martedì, agosto 05, 2008

Il picco del caviale


In un post precedente avevo menzionato la sparizione del caviale nero dai negozi di Mosca. Bene, ecco qui i dati che ho pubblicato oggi su "the oil drum", dove vi potete leggere l'articolo completo con i riferimenti bibliografici e tutto.

Insomma, questi picchi ci sono veramente e quando una risorsa viene sovrasfruttata, prima o poi sparisce. Addio! E da notare come i Russi si sono decisi a fare qualcosa per fermare l'esaurimento dello storione solo 30 anni dopo il picco, quando ormai non c'era rimasto quasi nulla.

Non è un buon precedente. Speriamo bene

3 commenti:

den ha detto...

Una nota: quando di mezzo c'è un bene biologico la situazione diventa ancora più critica, visto che le dinamiche di predazione/riproduzione hanno dei confini di stabilità.

Il risultato, come evidenziano i dati, è una campana è nettamente più ripida nella sua discesa: il feedback del sistema fa sì che, scesi sotto la soglia critica di disponibilità, la stessa crolla anche interrompendone il prelievo.


La nota positiva è che se ci si ferma per tempo il feedback negativo riequilibra le cose. Quella negativa è che siamo degli esseri troppo ingordi per farlo, quindi solo quando troppo tardi ci si dà una regolata.

Carlo Stagnaro ha detto...

Una domanda sul prezzo del caviale: suppongo quello graficato sia il prezzo internazionale, cioè il prezzo che - negli anni Ottanta - i paesi esteri pagavano all'Urss. Come veniva prezzato il caviale in Russia? E qual è il rapporto tra consumo domestico russo vs. consumo internazionale, negli anni attorno al picco? E' possibile che si siano sommati due problemi: da un lato la natura "open access" dello storione, che ha innescato la tragedia dei commons; dall'altro, un sovraconsumo amplificato dal fatto che il prezzo era mantenuto sotto i livelli di mercato (perfino sotto i livelli determinati dall'eccesso di produzione dovuto all'effetto commons) per via politica?

Ugo Bardi ha detto...

Si, i prezzi sono riferiti al caviale esportato. Sono presi da http://www.fao.org/docrep/006/y5261e/y5261e06.htm#bm6.4

Non saprei dire quanto la politica abbia influito sul sovrasfruttamento. Di certo, i prezzi del caviale erano bassi in Russia negli anni '90. Per chi poteva pagare in dollari, era una festa (lo posso dire per esperienza personale! Ero un fan del caviale nero - lo sarei tuttora se me lo potessi permettere a 20 K$ al kg).

Ma - secondo la mia interpretazione - il sistema sovietico (e per un po' quello Russo che lo ha seguito) tendeva a limitare le vendite di un bene scarso non attraverso i prezzi ma attraverso un sistema di non-disponibilità che equivaleva al razionamento. Poi, ci pensava il mercato nero a far salire i prezzi e a compensare i produttori per il valore reale del bene che producevano.

Nel complesso, tendo a pensare che il sistema sovietico non era tanto diverso dal nostro nelle sue linee principali; ma, ovviamente, ci sarebbe da discuterne a lungo.