martedì, ottobre 16, 2007

Anderà anche bene, disse il rospo....

Vi ricordate l'immagine della rana bollita, quella che Al Gore usa spesso per indicare che tendiamo a reagire poco e male ai cambiamenti graduali? La rana schizza fuori dall'acqua bollente se uno ce la butta dentro di botto, ma si lascia cuocere senza reagire se sta dentro una pentola d'acqua che si scalda gradualmente.

O almeno così si racconta, personalmente non ho mai bollito rane, ne' di brutto ne' gradualmente. Ma, effettivamente, negli ultimi anni ho visto chiaramente l "effetto rana bollita" con gli aumenti del prezzo del petrolio aumentare da circa 20 dollari al barile (quando abbiamo fondato ASPO-Italia, nel 2003) fino ad arrivare - mentre sto scrivendo - a 87.65 dollari al barile.

E' notevole come cambi la percezione di quello che è caro e di quello che non è caro. La prima volta che mi hanno invitato in televisione a parlare di petrolio è stato quando il prezzo era salito a 37 dollari al barile, e a quel tempo sembrava un'enormità. Più tardi, c'è stato un periodo in cui la gente diceva "il petrolio è basso, è sotto i 60 dollari al barile". Ora che è a 87 e più, immagino che se per caso scenderà sotto i 70, la gente dirà che costa poco.

In effetti, sembra che la nostra capacità di reazione a queste cose stia addirittura diminuendo; sembra che siamo veramente bolliti come la rana di Al Gore. Sembra che l'atteggiamento generale sia che, si, è vero che il petrolio è salito a oltre 80 dollari al barile, ma in fondo non sta succedendo niente di grave. Magari dovremo pagare la benzina 1 euro e mezzo al litro invece che 1.3; ma, dopotutto, cosa cambia?

Eh, si; atteggiamento da rana bollita. Ma, in realtà, gli eventi si stanno muovendo così rapidamente che questa povera rana sembra più a friggere in padella che a bollire in una pentola. Il petrolio a ruota libera e il ghiaccio polare che si scioglie a velocità folli, che gli scenari dell'IPCC non erano riusciti neanche a immaginare. In più, in un recente articolo che ho scritto insieme a Marco Pagani, facciamo vedere che tutte le risorse minerali sono in difficoltà; alcune hanno già piccato, altre stanno piccando. Insomma, verrebbe voglia di dire "siamo fritti".

A Firenze c'è un vecchio detto a proposito di aspettarsi qualche cosa di brutto che ti sta arrivando addosso, e non ci puoi fare niente. Vedi caso, è a proposito di un batrace, non proprio una rana, ma un rospo. In fiorentino, dice "Anderà anche bene, diss'i' rospo, ma il contadin gl'affila i'ppalo" Non so se vi è perfettamente chiaro il significato di ogni parola, ma il concetto credo che lo sia certamente.


...

5 commenti:

Mario ha detto...

Sui media, all'aumento del prezzo del petrolio generalmente si danno spiegazioni di tipo politico. Ad esempio, alcuni spiegano gli ultimi aumenti con il rischio di un intervento della Turchia nel Kurdistan irakeno.
Sono plausibili queste spiegazioni o l'aumento è un effetto del picco?

Anonimo ha detto...

...e intanto mia cugina è gravida.

Anonimo ha detto...

...con riferimento alla cugina... Sei mica stato tu?

Anonimo ha detto...

Impossibile, anonimo: mi sono attrezzato in via definitiva. :)
Comunque la tua è stata una bella battuta e mi ha fatto sorridere davvero.

Frank Galvagno ha detto...

@Mario

La mia convinzione è che il picco sia la causa REALE dell'aumento dei prezzi e della volatilità generale.

I media bypassano questa causa oggettiva, e "saltano" subito all'instabilità politica, che altro non è che la conseguenza del picco su un animale egoista quale è l'uomo.

Partendo da questo step, e mascherando quello a monte, è più facile individuare popoli "cattivi" contro i quali una guerra GIUSTA non ci starebbe neanche male.