In un articolo precedente avevo evidenziato con soddisfazione una vistosa tendenza al ribasso delle emissioni di gas serra in Europa e in Italia nel periodo 2004 - 2007. La soddisfazione quasi si trasforma in gaudio analizzando gli ultimi dati disponibili, relativi all’anno 2008, che evidenziano un ulteriore sensibile declino delle emissioni. Come possiamo facilmente osservare nel mio primo grafico, in Italia la caduta delle emissioni continua inesorabile, con una riduzione di altri 11 milioni di tonnellate (dal 2004 al 2008 siamo passati da 574,116 Mton. a 541,48
5 Mton.). Nel secondo grafico relativo all'evoluzione delle emissioni per abitante, la tendenza alla riduzione è ancora più accentuata. Come evidenziato anche in un altro articolo, questa diminuzione è dovuta solo in minima parte a politiche di risparmio energetico ma, prevalentemente, da dinamiche economiche che si sono accentuate nel 2008 con l’esplodere della crisi economica globale. Considerando che nel 2009 si sono verificati gli effetti più negativi sul sistema economico in conseguenza della crisi e che anche nell’anno in corso i segnali di ripresa economica sono molto flebili e controbilanciati da frequenti fenomeni di instabilità economica sul piano internazionale, non è azzardato prevedere che il nostro paese riesca nel 2012 ad avvicinarsi al raggiungimento dell’obiettivo di Kyoto, soprattutto grazie alla decrescita economica.Anche nell’Unione Europea, in particolare nell’Europa dei 15, si rilev
a un’analoga tendenza, ancora più accentuata perché, a differenza dell’Italia, sono state adottate negli ultimi anni efficaci politiche attive volte a ridurre le emissioni di gas serra. Nel grafico allegato all’ultimo Rapporto della Commissione UE, possiamo notare che la rincorsa all’obiettivo di Kyoto si è già sostanzialmente conclusa con quattro anni di anticipo rispetto alla data prevista.Pur non essendo l’oracolo di Delfi, mi avventuro concludendo in una previsione sugli scenari futuri, ipotizzando che gli effetti negativi sulle emissioni legati alla stentata ripresa economica in corso possano essere mitigati del tutto dai residui margini di miglioramento dell’efficienza energetica nei processi industriali e nei trasporti. Dopo il 2012 entreremo decisamente nel territorio irto di insidie del dopo picco petrolifero, ma tra i rischi sicuramente non ci sarà quello di una ripresa delle emissioni di CO2.



