lunedì, giugno 16, 2008

Il picco dell'Uranio francese

La storia dell'estrazione dell'Uranio francese è di considerevole interesse per tutti i "picchisti". Il grafico qui sopra mostra la produzione annua nazionale dal 1956 al 2006 (dati ONU dal 1990 al 2006, The Oil Drum per il periodo precedente). Dopo un primo picco negli anni '60 la produzione ha avuto il suo picco principale nel 1988, con una produzione annua di 3300 t. Oggi, dopo aver estratto oltre 75000 t, la produzione è inferiore alle 10 tonnellate annue. Il fit logistico con due curve descrive abbastanza bene l'andamento della produzione, cosa degna di nota se si tiene conto che si tratta di un mercato piccolo (la produzione cumulativa francese rappresenta circa il 4% di quella mondiale) e sostanzialmente monopolistico.

In questo secondo grafico è invece rappresentata l'estrazione complessiva di Uranio; i punti blu rappresentano la stima di URR (Ultimately Recoverable Resource) determinata in base i valori delle riserve pubblicate dalle autorità francesi nel corso degli anni (per i dati ho fatto riferimento a quelli indicati da Hydraulics nel suo commento a questo post di Ecoalfabeta; i valori del 1985 e 2002 sono di questa fonte, quello del 1999 di quest'altra). La stima ufficiale dell'URR è variata in modo considerevole negli anni, aumentando da 120 kt a quasi 200, per poi diminuire fino a 80, che è poco più della quantità estratta fino ad oggi. Si tratta quindi di numeri del tutto inaffidabili.
Se un picchista hubbertiano avesse invece analizzato i dati nel 1988, al momento del massimo fulgore estrattivo, avrebbe potuto prevedere il picco più o meno per quell'anno, stimando una URR di 84 kt, un valore molto, molto più realistico delle 200 kt ufficiali.
Un ringraziamento a Francesco Aliprandi per i dati sulle riserve.
Vedi anche La curiosa storia delle riserve di Uranio francese.

7 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Grazie Marco per questo tuo lavoro; grazie anche a Hydraulics

Ora, mi piacerebbe sapere il motivo per cui Rubbia sembra non lavorare più sulla fissione del Torio, ma si concentra unicamente (così è dato sapere) su progetti a rinnovabile

cacciafotone ha detto...

Segnalo qui di seguito l'intervista al prof. Vincenzo Balzani riguardante l'appello alla presidenza del consiglio di abbandonare l'ipotesi nucleare e virare verso le energie rinnovabili...

http://tinyurl.com/3o2j3y

Ugo Bardi ha detto...

Eccellente articolo, Marco. Grazie. Fra le altre cose, la presenza di riserve di uranio in Francia spiega molte cose sulla nuclearizzazione Francese. Ora che hanno finito l'uranio, sono già molto meno entusiasti; perlomeno il rimpiazzo delle vecchie centrali non sembra essere una grande prioritià. Invece, noi vorremmo ripartire con il nucleare senza nemmeno un grammo di uranio in casa.

Anonimo ha detto...

Interessante , ma occhio ai numeri: nel primo grafico la scala è in GTonnelate, mentre temo che dovrebbe essere in KT, un fattore 10exp-6 in meno...
8o)

Anonimo ha detto...

Ugo, non dirmi che credi ai proclami nucleari di Scajola, buoni solo per dare il contentino energetico al popolo bue!
Hanno lo stesso valore delle dichiarazioni saudite sull'aumento di 200.000 barili/giorno, ovvero zero.
Dai,lo sai anche tu che è solo fumo negli occhi...

Paolo B.

Pippolillo ha detto...

Ma visto che si parla nel secondo grafico di dati poco attendibili, perché? Perché per il picco del petrolio i dati ci sono mentre per l'uranio no? Per via che è un materiale strategico anche dal punto di vista militare?

Marco Pagani ha detto...

Grazie per i commenti. Ho corretto l'unità di misura del grafico che in effetti è ktons.
Non so perchè Rubbia non sia più interessato al Torio, ma non mi dispiace affatto che concentri le sue energie sulle fonti rinnovabili.
I dati relativi alla produzione sono attendibili; del tutto "inaffidabili" sono invece le stime ufficiali delle riserve, dal momento che tra il 1990 e il 1999 sono sparite dalle stime qualcosa come 100000 tonnellate!