giovedì, dicembre 28, 2006

Il grande complotto

Da un sito chiamato "californiaconservative" trovo una serie di considerazioni interessanti sul picco e del petrolio scritte da un sig. Gary Gross. Si riportano senza batter ciglio tutte le leggende che girano sull'argomento, 0vvero che l'allarme era già stato lanciato molte volte, che in Arabia Saudita è pieno di petrolio da scoprire, che non sappiamo quanto petrolio c'è quindi ce ne deve essere tantissimo. Si tessono grandi lodi di Leonardo Maugeri e, infine, si arriva al nocciolo della faccenda, che vi traduco. Riferendosi ai "peak oilers", ovvero a quelli che lanciano l'allarme sulla disponibilità di risorse petrolifere, dice (grassetto e italico nel testo originale)


La sola conclusione a cui possiamo arrivare è che o sono orribilmente inetti nelle loro predizioni o stanno semplicemente dicendo bugie a denti stretti. Io tendo verso la seconda ipotesi. Sebbene siano estremisti liberali senza una goccia di buon senso, la verità è che non sono così stupidi.


Da qui, non siamo tanto lontani da concludere che, se stanno mentendo, evidentemente hanno uno scopo nascosto. Questo non può essere che un complotto per loro vantaggi personali. Ne consegue che se, per caso, il picco del petrolio dovesse venire veramente, allora sarà il risultato del loro piano diabolico per impadronirsi del pianeta. Se una cosa del genere dovesse verificarsi, meglio ucciderli tutti il prima possibile......

Pensate che sono troppo pessimista? Forse. Ma questo non è il solo documento che dice che i problemi di risorse sono causati da una cospirazione di varie sette e gruppi, incluso gli Illuminati, gli Gnomi di Zurigo, il Grande Vecchio di Montecatini (quello che controlla il Totocalcio), le cellule cripto-comuniste, gli islamo-fascisti e coloro che hanno lanciato l'allarme in anticipo.

Se ho mai parlato di picco del petrolio? Chi, io? Non mi pare, forse mi hanno intepretato male.



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1 commento:

Alessandro Corradini ha detto...

Come insegna il Manzoni, quando c'è odor di carestia il popolo scende in piazza a cercar qualcuno da appendere all'albero, non certo per piantar grano. La fame è più brutale che sensata ed è tanto, tanto, tanto facile strumentalizzarla.