sabato, ottobre 20, 2007

Per chi suona la campana


Ho deciso di mettere nella mia home page di lavoro un link dinamico ad un sito che riporta il prezzo attuale del petrolio. Il link contiene un'applet, un piccolo programma che mostra in un'immagine un grafico dell'andamento dei prezzi negli ultimi giorni, settimane, mesi o anni. In questo modo, ogni mattina quando apro il computer so in tempo reale quel che succede al petrolio. Qui a fianco la situazione di oggi. Siamo un po' scesi rispetto ai 90$/barile di ieri, ma nell'ultimo trimestre siamo cresciuti, con qualche ondulazione, di circa 15$, un aumento del 20%.

Sono un astronomo, e giustamente vi chiederete che cavolo c'entra il petrolio con l'astronomia. In realtà moltissimo, del resto credo che solo le tribù di boscimani della Namibia ormai non c'entrino.
Ma in particolare il mio lavoro riguarda telescopi che vengono costruiti in cima a montagne, se va bene a una cinquantina di km dal più vicino centro abitato, o addirittura in posti come Dome C, un gigantesco altopiano in Antartide. In ogni caso a decine di migliaia di km da qui. Il telescopio più vicino su cui lavoro è in Sardegna, poi si passa alle Canarie, ed infine la piana di Atacama, a 5000 metri di quota. Quest'ultimo è un complesso di 64 radiotelescopi, la cui costruzione sta iniziando ora e che verrà completato nel 2015. Nella figura si vede una rappresentazione di come sarà.

I telescopi sono dei piccoli complessi industriali, con macchinari, centri di calcolo discretamente grossi, e nel mio caso (sono un radioastronomo) aggeggi elettronici che succhiano centinaia di kW per produrre quelle belle immagini colorate che poi si vedono in riviste come "L'Astronomia" o "Focus". Naturalmente è difficile portare lì un elettrodotto, per cui spesso il tutto va con generatori Diesel. Gli astronomi lavorano in gruppi, spesso sparsi per il mondo. Il mio gruppo comprende astronmi olandesi, francesi, statunitensi e cileni. Certo, nell'era di Internet ci si può mandare progetti in rete, fare teleconferenze, ecc. ma gli astronomi spesso sono "frequent flyer" di qualche compagnia arerea. Oggi, con i tagli alla ricerca, spesso sono abituee di qualche compagnia low cost.

Morale: che ne sarà dell'astronomia post picco? E soprattutto tra quanto questo succederà? Vedrò il mio telescopio realizzato? Se lo sarà, ci saranno ancora aerei a costi ragionevoli per arrivarci? Se no, come faranno gli astronomi ad utilizzarlo? E il generatore che lo alimenta avrà combustibile per funzionare? Forse sì, se si dota di un generatore fotovoltaico (da qualche MWp, in fondo un costo non spaventoso per un progetto di questo tipo) ed opera in modo rigorosamente di "remote observing" (usare i telescopi da casa, tramite Internet).

In altre parole, il mio lavoro esisterà ancora da qui a 10 anni? E' una domanda che non riguarda solo il mio, di lavoro. Chiunque dipenda da trasporti su lunga distanza, su grosse quantità di energia, vedrà il proprio lavoro cambiare radicalmente, o sparire.

Per questo, ogni mattina, quando accendo il computer, guardo con una certa apprensione il grafico dei prezzi del petrolio...

1 commento:

Arturo ha detto...

Dr. Comoretto,
sono anch'io un appassionato di astronomia, perciò posso capire Le sue apprensioni circa il futuro di questa scienza che accompagna l'uomo quasi dalla sua apparizione sulla Terra. Risposte non ne ho, ma penso che se dovremo ridurre drasticamente il nostro tenore di vita, le lascio immaginare il destino dei siti di ricerca molto remoti.... Tra l'altro, è opinione comune che i voli aerei continueranno ad esistere solo per i super ricchi e per i militari.
Forse ci si può consolare - ma è più una battuta - pensando che se le città sprofonderrero nel buio più completo, almeno si potrà tornare a ammirare lo spettacolo del cielo stellato anche dalle città (per quei pochi che ci saranno rimasti).
Per quanto mi riguarda, sto cercando di "attrezzarmi" in vario modo in vista dei cambiamenti prossimi venturi. Personalmente sono un tipo un pò ansioso, per cui cerco anche di evitare di somatizzare tutta l'ansia che può scaturire nell'immaginare un futuro non proprio sereno...

Stia bene.

arturo.tauro@tesoro.it