici, ma anche aumentare il denominatore, cioè i passeggeri trasportati e i chilometri percorsi. In Italia, una delle analisi più recenti sui valori del consumo specifico nei vari mezzi di trasporto è stato eseguito dall’associazione ambientalista Amici della Terra in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, all’interno di uno studio sui costi sociali e ambientali della mobilità, disponibile sul sito internet delle due organizzazioni. Come si può vedere facilmente nella tabella , i consumi specifici dei mezzi di trasporto collettivo sono nettamente inferiori di quelli individuali, di circa due terzi e, all’interno del trasporto collettivo, la rotaia è più efficiente della gomma.



Il criterio di valutazione che prende in considerazione i tre parametri, consumi energetici, passeggeri trasportati e chilometri percorsi, dovrebbe valere anche per i singoli mezzi di trasporto, al fine di promuoverne un uso più razionale ed incentivare la ricerca tecnologica orientata al risparmio energetico. Ad esempio, per le automobili, il criterio di tassazione dovrebbe penalizzare i modelli con livelli di consumo di carburante più elevati, ma disincentivare anche l’uso eccessivo del mezzo in termini chilometrici. A livello di organizzazione della mobilità, dovrebbe essere infine agevolato l’uso collettivo dell’automobile (car-sharing, car-pooling, ecc.).
Gli introiti della tassazione dei mezzi con consumi specifici maggiori dovrebbero poi essere finalizzati alla promozione delle modalità di trasporto con minori consumi specifici, cioè finanziando interventi infrastrutturali nel settore del trasporto collettivo su ferro.


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3 commenti:

Massimo ha detto...

Non sarebbe male aggiungere nella scatola nera anche
altri parametri come per esempio la velocità. Sistemi
GPRS permetterebbero di controllare la velocità dei
veicoli su strada e conseguentemente non solo tassare
ma anche sanzionare coloro che non rispettano i
limiti. Oltre ad un risparmio per quanto riguarda la
dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi
anche un risparmio di vite umane (incidenti), sanità,
inquinamento eccetera.
Utopia?
Saluti.
(Forse un po' fuori argomento)

Anonimo ha detto...

> Utopia?
> Saluti.
> Massimo


Utopia? NO INCUBO!

Un grande fratello che ti controlla e sa tutto di te, in stile 1984 ,
ma che bella sta distopia!
Per il bene eh certo, Lui sa meglio di te quale e' il bene per te, e
poi Lui pensa ai bambini!

Scusate eh, ma proprio non riesco non solo a concepire, ma neanche a
rispettare idee del genere. Sembra che ne Orwell ne gli altri ci
abbiano insegnato nulla.

«chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né
la libertà né la sicurezza» (Benjamin Franklin)


ciao, meglio che non ci pensi ulteriormente al fatto che qualcuno (nel
2006) si augura il 1984 Orwelliano, senno' sbrocco

--
SN

Anonimo ha detto...

> Utopia?
> Saluti.
> Massimo


Utopia? NO INCUBO!

Un grande fratello che ti controlla e sa tutto di te, in stile 1984 ,
ma che bella sta distopia!
Per il bene eh certo, Lui sa meglio di te quale e' il bene per te, e
poi Lui pensa ai bambini!

Scusate eh, ma proprio non riesco non solo a concepire, ma neanche a
rispettare idee del genere. Sembra che ne Orwell ne gli altri ci
abbiano insegnato nulla.

«chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né
la libertà né la sicurezza» (Benjamin Franklin)


ciao, meglio che non ci pensi ulteriormente al fatto che qualcuno (nel
2006) si augura il 1984 Orwelliano, senno' sbrocco

--
SN