sabato, ottobre 11, 2008

RAMSES in Polonia


La Polonia vista dall'aereo in atterraggio a Varsavia. Il paesaggio è molto verde, con estese zone forestate. Non si vede quasi traccia degli shopping center e dei capannoni industriali che invece sono comuni dalle nostre parti.



Le vicissitudini della vita mi hanno portato in questi giorni in Polonia per via del progetto RAMSES, il veicolo agricolo a energia rinnovabile. Scusandomi per aver personalmente sprecato un buon mezzo barile di petrolio in forma di carburante per aerei in questo viaggio, vi passo qualche immagine e qualche commento. La prima parte riguarda il viaggio che abbiamo fatto a Kujawski, a visitare la ditta di macchine agricole Krukowiak, che completerà il prototipo. Poi vi faccio vedere anche qualche immagine di Varsavia.



Visto da terra, il paesaggio polacco conferma l'impressione che uno si può fare dall'aereo. Questa è una zona rurale a ovest di Varsavia, fotografata dall'autobus in viaggio per Kujawsky. Una volta, la Polonia era l'"impero della Patata" e le patate si esportavano più che altro in Unione Sovietica. Oggi, ho visto che si coltivano più che altro ortaggi per il mercato globale. L'agricoltura polacca, sembrerebbe, è quasi pronta per la de-globalizzazione.




Come molti paesi dell'area ex-Sovietica, la Polonia ha ereditato una buona rete ferroviaria che funziona ancora molto bene. In un viaggio precedente, sono andato da Varsavia a Poznan in treno e vi posso confermare la buona qualità dei treni polacchi.



Il paesaggio rurale in Polonia ricorda molto la Pianura Padana, ma senza le autostrade e i centri commerciali.




Di energia rinnovabile, si vede molto poco nella campagna polacca. Non è un'area molto adatta per il fotovoltaico, ma qualche generatore eolico c'è.




Eccoci alla Krukowiak, fabbrica di trattori e macchinario agricolo in un luogo sperduto chiamato Kujawski. I trattori sono un elemento tipico del concetto di agricoltura ereditato dai tempi sovietici.




La Krukoviak è specializzata più che altro in macchine per l'irrigazione; alcune gigantesche, come quella che vedete.


Anche se molto più piccolo dei giganti fatti da Krukowiak, il nostro trattorino elettrico RAMSES, (eccolo appena arrivato dall'Italia), ha suscitato grande interesse.



Qui vediamo Ayman Ghamoh, uno dei nostri partner dalla Giordania, alla guidadel prototipo RAMSES. In paesi soleggiati come lo sono quelli del Medio Oriente, c'è un enorme interesse in un sistema di trasporto agricolo completamente solare. A proposito di questa foto, va detto che una delle schede elettroniche del trattorino è stata danneggiata durante il trasporto, per cui l'arnese non si è potuto muovere in questa occasione. Succede; presumo del resto che anche quando la bicicletta fu presentata in pubblico per la prima volta, è probabile che qualcosa non abbia funzionato.



Il RAMSES ha avuto grande successo in Polonia, alla presentazione c'erano molti giornalisti. Qui, Toufic el Asmar, coordinatore del progetto RAMSES, mentre viene intervistato dalla TV nazionale polacca alla Krukowiak. In Polonia, il RAMSES avrebbe qualche problema a essere alimentato da pannelli fotovoltaici, ma potrebbe usare energia eolica.



Qui siamo a Varsavia, alla IBMER (istituto di ricerca per la meccanizzazione e l'elettrificazione agricola). Anche la IBMER è un retaggio dell'enfasi che si dava alla meccanizzazione agricola in tempi sovietici. Oggi sono più interessati alla sostenibilità in agricoltura e, da quello che ho potuto vedere, stanno facendo un ottimo lavoro. Qui vediamo il prof. Myzcko, direttore dell'istituto, che fa un discorso di benvenuto ai partners del progetto RAMSES. Notate l'atmosfera un po' formale, tipica dei centri di ricerca dell'est-Europa. Ci sono le bandierine, e il prof Myzcko ci ha parlato in polacco, con un suo collaboratore che traduceva in inglese. Myzcko l'avevo incontrato in precedenza e mi era parso un po' scettico sull'idea di un trattore elettrico. Mi era parso molto più interessato ai biocombustibili. Ma stavolta, visti i risultati del RAMSES, mi è parso molto impressionato e forse ha cambiato idea.



Tanto per far vedere che alla riunione c'era anche il modesto sottoscritto: ecco Ugo Bardi impegnato a scrivere le minute. L'impegno si vede anche dalle molteplici lenti inforcate nell'occasione



Varsavia è una città che da un'impressione molto positiva. Sembra un posto vivibile, con i suoi tram che la percorrono un po' ovunque.



Una scena del quartiere vicino all'IBMER.



Questa è presa vicino alla stazione centrale. Gente che aspetta di attraversare la strada.




Qui, due signore vendono abbigliamento su una bancarella all'aperto. L'impressione generale, anche dalle due foto precedenti, è che la gente non sia certamente ricca, ma si arrangiano come possono; in generale in modo dignitoso.




Varsavia ha anche un distretto finanziario; con gli adeguati grattaceli tipici di ogni distretto finanziario in ogni grande città. Mi diceva un mio amico polacco, un economista che vive negli Stati Uniti, che il crollo dell'economia sovietica si è ripercosso sulla Polonia con la creazione di una nuova classe di super-ricchi e l'incremento generalizzato delle distanze sociali. Il mio amico dice anche che non sopporta più gli Stati Uniti e che vuole tornare in Polonia e mettere su una fattoria. Non gli posso dare tutti i torti.



In effetti, tutte queste superbanche sembrano un po' delle astronavi aliene atterrate per caso a Varsavia. Qui, la pubblicità di una di queste superbanche contrasta con la realtà della vita di tutti i giorni. Il mondo della finanza si rivela il "mondo di rugiada" di cui parlavano i poeti giapponesi.



Per finire, una foto che vi fa vedere com'è strana (dal nostro punto di vista) la lingua polacca. E' anche un po' di cronaca da quei "non luoghi" che sono gli alberghi, dove i viaggiatori si aggirano con aria spettrale. Qui, un'illustrazione di un meme che si è diffuso un po' ovunque negli alberghi e che vuole che maneggiando gli asciugamani della camera uno possa, in qualche modo, "prendersi cura della terra". Un classico esempio di quel "pensiero debole" tipico di un ambientalismo antiquato e inefficace che vuole che basti qualche doppio vetro e qualche lampadina a basso consumo per risolvere i problemi che abbiamo. Se vogliamo, questo pensiero debole è l'esatto opposto del "pensiero RAMSES" che è una soluzione radicale a un problema grave. Chissà che il RAMSES non generi qualche meme equivalente?

10 commenti:

Stjopa70 ha detto...

Iniziativa lodevole... Ma perchè dire alla fine che i doppi vetri e le lampadine a basso consumo sono inefficaci?
Il risparmio e l'efficienza energetica nell'edilizia sono la prima fonte di energia a cui si può attingere nel breve termine e sono attuabili ben prima del trasporto elettrico (ovvero già da adesso).
Altro che pensiero debole!

Mario ha detto...

Secondo me il prossimo Ramses, metti, Nefertiti, potrebbe essere un peschereccio da piccolo cabotaggio da scogliera mediterraneo, tramagli, nasse, palamiti georeferenziati
Già ci toccherà il 1929, almeno ogni tanto il cacciucco con la murena

mauriziodaniello ha detto...

@Stjopa70

Forse (sono uno che è stato nei Pesi dell'Est) è perchè la maggior parte dei palazzi e abitazioni sono stati costruiti come le nostre abitazioni negli anni 70' ovvero poco adatte come muri e altro per il risparmio energetico. Altra considerazione è che in quei posti si dice "basta poco" e quel poco si spera che renda tanto.

Ciao

Gianni ha detto...

Complimenti Toufic e Prof. Bardi! Speriamo di vederli in azione in Italia al più presto!
Salutoni
Gianni Brianese

Anonimo ha detto...

Le lampadine a basso consumo sembrano davvero avere degli inconvenienti - sia per la tossicità nel riciclaggio che per le onde elettromagnetiche in prossimità.

Personalmente ho passato un soggiorno in Polonia nel 1988 - un anno prima del crollo del muro e in seguito nel 1990 - qualche mese dopo.
E un paese molto particolari in quel panorama di Socialismo Reale del passato. Ero a contatto con artisti e intellettuali polacchi e il panorama era molto vivace. (avevo un invito all'Accademia di Kattovice dove ho fatto una mostra)
Oggi più che mai confronti con una generazione che ha vissuto il prima e dopo penso sia immensamente interessante. Ci riflette anche qualche volta sul fatto che la Merkel è cresciuta nella DDR e la sua formazione mentale in conseguenza come base in una situazione di così importanti decisoni da prendere - molto diverso dai polacchi che come spirito percepivo molto più vicino alla mentalità italiana - e in per certi versi più trasgressivi ma anche creativi. Dalle foto vedo che non è cambiato così tanto come invece nella Ex-Germania Orientale.

Saluti Maria

I polacchi si sono impegnati anche con una tecnologia di Joseph Longo , il convertitore al plasma nell' ambito smaltimento rifiuti(polacchi e cinesi avevano comprato degli impianti).
Avevo colta la notizia - ma di questa invenzione che suonava formidabile non ho più notizie...

Saluti Maria

Toufic ha detto...

La Polonia mi ha affascinato per due fattori, a mio parere, fondamentali:
- Ordine, e
- Pulizia
Non c'è dubbio che niente è perfetto e non esistono Paesi perfetti ma Varsawia, i suoi dintorni, Kujawski, la campania stessa, le foreste, ... sono tenuti in modo eccellente. Ogni tanto vedevo dei lavori (rifacimento segnaletica, asfaltature, lavori stradali vari, costruzioni di case tipicamente dell'Est, ...) e mi sono sempre chiesto da dove provengono i soldi, se la Polonia avrebbe risentito della crisi del Petrolio e/o della crisi economica ...

I Polacchi mi sono sembrati persone serene, tranquille, efficienti ... sarà anche stato il socialismo o il comunismo ma, secondo me, è sopratutto una questione Culturale: "I Polacchi hanno una grande cultura" e in questo caso non intendo soltanto la poesia, l'arte e le scienze, ma soprattutto una cultura sociale basata sul rispetto.

Saluti

Toufic

Anonimo ha detto...

Lo vedrei bene a fare agricoltura bio

Anonimo ha detto...

Ma non sarai partito con un po' troppi pregiudizi su questo paese? Cavolo come vedi tutto negativo. Ogni cosa, anche se buona, la rimandi sempre al pensiero che "si, però..." comunque

Anonimo ha detto...

...comunque ti consiglio di guardare meglio un paese la prossima volta che vai da qualche parte, con gli occhi un po' meno da italiano medio... e questa non è un'offesa, è, putroppo, una costatazione.

Giacomo ha detto...

p.s. io ero anche peggio di così, ma viaggiando ho visto tante realtà e mi son caduti tanti pregiudizi stupidi che avevvo, neanche io sapevo bene perchè... scusa i miei commenti, non prenderli come un rimprovero... ; )