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mercoledì, aprile 09, 2008

Chi ha paura dello sparviero


Il titolo riprende un gioco collettivo per bambini, in cui un gruppetto di "cattivi" che si tengono per mano (lo "sparviero", appunto) si lancia contro un grande gruppo di altri giocatori, con lo scopo di "catturarne" il maggior numero possibile.

Man mano che il gioco evolve, lo sparviero si ingigantisce, integrando i catturati, e diventa così sempre più difficile sfuggirgli nella traversata del campetto di gioco.

Pur nella sua semplicità, questo gioco racchiude una certa componente di complessità. I singoli cercano di raggiungere il loro scopo con le proprie doti fisiche, ma esiste anche un forte contributo di interazione con decine di altri giocatori, per cui ci si urta in modo imprevedibile, si inciampa, si cade ... in una parola, è la " (s) fortuna ". Ad essa ci si affida quando le cose di mettono male... e si procede con il classico "io speriamo che me la cavo".

Nelle dinamiche economiche mondiali, pare che ci sia lo stesso approccio. I giornali economici titolano che la recessione è vicina, è peggio di quella del '29, anzi no, ne stiamo uscendo, teniamo duro ancora un annetto e poi si respirerà etc. etc.
"Esperti" e "manager", uno dietro l'altro, ognuno ha una sua storia da raccontare. Che, sfortunatamente, non è mai radicata in cause profonde, ma è spesso costruita su ragionamenti superficiali che si guardano bene dal mettere in discussione i paradigmi costituiti.

Ma se l'apparenza è psicologica, la realtà è termodinamica. E la realtà quella che stiamo osservando in queste settimane è ben più dura di quella che viene passata dai media.

Per chi ha presente cosa vuol dire essere immersi in un sistema che ha sempre più fame di Energia e di Materie Prime, e che nel contempo ne può offrire sempre meno, questo significa alcune cose. Chi soffrirà (e sta soffrendo) maggiormente la crisi energetica? Io credo, essenzialmente, gli Stati che hanno i consumi massimi (USA, Giappone) e quelli che hanno i consumi minimi (paesi africani e terzo mondo in generale).
Per i Paesi basati sull'iperconsumo di risorse fossili, una diminuzione della crescita può significare un aumento significativo del tasso di disoccupazione. Cioè, "basta poco per rompere l'incantesimo". Il che significa recessione.
Per i paesi arretrati, si osserva un sempre minore accesso alle risorse di base (acqua, cibo) e un ridotto flusso di aiuti internazionali.

I Paesi "di mezzo", quali ad esempio quelli dell'Europa, probabilmente incasseranno meglio, ma attenzione, si tratta solo di un differimento. Quando ci sono problemi di questa portata lo spazio e il tempo diventano molto, molto relativi. Fenomeni come disordini etnici, problemi sanitari di massa, migrazioni sono ottimi conduttori, quando non veri e propri amplificatori, al limite generatori di ulteriori tensioni.

Mi piace pensare all'Europa come una realtà che possa davvero fare qualcosa in queste situazioni limite. Che possa intensificare il lavoro che sarebbe dovuto iniziare con Kennedy, Mattei, M.L King. La condizione energetica e climatica è più difficile, il tempo è poco, ma ce la possiamo fare.





[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@gmail.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

mercoledì, marzo 12, 2008

Là, dove osano gli speculatori


Negli ecosistemi e nel nostro immaginario, i picchi naturali (cioè le grandi vette, non i grafici cui siamo abituati noi!) sono dominati dalle aquile. Lì fanno i loro nidi, e da lì prendono il volo per esplorare il paesaggio sottostante, e lanciarsi in picchiata alla vista di una preda.

Gli speculatori finanziari per certi versi sono simili ad aquile. Devono avere vista acuta, coordinazione, tempismo. Non devono aver paura di far male ad altri soggetti più deboli, e nemmeno di farsi male.
Ora, facciamo un breve flash sulla situazione economica mondiale
- rincari delle materie prime, in particolare energetiche (petrolio a 110$ al barile)
- inflazione generalizzata: alimentari in primis
- contrazione industriale: praticamente tutte le multinazionali hanno piani di riduzione del 10% nei prossimi 3 anni (stabilimenti occidentali)
E'ormai sotto gli occhi di tutti, tranne forse di qualche irriducibile ottimista, che la recessione sia una realtà. Lo stesso sud est asiatico, la famigerata "tigre" sta mostrando dei limiti nella crescita, contraddicendo i dogmi degli analisti economici.
Tornando a bomba: è davvero possibile che gli aumenti dei prezzi siano legati in modo prevalente a fenomeni speculativi? Magari, agganciati a situazioni imponderabili, ben leggere "crisi geopolitiche", "investimenti pigri", "calamità" eccetera?
Queste ipotetiche azioni speculative stanno mettendo in ginocchio il mito della crescita neoclassica, nè le Banche Centrali nè gli Stati possono bloccare l'azione di un "branco di sciacalli"?

Sarò un inguaribile sospettoso, ma è come se leggi ben più potenti di quella della domanda & offerta e controeffetti che oscurano le cure a base di iniezioni di liquidità stiano facendo sentire la loro voce ...



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venerdì, dicembre 28, 2007

BAUguri ...



Recentemente ho avuto occasione di recuperare questo augurio di fine anno del Comitato Esecutivo di una grande azienda multinazionale, di cui non riporto il nome.


Personalmente non sono "contro" l'esistenza di grandi aziende localizzate in tutti i continenti; tuttavia, alla luce degli scenari energetici e climatici, potrebbe essere necessario rivisitare pesantemente alcuni fondamentali. Cito a titolo di esempio gli assiomi della Crescita Infinita e quello del Trasporto Facile. L'attuale apparato si basa su questi per autosostentarsi; se una Realtà più profonda dovesse dimostrarne con i fatti l'incompletezza, cosa ne sarà del Sistema?


Nel messaggio, riportato in blu più sotto, emergono alcune idee chiave:


- necessità di crescita industriale
- competitività sempre più spinta
- volatilità dei mercati finanziari
- rincari delle Materie Prime


Purtroppo non viene fornita alcuna possibile spiegazione. I dati di fatto sono questi, di qui in poi bisogna solo agire di conseguenza.


La risposta della dirigenza al problema segue in pieno la logica BAU. BAU è un acronimo inglese, sempre più celebre, che significa "Business As Usual". Me ne viene in mente un altro, sempre sull'onomatopeico, ma più all'italiana: ARF (Accaparrare Risorse Fossili).


I competitori industriali, in effetti, sono simili a cuccioli. Perseverano in quello che sanno fare meglio: divorare tutto il cibo disponibile, ognuno per sè, più in fretta che si può, per non farselo sottrarre dai propri simili. In attesa, forse, di un padroncino che dia qualche regola.




Auguriamo un felicissimo anno nuovo a voi, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari.

Il 2007 è stato senza dubbio un anno di crescita per ###.

Abbiamo approfittato della stabilità dei prezzi delle materie prime e della buona salute di alcuni mercati per ricominciare la nostra crescita e migliorare i nostri risultati.
###, più forte e meglio armata, affronta così questo nuovo anno. Come vediamo il 2008?Sull’economia mondiale regna una grande incertezza: crisi finanziaria, bruschi sbalzi dei tassi di cambio, aumenti del prezzo del carburante e di molti altri prodotti di base.

D’altronde è evidente che la concorrenza, che vediamo obiettivamente rinforzarsi da qualche anno, sarà più presente e più pressante nel 2008. Coscienti di questa realtà, siamo maggiormente in grado di risponderle. Poiché ### ha la capacità di affrontare e rafforzare la propria leadership. Dovete tutti esserne convinti.
Ma tutto ciò richiede a ciascuno di noi l’esigente ricerca di continui progressi: progressi nella riduzione dei costi, progressi nel miglioramento della nostra produttività per ridurre il nostro ritardo, progressi nella velocità di introduzione sul mercato e nella commercializzazione di nuovi prodotti e servizi, progressi nell’efficacia delle nostre azioni individuali o collettive. Questa esigenza di continuo progresso deve conciliarsi con il rispetto dei nostri valori fondamentali.

Continueremo, così, i nostri sforzi, in particolare negli stabilimenti, per rafforzare la sicurezza e migliorare l’ergonomia. Inoltre, ci attiveremo affinché ### offra a ciascuno di voi prospettive di sviluppo ed utilizzi al meglio il talento di ognuno. Ma, prima di tutto, il successo di ### sarà completo soltanto se condivideremo, a livello mondiale, una visione comune del contributo di ciascuno agli obiettivi del Gruppo e questo in qualunque paese si svolga la propria attività o il proprio mestiere.

Abbiamo piena fiducia in ognuno di voi per raccogliere questa sfida.

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