sabato, ottobre 04, 2008

I picchi energetici creano razzismo?


Mai come in questi giorni l'enfasi dei media sta cadendo su fenomeni razzisti, in Italia, Austria, Europa in generale e anche USA. Chiaramente ci potrà essere dietro del "marketing mediatico" che inflaziona il tutto, tuttavia pare davvero che il fenomeno stia aumentando la sua importanza.

Facciamo un rapido flash nella neuropsichiatria: questa ci insegna che in assenza di problemi particolari quali mitomania, megalomania e analoghi disturbi della personalità il singolo persegue il proprio interesse nel modo più pacifico possibile. Quando subentrano attacchi alla persona, o peggio la miseria e la fame, il tenore di serotonina nel sangue diminuisce e l'aggressività (dunque l'irrazionalità) aumenta in modo inesorabile.
A livello collettivo, l'individuazione di una (o più di una) categoria di "diversi" rappresenta una facile scorciatoia per sfogare questa aggressività legata all'impoverimento. E' una cosa triste, ma le cose sono sostanzialmente sempre andate così da migliaia di anni.

Cerchiamo di accaparrare sempre di più, poi quando vengono meno le risorse di base ci facciamo la guerra per mantenere ciò che consideriamo "nostro". La cosa viene poi accelerata se ci suddividiamo (tra l'altro, molto primitivamente) in fazioni, razze, religioni. Nel frattempo si picca. E se le cose vanno particolarmente male, si collassa: notoriamente, le guerre non hanno mai rallentato il flusso dell'entropia... semmai il contrario.


In un recente post, il prof. Ugo Bardi ha citato le profonde connessioni tra il picco del carbone nelle più potenti nazioni europee, la depressione economica degli anni '30, e la seconda guerra mondiale.

6 commenti:

Francesco ha detto...

Vero, specie in uno stato di NON diritto come il nostro, dove la giustizia e la legge NON sono uguali per tutti.
Quando un cittadino italiano che lavora, paga TUTTE le tasse e fatica ad arrivare a fine mese vede certe scene, non sa cosa pensare o come reagire e cade nel razzismo.
Le scene in questione sono:
- stranieri che tentano di entranti in casa
- stranieri che fischiano a tua moglie che gira per strada da sola
- stranieri in affito, figli a carico, mogli casalinga e affitto da pagare che girano in mercedes alla faccia della tua punto
- stranieri che in condominio si comportano come vandali straffottendosene di ogni cosa
- stranieri a cui il comune da la casa oppure i contributi (e tu li vedi girare in mercedes..).
Ecco, quando un cittadino vede queste scene non sa cosa pensare.
In tempi di vacche grasse il cittadino se ne frega e al limite si compra anche lui la mercedes, ma in tempi di vacche magre...
Il cittadino non capisce e usa lo straniero come capro espiatorio dei suoi mali (la seconda guerra mondiale insegna).

Anonimo ha detto...

e' vero che quando la torta si restringe si litiga piu' facilmente, ma e' anche vero che quando i costumi e gli usi di un posto vengono stravolti da una massa consistente di nuovi venuti chi c'era prima non sta calmo a guardare. la verita' sta nel mezzo.

roberto de falco

Anonimo ha detto...

Distinguerei con estrema precisione tra razzismo ed intolleranza, tra razza e cultura, ovvero tra tratti somatici e costumi (costumi magari oggettivamente incompatibili).

Ogni termine porta con sé significati primari ben precisi e attiva per default intere catene di significati secondari.

Razzismo e intolleranza non sono la stessa cosa, anche se chi ha in mano la comunicazione cerca con ogni mezzo di farci credere il contrario. Plasmare il linguaggio per plasmare le idee è una pessima pratica molto gradita oggidì. Non caschiamoci.

Frank Galvagno ha detto...

Peak Oil: se lo subiamo

l'immigrazione è destinata a diventare sempre più incontrollata e intolleranza e razzismo cresceranno in modo altrettanto incontrollato, con conseguenze facili da immaginare

Peak Oil: se lo gestiamo

l'immigrazione non sarà più lasciata a se stessa. Attueremo finalmente quello che avremmo dovuto fare 40 anni fa, cioè "livellare" le differenze tra nord e sud del mondo. L'unica via è affrancarci dalla schiavitù dei fossili (cioè, giacimenti e miniere, che giovano molto a pochi, accontentano molti, sono vietati a moltissimi)

Pierre ha detto...

i topi in condizioni di sovraffollamento diventano cattivissimi con chi non appartiene ad una cerchia ristretta. noi siamo dei topi un po' evoluti, ma mica tanto.

gianluca ha detto...

trovo abbastanza pelose le distinzioni tra intolleranza e razzismo. altrettanto fastidio mi danno i luoghi comuni sugli stranieri che "fanno come gli pare". sopratutto perchè questi luoghi comuni sono SEMPRE applicati a viene dai paesi del "sottosviluppo2 e MAI ad americani o svizzeri (non sono extracomunitari anche loro?). in un paese in cui viene ucciso un ragazzo a sprangate al grido di sporco negro, mi fa ribrezzo e paura chi ancora si perita di operare distinguo tra "intolleranza" e "razzismo"...