martedì, agosto 26, 2008

Dinamica dei prezzi di una risorsa finita

Molti hanno letto l’ormai celeberrimo “I limiti dello sviluppo”, il rapporto di carattere generale, non tecnico, redatto quasi quarant’anni fa per informare uomini politici e opinione pubblica sulle conclusioni a cui erano giunti alcuni scienziati applicando al sistema Mondo un modello di previsione globale basato sulla dinamica dei sistemi. Pochi sanno però, che il lavoro completo comprendeva anche altri due volumi di carattere tecnico, usciti successivamente, "Verso un equilibrio globale" e “La dinamica dello sviluppo in un mondo finito”. Il primo conteneva alcuni rapporti tecnici che descrivono un modello di simulazione completo, applicato a uno o più settori del modello globale. Il secondo, conteneva la descrizione in termini tecnici del modello di simulazione globale denominato “Mondo 3”.
In questi giorni, spolverando i miei libri, con piacevole sorpresa, ho ritrovato il primo di questi ultimi due volumi. E’ del 1973 ed ha per sottotitolo “studi del System Dynamics Group del MIT”. Tra i rapporti tecnici in esso contenuti, mi ha colpito particolarmente quello intitolato "Ciclo vitale del ritrovamento di una risorsa finita: uno studio sul gas naturale negli USA" di Roger F. Naill. Già la citazione tratta dal Wall Street Journal del 2 Giugno 1970 che precede il rapporto è molto significativa: “Per la prima volta nella storia, le risorse di energia del paese non sono in grado di soddisfare la domanda in continuo aumento. L’uso dell’elettricità, del gas naturale, del carbone e di altri combustibili da parte di industrie e privati americani sta aumentando con una velocità maggiore rispetto a quella con cui le fonti di energia possono accrescere la loro produzione. Alcuni esperti giudicano il problema temporaneo, ma altri ritengono che si sia giunti a una svolta storica in cui le risorse di energia, che non avevano mai costituito un problema, diventano un fattore limitante dello sviluppo nazionale”. E ora sappiamo chi aveva ragione. Ma ancor di più interessanti sono le conclusioni dello studio che, secondo l'autore, rappresenta non solo la dinamica evolutiva di alcune variabili connesse allo sfruttamento del gas naturale, ma di qualsiasi risorsa non rinnovabile. Tra i grafici presenti nello studio vi allego quello principale, di cui tutti gli altri sono una derivazione. Vi prego di notare la curva del prezzo, molto simile qualitativamente alla curva reale dei prezzi petroliferi attuali. La gelida asciuttezza di queste curve sembra un lontano ammonimento ai commentatori contemporanei a trascurare le fallaci apparenze della dinamica dei prezzi quotidiana per concentrarsi sullo scenario tendenziale determinato dalla limitatezza della risorsa e dai fondamentali dell’economia.

2 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Teoricamente, le ragioni profonde di svolte epocali di civiltà (crollo di imperi; emigrazione e conquista; grandi guerre) sono termodinamiche. Si parla ad esempio di "Spartiaque entropici" (termnine utilizzato da Rifkin e Howard nel libro "Entropia", 1980).

Tutto il "contorno" è pura salsa e ha l'effetto di esaltatore psicologico(antipatie politiche, donne contese, deliri di onnipotenza ...).

Ora, chiunque di noi sa che il potenziale rinnovabile (vento, sole, geotermia ...) è centinaia o migliaia di volte superiore al fabbisogno mondiale; ma la vera sfida sarà entrare nella sua orbita rinnovando pesantemente certi concetti (miniera, rifiuto ...)

Anonimo ha detto...

hai ragione Frank, del resto la civiltà intesa come tale si incrocia con le scoperte 'energetiche' a partire dalla scoperta del fuoco e dell'utilizzo di queste (età del bronzo, del ferro, della dinamite, atomica) per conquistare e mantenere un tenore di vita sempre più elevato.
Da 37 anni stiamo cercando di affrancarci dalla limitatezza delle risorse (abbandono del gold standard).
Tuttavia il progresso non ci ha ancora affrancato dalla civiltà del fuoco (bruciamo tutto, dai fossili ai vegetali), non siamo ancora diventati una civiltà elettrica.
Luca