lunedì, ottobre 22, 2007

ESPLODE IL PICCO! L'ABBIAMO PASSATO NEL 2006


Arriva la notizia-bomba dal gruppo "Energywatch", ripresa stamattina da ANSA e diffusa nella blogosfera per prima dalla mitica Debora Billi. Abbiamo passato il picco l'anno scorso; inizia la discesa verso non sappiamo dove.

Già parecchia gente si era accorta che la produzione del petrolio detto "convenzionale" era in discesa già dal 2006. Ma ASPO e altri osservatori ritenevano che l'aggiunta dei petroli cosiddetti "non-convenzionali" avrebbe potuto prolungare la crescita della produzione fino al 2010 circa, che era la data prevista per il picco di "tutti i liquidi". Invece, l'analisi di EnergyWatch indica che i liquidi non convenzionali non sono stati sufficienti.

L'analisi di EnergyWatch si basa non solo sulle stime geologiche, ma più che altro sull'analisi della produzione passata, un parametro molto più sicuro di quanto non siano le stime delle riserve, notoriamente gonfiate per ragioni politiche. In questo, la metodologia di EnergyWatch è molto più robusta di quella di alcune recenti analisi, per esempio di CERA, che si basano quasi esclusivamente sulle stime delle riserve e che, storicamente, si sono dimostrate del tutto inaffidabili. Tutte le analisi vanno prese come possibilità e non come certezze, ma va anche detto che il lavoro di EnergyWatch da pienamente ragione all'analisi che Ali Morteza Samsam Bakthiari aveva illustrato al primo convegno di ASPO-Italia a Firenze a Marzo di quest'anno.

Sta entrando in funzione, apparentemente, uno dei meccanismi di fondo del modello di Hubbert, ovvero che il prezzo non è l'unico fattore che guida l'estrazione, ma c'è da considerare il costo energetico che aumenta esponenzialmente via via che si esauriscono le risorse facili. Questo fattore è correlato all "ritorno energetico" (EROEI) che è basso per i petroli non convenzionali e sta ora rallentando la produzione di tutti i tipi di risorse minerali; non solo quelle energetiche, come recentemente mostrato da Bardi e Pagani su TOD.

Per inquadrare meglio la notizia, l'Energy Watch Group è un gruppo di scienziati indipendenti di cui fanno parte gli autori di questo rapporto, Werner Zittel e Jorg Schindler. Entrambi sono anche membri di ASPO internazionale e rinomati studiosi di risorse energetiche. Fra le altre cose, sono autori di un recente articolo sulle riserve di carbone, nel quale illustrano come la conclamata abbondanza è soltanto apparente.


Ha commentato Franco Galvagno di ASPO-Italia "Siamo in un mare di guai, però AVEVAMO RAGIONE. Mi sento come un PEDONE INVESTITO SULLE STRISCE"



...

23 commenti:

emiliano ha detto...

prima della mitica Deborah Billi e dell'Ansa ne ha parlato la mitica Maria Piva di Blogeko :-)

emiliano ha detto...

http://www.blogeko.info/index.php/2007/10/18/energie_disponibilita_xxi_secolo_picco

Hydraulics ha detto...

Adesso speriamo che per qualche strana congiuntura non si riesca a superare quel massimo del 2006, cosa in fondo non impossibile: si fa presto a essere additati come Cassandre, e sarebbe un peccato perché il picco è una delle poche cose certe della vita, un po' come le tasse.

Debora ha detto...

Ehm Emiliano, non per fare delle stupide competizioni tra blogger, ma io di picco ne parlo da due anni! :D

E che sia avvenuto nel 2006 ne parliamo da mesi.

Quanto al report di cui sopra, è uscito solo stamattina alle 11... difficile che se ne sapesse qualcosa il 18 ottobre!
:D

Anonimo ha detto...

PS per una volta che una fa lo scooppettino... ;-)

deb

Ugo Bardi ha detto...

Tanto di cappello a Maria Piva; leggo sempre i suoi post sul blogeko!

Nel post segnalato da Emiliano, si riferiva a un post di Paul Chefurka su TOD Canada, dove lui fa delle previsioni molto catastrofiste sulla popolazione. Non è la stessa cosa della segnalazione di Debora del rapporto di stamattina dell'Energy Watch Group.

Non mi metto a fare comparazioni dettagliate, ma fra il prestigio e la competenza dell'EWG e quello di Chefurka c'è un abisso. Comunque, il post di Maria Piva aveva ottimamente centrato lo "spirito" del picco. Tanto di cappello, appunto.

Andrew ha detto...

Scommettiamo che domani nessun telegiornale italiano ne parlerà? In compenso probabilmente ci delizieranno con qualche nuova toilette per cani e gli amori di manuela arcuri....

Frank Galvagno ha detto...

Sono molto deluso per le "sparizioni" degli articoli che si sono verificate nell'ANSA ...

Angelo ha detto...

Sarebbe da tradurlo in italiano (sempre che si possa per i soliti motivi legali) e poi farlo avere a più persone possibile

Mario ha detto...

Se due studiosi (membri dell'Aspo) sostengono la tesi di un picco del petrolio già raggiunto nel 2006, non mi sembra che ci si possano aspettare grossi cambiamenti nella percezione del problema da parte del grande pubblico e da parte di chi prende le decisioni strategiche nel settore energetico.
L'Aspo mi sembra sostenga da anni che il picco è imminente. Da un punto di vista pratico, non cambia molto se c'è stato nel 2006 o se si verificherà nel 2008 o 2010.
Perchè la posizione dell Energy Watch Group dovrebbe cambiare qualcosa? Cosa rende tale posizione così autorevole (rispetto a quella degli altri membri dell'Aspo)?
Coloro che contestano la teoria del picco del petrolio, probabilmente continueranno a farlo.
Se un report del genere fosse arrivato dall'IEA, segnando un cambiamento di rotta di quest'ente, sarebbe stato diverso...

Gianni Comoretto ha detto...

Sono andato a vedere il sito del CERA, occorre leggere tutte le campane. E ho tovato questo:
Why the "Peak Oil" Theory Falls Down -- Myths, Legends, and the Future of Oil Resources (PDF) --- $499.00

Non avendo 500$ da sacrificare alla mia curiosita' ho lasciato perdere. Ma una cosa che si legge nell'anteprima e' che Hubbert ha cannato del 66% la produzione USA del 2005 (liquid lower 48 states). Qualcuno puo' commentare?

Hydraulics ha detto...

Qui si trova l'analisi fatta su The Oil Drum, in particolare al punto 4 si parla del caso degli Stati Uniti. Mi sembra che quelli del CERA abbiano ragione in questo caso anche se in uno dei commenti si specifica che:

The primary purpose of the HL method is to estimate the area of a production rate versus time graph, which is URR, or Qt. The method is much less accurate in predicting the actual production rate at a given point in time. Note that CERA did not comment on Hubbert's prediction for cumulative Lower 48 production. Also note that the farther away one is from the 50% of Qt mark, the less accurate the method is.

Ugo Bardi ha detto...

A proposito di CERA; leggete bene il commento di TOD. CERA trascura completamente il fatto che la proiezione di Hubbert era per i 48 stati meridionali, non per tutti gli Stati Uniti, inclusa l'Alaska. In questi termini, la proiezione ha dato un errore molto minore del 66%

Ugo Bardi ha detto...

Tradurre il sommario di Energy Watch si può fare, e lo si può anche pubblicare dato che è un gruppo non profit. E' un'opera meritoria, se qualcuno ha voglia di impegnarcisi

Hydraulics ha detto...

Se non ho sbagliato i calcoli prendendo i dati dall'EIA, la produzione nel 2005 per gli USA è stata poco meno di 5200000 barili al giorno, e per i lower-48 di 3250000 barili.

Ipotizzando a occhio che il dato sulla curva di Hubbert sia di 2 milioni di barili, l'errore è del 66% sul secondo valore. Non trovo nel post su TOD l'affermazione che quel calcolo del CERA sia sbagliato (e immagino l'avrebbero sottolineato con particolare evidenza).

Ugo Bardi ha detto...

SI, vero, strettamente parlando il calcolo di CERA non è sbagliato - o perlomeno così a occhio non mi sembra. Il punto è che nella figura includono anche l'Alaska, mentre HUbbert dell'Alaska non aveva parlato.

Roberto ha detto...

Ma io nel diagramma a pagina 5 del riassunto di EWG non trovo l'Arabia Saudita. Come si fa a calcolare il picco senza l'Arabia Saudita? Sono orbo o davvero non c'è?

Anonimo ha detto...

Sembra che la situazione irachena sia a una svolta risolutiva per le forze in campo, a favore Usa e della nuova strategia di separazione fra etnie, oltre al ripristino dell'esercito locale ecc.
Si evince anche dalle uscite del fantomatico Bin Ladin di questi giorni, con gli appelli all'unità.

Che il rialzo del petrolio di questi anni abbia scontato anche una componente risarcitoria, un costo del silenzio diciamo, dei paesi arabi affinchè lasciassero perdere i lavori militari? Mah, può prorpio darsi.
Ci fosse pertanto un rasserenamento dello scenario mediorentale il petrolio potrebbe crollare a 40 $ rapido.
Qualcuno invece sarò portato a pensare alla sosituzione del conflitto iracheno con quello iraniano.....non credo e non pesno. Forse agli iraniani adesso fa comodo prolungare il più possibile il caos

Phitio ha detto...

Se davvero il prezzo del petrolio fosse stato pensato per risarcire i costi della guerra, hanno sbagliato i conti alla grande, dato che questi costi stanno andando fuori da ogni controllo.

Semplicemente, si sta stringendo il nodo delle esportazioni nette: i mercati interni dei paesi produttori stanno crescendo, mentre la produzione non sale. Quindi meno petrolio per noi che non lo produciamo. QUindi prezzi stellari. E la situazione peggiorerà

Saluti

Egidio ha detto...

Non ho ancora avuto il tempo di leggere il report di EnergyWatch anche se a prima vista le conclusioni sono molto nette e, per chi non frequenta i "peakoilers", piuttosto scioccanti. Soprattutto colpisce la chiarezza con cui criticano le tranquillizzanti proiezioni IEA.
Conoscevo Zittel e Schindler, avevo letto i loro lavori quando (ormai 8-9 anni fa) mi occupavo di idrogeno. Erano, e mi sembra sono rimasti, degli entusiasti dell'idrogeno; basta guardare il sito del loro istituto Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH http://www.lbst.de e altri siti collegati tipo HyWeb http://www.hydrogen.org/index-e.html.
Seguendo il blog e anche la mailing list Petrolio mi sembra che l'atteggiamento di ASPO Italia verso l'idrogeno sia invece molto più critico (peraltro secondo me più condivisibile). Mi interesserebbe conoscere la vostra opinione sull'H2pensiero del Ludwig-Bölkow-Systemtechnik. In proposito dal loro sito http://www.lbst.de si può scaricare un interessante rapporto "Where will the Energy for Hydrogen Production come from? – Status and Alternatives". Saluti

Ugo Bardi ha detto...

E' vero. L'istituto di Zittel e Schindler è ancora coinvolto con Hyways e la faccenda idrogeno. A proposito di loro due in particolare, quando li ho visti a ASPO-6 il mese scorso, loro di idrogeno non hanno mai parlato e non mi sono sentito di chiedergli di brutto se credevano ancora nell'idrogeno come un combustibile per veicoli. Ho l'impressione che l'istituto abbia ancora dei contratti di ricerca sull'argomento e che non possa - al momento - tirarsi indietro.

Comunque, questo non cambia niente alla validità delle proiezioni di Zittel e Jorgen per il consumo delle risorse fossili.

Anonimo ha detto...

simpatica la billi. alti fanno scoop e post: lei fa copia e incolla e dà la notizia. altri tipo quel franck (?) dicono che lei è un mito. mah...

Anonimo ha detto...

meno male che c'è la Billi,perchè i nostri signori al governo non ci illuminano di niente(infatti la grande compagnia petrolifera Eni è in parte statale legata,cioè al governo).