mercoledì, agosto 22, 2007

Il paradigma del cinquino elettrico esaminato in luce della teoria della stupidità di Carlo M. Cipolla

Immagino che se vi siete messi a leggere un post con un titolo del genere, lo abbiate fatto chiedendovi che cosa è andato fuori posto nella testa dell'autore. Può darsi che questa interpretazione non sia del tutto sbagliata; ma comunque c'è una logica - anche se forse perversa - in questo post. Mettetevi comodi, che vi spiego.

Allora, tutto nasce da un dibattito di qualche mese fa a una delle solite conferenze su energia, sviluppo, clima eccetera. A quella particolare conferenza, mi trovai a dibattere con un altro relatore su come comportarsi davanti all'emergenza ambientale. Sosteneva il relatore in questione che dovremmo convincere la gente ad applicare principi etici alle loro azioni. Ovvero, per esempio, che devono tenere basso il termostato, spegnere le luci quando non sono in casa, non inquinare, non buttare robaccia per terra nei boschi, e cose del genere. Lui sostenne fra le altre cose che l'idea del cinquino elettrico era una sciocchezza. Molto meglio, disse, convincere la gente che le automobili sono cose dannose per l'ambiente, quindi le useranno di meno o non le useranno affatto. Mi ricordo che sostenni che, si, era una buona cosa dire alla gente di comportarsi meglio, ma che come strategia mi sembrava poco efficace.

Non so come la pensate voi, ma lasciamo il giudizio in sospeso per un attimo e andiamo a esaminare la cosa in luce della teoria di cui parlo nel titolo, quella di Carlo Cipolla.

Carlo Cipolla (1922-2000) è stato professore all'Università di Berkeley, dove ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente. Era una persona molto brillante ed è noto per parecchi contributi alla teoria economica. In una vena un po' più leggera, ha scritto dei libri allo stesso tempo profondi e divertenti. Uno di questi era intitolato "Allegro ma non troppo, le leggi fondamentali della stupidità umana" (1988).

Per una descrizione dettagliata della teoria della stupidità di Cipolla, potete vedere questo sito.
Qui mi limito a dire che il libro, pur molto divertente, è in realtà perfettamente consistente con i principi fondamentali della teoria economica. Cipolla parte da un concetto classico di questa teoria, ovvero che ogni azione individuale ha degli effetti economici sia su chi la compie che su chi ne viene in qualche modo influenzato. Questi effetti possono essere positivi (guadagno) oppure negativi (perdita).

Vedete qui di a lato il "diagramma di Cipolla" che illustra i quattro casi possibili, dove X è il guadagno/perdita di chi fa l'azione e Y il guadagno/perdita di chi ne è influenzato. Il caso più ovvio è quello del bandito (in basso a destra). Uno ruba qualcosa a un altro; lui ci guadagna (X positivo), l'altro ci rimette (Y negativo).

Il caso opposto è quello che nel diagramma è definito come dei "disgraziati" ma che è forse meglio definire quello dei "santi". Uno fa l'elemosina a un altro, lui ci rimette (X negativo) l'altro ci guadagna (Y positivo)

Il caso su cui Cipolla discute più a lungo è quello degli "stupidi", ovvero di coloro che agiscono in modo da danneggiare se stessi e gli altri allo stesso tempo. Ci sono moltissimi esempi, per esempio uno che ti ruba dei soldi per spenderli in eroina. Ma non entriamo nei dettagli.

Per finire, c'è il caso di quelli che Cipolla chiama gli "intelligenti", ovvero quelli che riescono a far del bene a se stessi e agli altri con la stessa azione. Questo è quello che gli americani chiamano "strategia del vinci-vinci" (win-win strategy)

Allora, ritorniamo dove eravamo partiti, alla questione dei comportamenti virtuosi. Siccome abbiamo menzionato il cinquino elettrico, vi faccio subito un esempio di comportamenti correlati ai veicoli. Pensate alla marmitta catalitica. Montare questa marmitta che riduce le emissioni di gas inquinanti è un chiaro esempio di quel comportamento che avevamo definito come dei "santi", ovvero far del bene al prossimo danneggiando se stessi. Con la marmitta faccio un piacere al mio prossimo, ma devo spendere dei soldi per comprarla il che è uno svantaggio dal mio personale punto di vista. Nessuna meraviglia che nessuno abbia montato la marmitta finchè non è stata imposta per legge.

Con le automobili, ci sono anche ottimi esempi di comportamenti del tipo "stupido" secondo la classificazione di Cipolla, ovvero di quelli che fanno danno sia a se stessi che agli altri. Per esempio, mi compro una SUV, spendo un sacco di soldi per comprarla e mantenerla, il che è un danno per le mie finanze. In più, inquino anche l'ambiente più del necessario, facendo un danno a tutti quanti. Più stupido di così, è difficile. L'esempio del bandito, invece, è un po' più banale; potrebbe essere quello di uno che sifona la benzina di notte a un altro, per metterla nel suo serbatoio. Fa un danno all'altro che corrisponde esattamente al proprio vantaggio.

Ma la cosa interessante è esaminare il comportamento "intelligente" secondo Carlo Cipolla, ovvero come si può beneficiare se stessi e gli altri. Questo lo si può fare comprando un veicolo elettrico, meglio ancora retrofittando con un motore elettrico un veicolo esistente. In questo modo non si inquina in giro (e non si fa danno agli altri) in più si risparmia (beneficiando se stessi). Non solo, ma l'industria del retrofit genera posti di lavoro e beneficia ancora altra gente. Infine, i veicoli elettrici fanno da stoccaggio all'energia rinnovabile e quindi aiutano anche lo sviluppo delle rinnovabili. Quindi, il paradigma del cinquino elettrico, è un classico esempio del comportamento intelligente secondo Cipolla.

L'idea è che è più facile convincere la gente ad adottare la strategia del "win-win", ovvero un comportamento intelligente, usando veicoli economici e a emissione zero. E' più difficile convincerli a comportarsi da "santi", ovvero a non usare nessun veicolo

Il "paradigma del cinquino elettrico" è di validità generale. Indica che le cose che si diffondono meglio e più rapidamente sono quelle che danno benefici a tutti e danni a nessuno. Non su tutto si può trovare una soluzione intelligente nel senso della teoria di Carlo Cipolla, ma perlomeno ricordiamoci che serve a poco sperare che la maggior parte di noi si comportino da santi.


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Problema: chi dovesse adattare da sé un vecchio veicolo già in suo possesso facendone un'auto elettrica, dopo innumerevoli grattacapi di ordine tecnico, si ritroverebbe tra le mani un costoso rottame, poiché dubito che gli verrebbe concessa l'immatricolazione. Qualora dovesse ricorrere ad un'officina specializzata e a un'agenzia di pratiche automobilistiche, temo che da un punto di vista economico il gioco non varrebbe la candela.

Altro aspetto della stupidità umana. In questo caso, quella pubblica.

Frank Galvagno ha detto...

Credo che i principi etici siano già qualcosa, ma siano troppo "soft" per andare alla radice dei problemi.

La strategia win-win, credo coincida in ultima analisi con quella di minimizzazione dell'impatto energetico/entropico.
Il motore elettrico, essendo quello a max rendimento, risponde in modo naturale all'esigenza.

Girando per i reparti della fabbrica dove lavoro sto toccando con mano la potenza dei carrelli elettrici: alzano 3 tonnellate, accelerano, durano 16 ore di lavoro intenso... poca manutenzione, silenziosità... e usano batterie al Piombo!
Naturalmente i leader di queste tecnologie sono tedeschi...

Risulta quasi "ovvio", allora, che che questa tecnologia per l'auto sia ostacolata per motivi politici.

Terenzio Longobardi ha detto...

Bisognerebbe valutare se l'uso dell'auto è un vantaggio o uno svantaggio economico per l'utente. Sicuramente i costi sono monetizzabili, il costo d'acquisto, la manutenzione, le spese di assicurazione, i combustibili, senza considerare una quota degli enormi costi esterni per la società. Se si riuscisse a contabilizzare il vantaggio economico della mobilità, temo che non riuscirebbe a compensare i costi, considerando anche i problemi di congestione dovuti all'uso eccessivo dell'auto. Quindi potrebbe anche darsi che l'uso dell'auto elettrica servirebbe solo ad essere meno stupidi di chi usa l'auto convenzionale.

giovanni galanti ha detto...

Diverse vicende della storia mi sembra che non confermino la teoria di Cipolla. Gli effetti di guadagno e perdita di certi comportamenti economici a volte si intrecciano in modo perverso e difficilmente spiegabile. Mi riferisco, per esempio , a quanto scrive il prof. Butera nel bel libro "Dalla caverna alla casa ecologica", sulle vicende che negli USA portarono alla scelta tra distribuire corrente elettrica alternata o continua (la guerra tra le società dei due diversi sistemi è stata senza esclusione di colpi e ricorrendo anche a sleali campagne di disinformazione). La stupidità, in questo caso l'ignoranza, è stata utilizzata per influenzare le scelte politiche (per una causa stupida o intelligente? di vantaggi individuali o collettivi? boh?).
Sulla questione della stupidità suggerisco di guardare anche l'articolo di Giovanni Sartori su
http://gandalf.it/arianna/sartori.htm

Mi sembra interessante la sua riflessione sulla difficoltà di definire il livello di stupidità presente in un'epoca, e come sia invece molto più evidente la gravità crescente degli effetti della stupidità. L'articolo è contenuto nel sito che pubblica il libro di Giancarlo Livraghi "Il potere della stupidità"
http://gandalf.it/stupid/libro.htm

Infine, per quanto riguarda il cinquino, continuo ancora a darmi dello stupido per averne rapidamente distrutto uno a forza di scorribande quando avevo 18 anni, fresco di patente e totalmente ignorante di motori. A parte questo, sono favorevole più all'adattamento degli edifici che dei mezzi di trasporto (il ciclo di vita delle diverse parti degli automezzi è comunque limitato, ed è preferibile, a mio parere un processo di sostituzione che si fondi su una continua innovazione tecnologica).