Dall'inizio
della Rivoluzione Industriale, abbiamo assistito ad una crescita impressionante
e costante nella scala dei consumi di energia della civiltà umana. Se si
rappresentano graficamente i dati dell'Energy Information Agency americana sull'uso
dell'energia dal 1650, negli Stati Uniti (1635-1945, 1949-2009, includendo legno, biomasse,
combustibili fossili, idroelettrico, nucleare, ecc.), si osserva una crescita
secondo una curva notevolmente stabile, caratterizzata da un tasso di crescita
annuo del 2,9% (si veda la figura). E' importante capire quale curva seguirà in
futuro la crescita dell'energia, perché i governi e le organizzazioni di tutto
il mondo formulano ipotesi in base alla previsione che il trend di crescita
continuerà come ha fatto per secoli e uno sguardo alla figura suggerisce che
questo sia un presupposto del tutto ragionevole. (Si veda questo
aggiornamento
per i dettagli.)
Il blog di ASPO-Italia, sezione italiana dell'associazione internazionale per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO)
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lunedì, giugno 18, 2012
Energia su scala galattica
Posted by
lou del bello
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crescita,
energia solare,
nucleare,
termodinamica
domenica, giugno 08, 2008
I bilanci economici non ci salveranno
Posted by
Frank Galvagno

Non passa giorno in cui tg & giornali non parlino della cosidetta "crisi" serpeggiante: petrolio a 140 $ / barile, proteste di pescatori e trasportatori, aumento medio del costo della vita di 1.200 € / anno... I tentativi di spiegazione, maldestri secondo me, si rifanno ai termini speculazione, scarsità di investimenti, "fondamentali dell'economia" mal applicati eccetera.
Ogni tanto qualcuno osa di più, e parla di crisi strutturale piuttosto che di depressione temporanea (caso degli amministratori delegati di alcune multinazionali) e di grossi problemi legati agli approvvigionamenti energetici (Giorgio Napolitano 04 giugno 2008, La Stampa).
La tentazione generale di risolvere con strumenti economico-finanziari problemi che hanno in realtà radici e strutture nella chimica-fisica delle risorse fossili è però molto forte. Si dice che per tamponare (tamponare !) l'acuirsi della fame nel mondo la FAO cerchi di stanziare cifre come 10 miliardi di $, dichiarando che ne servirebbero comunque 30.
Ora, pensare di risolvere queste cose spostando "cifre" equivale a sentirsi appagati contemplando la stanza da letto in ordine, evitando accuratamente di aprire armadi e cassettiere che, ahiloro, stanno sopportando pressioni da autoclave e rischiano di proiettare ogni sorta di oggetti da un momento all'altro.
Le disponibilità finanziarie altro non sono se non riserve matematiche, "potenziali aritmetici" virtuali, crediti di accesso all'uso delle risorse. Più hai soldi, più puoi (puoi, non devi) vivere il 2° principio della termodinamica ad alta velocità. Punto. [faccio qui astrazione del concetto di indebitamento, che consente di procedere con il consumismo ad ampio raggio, differendo nel tempo i pagamenti]
Le soluzioni, seppur con i loro limiti, non mancano, ma implicano paradigmi per lo più riservati agli addetti ai lavori o semplicemente troppo distanti dalla cultura dominante: rinnovabilità, abolizione del concetto di "rifiuto", ripensamento delle infrastrutture e dei trasporti, equilibri demografico-migratori.
Oggettivamente, i sistemi mondiali stanno inviando ora più che mai dei feedback, "fortunatamente" negativi (cioè, tendenti a stabilizzare il sistema, paradossalmente): contrazione industriale, riduzione dei consumi, abbandono progressivo dell'usa e getta.
La speranza che voglio avere e condividere con chi legge è che non si tratti di sintomi tardivi.
[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@gmail.com. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]
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