
La Polonia vista dall'aereo in atterraggio a Varsavia. Il paesaggio è molto verde, con estese zone forestate. Non si vede quasi traccia degli shopping center e dei capannoni industriali che invece sono comuni dalle nostre parti.
Le vicissitudini della vita mi hanno portato in questi giorni in Polonia per via del progetto RAMSES, il veicolo agricolo a energia rinnovabile. Scusandomi per aver personalmente sprecato un buon mezzo barile di petrolio in forma di carburante per aerei in questo viaggio, vi passo qualche immagine e qualche commento. La prima parte riguarda il viaggio che abbiamo fatto a Kujawski, a visitare la ditta di macchine agricole Krukowiak, che completerà il prototipo. Poi vi faccio vedere anche qualche immagine di Varsavia.

Visto da terra, il paesaggio polacco conferma l'impressione che uno si può fare dall'aereo. Questa è una zona rurale a ovest di Varsavia, fotografata dall'autobus in viaggio per Kujawsky. Una volta, la Polonia era l'"impero della Patata" e le patate si esportavano più che altro in Unione Sovietica. Oggi, ho visto che si coltivano più che altro ortaggi per il mercato globale. L'agricoltura polacca, sembrerebbe, è quasi pronta per la de-globalizzazione.

Come molti paesi dell'area ex-Sovietica, la Polonia ha ereditato una buona rete ferroviaria che funziona ancora molto bene. In un viaggio precedente, sono andato da Varsavia a Poznan in treno e vi posso confermare la buona qualità dei treni polacchi.

Il paesaggio rurale in Polonia ricorda molto la Pianura Padana, ma senza le autostrade e i centri commerciali.

Di energia rinnovabile, si vede molto poco nella campagna polacca. Non è un'area molto adatta per il fotovoltaico, ma qualche generatore eolico c'è.

Eccoci alla Krukowiak, fabbrica di trattori e macchinario agricolo in un luogo sperduto chiamato Kujawski. I trattori sono un elemento tipico del concetto di agricoltura ereditato dai tempi sovietici.

La Krukoviak è specializzata più che altro in macchine per l'irrigazione; alcune gigantesche, come quella che vedete.
Anche se molto più piccolo dei giganti fatti da Krukowiak, il nostro trattorino elettrico RAMSES, (eccolo appena arrivato dall'Italia), ha suscitato grande interesse.
Qui vediamo Ayman Ghamoh, uno dei nostri partner dalla Giordania, alla guidadel prototipo RAMSES. In paesi soleggiati come lo sono quelli del Medio Oriente, c'è un enorme interesse in un sistema di trasporto agricolo completamente solare. A proposito di questa foto, va detto che una delle schede elettroniche del trattorino è stata danneggiata durante il trasporto, per cui l'arnese non si è potuto muovere in questa occasione. Succede; presumo del resto che anche quando la bicicletta fu presentata in pubblico per la prima volta, è probabile che qualcosa non abbia funzionato.

Il RAMSES ha avuto grande successo in Polonia, alla presentazione c'erano molti giornalisti. Qui, Toufic el Asmar, coordinatore del progetto RAMSES, mentre viene intervistato dalla TV nazionale polacca alla Krukowiak. In Polonia, il RAMSES avrebbe qualche problema a essere alimentato da pannelli fotovoltaici, ma potrebbe usare energia eolica.

Qui siamo a Varsavia, alla IBMER (istituto di ricerca per la meccanizzazione e l'elettrificazione agricola). Anche la IBMER è un retaggio dell'enfasi che si dava alla meccanizzazione agricola in tempi sovietici. Oggi sono più interessati alla sostenibilità in agricoltura e, da quello che ho potuto vedere, stanno facendo un ottimo lavoro. Qui vediamo il prof. Myzcko, direttore dell'istituto, che fa un discorso di benvenuto ai partners del progetto RAMSES. Notate l'atmosfera un po' formale, tipica dei centri di ricerca dell'est-Europa. Ci sono le bandierine, e il prof Myzcko ci ha parlato in polacco, con un suo collaboratore che traduceva in inglese. Myzcko l'avevo incontrato in precedenza e mi era parso un po' scettico sull'idea di un trattore elettrico. Mi era parso molto più interessato ai biocombustibili. Ma stavolta, visti i risultati del RAMSES, mi è parso molto impressionato e forse ha cambiato idea.

Tanto per far vedere che alla riunione c'era anche il modesto sottoscritto: ecco Ugo Bardi impegnato a scrivere le minute. L'impegno si vede anche dalle molteplici lenti inforcate nell'occasione

Varsavia è una città che da un'impressione molto positiva. Sembra un posto vivibile, con i suoi tram che la percorrono un po' ovunque.

Una scena del quartiere vicino all'IBMER.

Questa è presa vicino alla stazione centrale. Gente che aspetta di attraversare la strada.

Qui, due signore vendono abbigliamento su una bancarella all'aperto. L'impressione generale, anche dalle due foto precedenti, è che la gente non sia certamente ricca, ma si arrangiano come possono; in generale in modo dignitoso.

Varsavia ha anche un distretto finanziario; con gli adeguati grattaceli tipici di ogni distretto finanziario in ogni grande città. Mi diceva un mio amico polacco, un economista che vive negli Stati Uniti, che il crollo dell'economia sovietica si è ripercosso sulla Polonia con la creazione di una nuova classe di super-ricchi e l'incremento generalizzato delle distanze sociali. Il mio amico dice anche che non sopporta più gli Stati Uniti e che vuole tornare in Polonia e mettere su una fattoria. Non gli posso dare tutti i torti.

In effetti, tutte queste superbanche sembrano un po' delle astronavi aliene atterrate per caso a Varsavia. Qui, la pubblicità di una di queste superbanche contrasta con la realtà della vita di tutti i giorni. Il mondo della finanza si rivela il "mondo di rugiada" di cui parlavano i poeti giapponesi.

Per finire, una foto che vi fa vedere com'è strana (dal nostro punto di vista) la lingua polacca. E' anche un po' di cronaca da quei "non luoghi" che sono gli alberghi, dove i viaggiatori si aggirano con aria spettrale. Qui, un'illustrazione di un meme che si è diffuso un po' ovunque negli alberghi e che vuole che maneggiando gli asciugamani della camera uno possa, in qualche modo, "prendersi cura della terra". Un classico esempio di quel "pensiero debole" tipico di un ambientalismo antiquato e inefficace che vuole che basti qualche doppio vetro e qualche lampadina a basso consumo per risolvere i problemi che abbiamo. Se vogliamo, questo pensiero debole è l'esatto opposto del "pensiero RAMSES" che è una soluzione radicale a un problema grave. Chissà che il RAMSES non generi qualche meme equivalente?