martedì, agosto 07, 2007

Gli hamburger crescono sugli alberi?

Nel leggere il dibattito sui prezzi della benzina degli ultimi giorni, mi è venuto un dubbio atroce. Ma la gente, lo sa da cosa si fa la benzina?

Questo dubbio viene rinforzato dalla lettura dell'articolo riportato qui sotto da "La Repubblica." Si parla di prezzi dei carburanti per un bel pezzo, ma senza mai menzionare la parola magica "petrolio".

Rimozione o ignoranza? Sarà che preferiscono non pensarci, oppure sarà come i bambini piccoli che credono che gli hamburger crescono sugli alberi? Magari qualcuno crede che la benzina venga fabbricata dagli elfi di Babbo Natale? Oppure che sgorghi altissima, purissima e levissima da qualche sorgente di montagna?


Senza ulteriori commenti
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Da "La Repubblica" del 6 Agosto 2007

Benzina, il divario con la Ue-15 è di 7,4 cent
Prodi: "Il problema dei prezzi esiste"
Il Codacons propone "scioperi del pieno" e boicottaggi per chi non abbassa le tariffe
Prodi: "Il problema dei prezzi esiste"

ROMA - La forbice tra la media dei prezzi al consumo della benzina in Italia e la Ue-15 è di 7,4 centesimi di euro al litro. Lo attesta l'ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo Economico, secondo la quale invece il divario per i prezzi industriali si attesta a 5 centesimi. Sempre per i prezzi al consumo, quelli del gasolio sono più alti di quasi 10 centesimi (9,5 per l'esattezza) rispetto alla media della zona euro. Il divario tra i prezzi medi nella Penisola e quelli medi di Eurolandia si attesta così ai massimi dall'inizio dell'anno. E' per questo che il 4 agosto il ministro Bersani ha annunciato di aver convocato per il 10 agosto i petrolieri al ministero: "Vogliamo capire", ha spiegato ieri in un'intervista, riferendosi proprio all'eccessivo divario, sempre più ampio, tra le medie italiane e quelle europee. "Il problema dei prezzi che abbiamo sollevato - ha detto a proposito il premier Romano Prodi - non era inesistente visto che un calo, sia pur minimo, c'è stato".

Con un prezzo medio 'alla pompa' di 1,349 euro al litro l'Italia non solo sorpassa di 0,074 euro al litro la media della zona euro (1,275) ma si pone a 5,5 centesimi in più della media dell'intera Europa a 25 (1,294 euro-litro). Sul fronte del gasolio che vede nella Penisola un'auto diesel su tre, invece, il 'divario' arriva a 0,095 euro al litro nei confronti dell'Eurozona: 1,173 euro il prezzo Italia contro 1,078 medio in Eurolandia. Prezzo nettamente più alto, 6,4 centesimi in più, anche nei confronti dell'intera Europa che mostra un prezzo medio di 1,109 euro a litro.

Da Bruxelles la Commissione Europea fa sapere di "seguire con grande interesse la questione", ma, spiega il portavoce Martin Selmyer, di non vedere "in questo momento alcun motivo per intervenire". Non ci sono neanche ragioni di preoccupazione, aggiunge Selmyer: "Non siamo preoccupati, guardiamo all'economia e la seguiamo con grande interesse".

Stamane le associazioni dei consumatori sono tornate a contestare aspramente gli aumenti. Il Codacons ha proclamato lo sciopero bianco degli automobilisti il giorno di Ferragosto per far fronte alle "speculazioni" dei petrolieri sul prezzo della benzina. Adiconsum e Aduc chiedono un intervento del governo perché "rompa il mercato oligopolistico". Adusbef e Federconsumatori si rivolgono invece all'Antitrust, perché indaghi sulle "speculazioni seriali ormai insopportabili sul prezzo dei carburanti".

Il Codacons invita a boicottare le pompe di benzina, chiedendo ai cittadini di "non utilizzare l'automobile per i loro spostamenti nel giorno di Ferragosto, preferendo mezzi di trasporto alternativi come biciclette, treni o pullman e, laddove sia impossibile rinunciare alla macchina, limitare fortemente i consumi", afferma in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi.

Ma le altre associazioni dei consumatori puntano il dito anche contro chi, come il governo o l'Antitrust, dovrebbe indagare e frenare le speculazioni, e non lo fa. Adusbef e Federconsumatori, sottolineano in una nota, chiedono a governo, Antitrust e Procure della Repubblica un approfondimento sui "coincidenti, concordanti e sincronici aumenti da parte di tutte le compagnie operanti in Italia, che si verificano -guarda il caso- proprio durante la maggiore domanda,ossia quando milioni di famiglie prendono le auto per raggiungere le località di vacanza".

Mentre l'Aduc chiede al governo, oltre che di "rompere il mercato oligopolistico", di garantire la stabilità dei prezzi agendo sulle accise e di "aprire il mercato dei distributori ad altri soggetti, per esempio i centri commerciali".

Anche l'Adiconsum si rivolge al governo, chiedendo una revisione radicale sui meccanismi di mercato, per evitare anche che "a Natale, altro periodo di massimo consumo, gli automobilisti si trovino di fronte ad un altro forte aumento".


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10 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Stare a guardare l'aumento dei prezzi dei carburanti, con le perturbazioni aggiuntive legate a speculazioni o scelte politiche, ignorando (o tacendo)le cause profonde (PeakOil) non dà alcun valore aggiunto. Per questo l'affermazione di Prodi mi avvilisce.

MaRaNtZ ha detto...

Ma quando i prezzi diventeranno pazzeschi, la gente che farà, dei sit-in di protesta ? Per ottenere cosa ? Per avere il carburante a prezzo calmierato ? E chi dovrebbe produrlo se non ce n'è abbastanza. Ho idea che la gente creda che basti lagnarsi di una cosa che non ha per ottenerla magicamente! Siamo tutti eterni bambini, di fronte alla tettarella del paese di Bengodi...

Mario ha detto...

Mi sembra che la polemica non riguardi il prezzo assoluto dei carburanti, ma il differenziale rispetto alla media UE. Però credo sia vero che in questo modo si confondo parecchio le acque non evidenziando il vero motivo dei continui aumenti dei prezzi.

Anonimo ha detto...

Purtroppo abbiamo sempre avuto dei politici incompetenti e incuranti del problema energetico... e molto presto pagheremo il conto. Ne vedremo delle belle :((((((

Gianni Comoretto ha detto...

Mi sembra interessante il concetto di agire sulle accise. Per rompere le speculazioni e non essere dalla parte dei petrolieri, il governo dovrebbe rinunciare alla sua fetta (che copre all'incirca i costi diretti della motorizzazione).

Cioe' far pagare a me, che non uso l'auto, i costi delle strade, perche' siccome la benzina costa cara e' un sacrosanto diritto degli automobilisti averla a basso prezzo.

mauriziodaniello ha detto...

No! Non lo sanno !

giovanni galanti ha detto...

Se pochi sanno che la benzina si ottiene dal petrolio, ancor meno sanno che la maggior parte delle plastiche derivano anch'esse dalla raffinazione del petrolio. Le mie prime lezioni di design sono sempre centrate sulla domanda: "qualcuno mi sa dire come si ricavano le plastiche?". Dovreste essere presenti alle risposte... per la maggior parte esilaranti. Quasi nessuno conosce il ciclo e la lavorazione del petrolio e pochi conoscono, nonostante i telegiornali, le aree di produzione. Ragion per cui la stragrande maggioranza dei ragazzi a cui insegno non ha la più pallida idea delle motivazioni di fondo delle guerre in corso. Chi è nato dopo il 1973 stenta a credere che andavamo la domenica a piedi, in bici, a cavallo, sui pattini... L'altra questione è la specificità italiana dell'aumento dei costi dei carburanti in occasione di ferie e festività... ovvero quando nessuno ne farebbe a meno ed è disposto a pagarli anche di più. Comunque ci sarà pure una soglia di prezzo, oltre la quale la gente non sarà più tanto disponibile a pagare... diminuirà più velocemente la disponibilità delle risorse o la disponibilità della gente a pagare un prezzo più alto?

Roberto ha detto...

A prescindere dal fatto che più la benzina costa, meglio è, nell'articolo si parla di media europea. Se ben ricordo, in Olanda, e forse anche in Portogallo, la benzina costa più cara che in Italia. Ma i giornalisti tengono famiglia, e si deve pur campare.

Roberto ha detto...

Gianni, se il governo rinuncia alla sua fetta finisce che deve vendere le riserve auree, come intende fare, e i petrolieri si pappano anche la succosa parte statale.

Corrado ha detto...

Le accise sono una sorta di imperfetta carbobn tax, megli sarebbe aumentarle piuttosto che diminuirle!
Comunque, ho scritto quel che penso qui:
http://corradoinblog.ilcannocchiale.it/post/1579344.html