Dall'introduzione del libro "La Terra Svuotata" di Ugo Bardi, Editori Riuniti, 2011
Il blog di ASPO-Italia, sezione italiana dell'associazione internazionale per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO)
sabato, dicembre 17, 2011
Il libro che ha dato inizio ad ASPO-Italia: La Fine del Petrolio
Dall'introduzione del libro "La Terra Svuotata" di Ugo Bardi, Editori Riuniti, 2011
lunedì, febbraio 07, 2011
ASPO 9 / 27-29 April / invitation

La nona conferenza internazionale di ASPO si terrà il 27/29 Aprile in Brussels, in Belgio. Per informazioni complete, consultate il sito www.aspo9.be. Nel seguito, il testo dell'annuncio in Inglese.
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ASPO Belgium and Peakoil Nederland have the pleasure to invite you to the 9th International Conference of the Association for the Study of Peak Oil and Gas, which will take place 27-29 April 2011 in Brussels, Belgium
with extensions at the European Parliament (early May)
Walloon Parliament (26 April)
Join experts and speakers from around the world to discuss the future of fossil fuels, effects of high oil prices on the economy and agriculture, renewable energy support policies, and many more topics related to ‘European Energy Policy in an era of expensive energy’.
· Philippe Henry - Belgian Minister of Environment, Spatial Planning and Mobility for Wallonia
· Dr. Ir. Jean-Marie Masset - former Total Senior VP Geoscience
· Prof. Dr. Jean-Pascal van Ypersele - Professor at Catholic University of Leuven and Vice-Chair IPCC
· Prof. Dr. Paul Stevens - Chatham House, London
· Dr. Wes Jackson - President of the Land Institute, Kansas, USA
Click here for the Full List of Experts and Speakers
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Register before 15 march to benefit from a 100 euro Early Bird Discount
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I look forward to meeting you in Brussels, Belgium on April 27-29, 2011.
Patrick Brocorens, President ASPO Belgium
Université de Mons - UMONS
Tel. : +32-(0)65.37.38.67; e-mail: patrick.brocorens@umons.ac.be
www.aspo.be

The 9th ASPO Conference is realized with support from:
· Brussels-Capital Region
· The University of Mons
· Wallonia
· Walloon Parliament
martedì, gennaio 25, 2011
Roma: la fine del mondo!
Gli organizzatori del convegno di quest'anno della serie "Il festival della scienza" hanno avuto un certo coraggio a intitolarlo "La fine del mondo: istruzioni per l'uso". Il rischio era di farsi dare di catastrofisti, allarmisti, distruzionisti, disumanisti e chissà che altro. Però, se l'idea è di spettacolarizzare un po' la scienza per renderla interessante per il grande pubblico, allora bisogna un tantino calcare la mano. Il titolo serve per attirare l'attenzione, l'importante è che i contenuti siano corretti.
venerdì, gennaio 21, 2011
Kjell Aleklett - Presidente di ASPO - a Roma Sabato 22 gennaio

Aleklett, parlerà a Roma alle 18 all'auditorium del parco della musica.
Sarà presente anche Ugo Bardi, presidente di ASPO-Italia. Il dibattito
si preannuncia molto interessante, anche visto il titolo della
manifestazione "La Fine del Mondo, istruzioni per l'uso.".
Ulteriori informazioni a:
http://www.auditorium.com/eventi/4987343
Ingresso gratuito.
mercoledì, gennaio 05, 2011
Un contributo ASPO-Italia a una borsa di studio su tematiche correlate a Risorse, Economia e Ambiente
ASPO-Italia ha deciso di contribuire con una modesta somma di Eur 5000 al finanziamento di una borsa di studio per un giovane ricercatore che lavori su tematiche come il consumo delle risorse, lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche, gli effetti ambientali e climatici della combustione dei fossili e simili.
Quindi, invitiamo a inviarci un breve programma di ricerca e CV del proponente (o dei proponenti) sulla base del quale il comitato scientifico di ASPO-Italia deciderà l'assegnazione del contributo. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 15 Febbraio 2011.
La documentazione dovrà essere inviata per posta elettronica al prof. Ugo Bardi dell'Università di Firenze (ugo.bardi - chiocciola - unifi.it). La partecipazione è riservata a persone afferenti (anche in prospettiva) a istituti di ricerca pubblici o privati riconosciuti. E' titolo di preferenza essere soci pregressi di ASPO-Italia. La decisione sull'assegnazione sarà a cura del comitato scientifico di ASPO-Italia.
Ci dispiace di non potere offrire di più, ma le finanze dell'associazione ASPO-Italia sono quelle che sono. Speriamo tuttavia di poter dare un contributo utile a qualcuno che potrà fare in questo modo degli studi interessanti.
Nota aggiunta dopo la pubblicazione: ringraziamo sentitamente Pierino Chirulli che ci ha comunicato che la ditta SERVECO s.r.l. di cui lui è presidente contribuirà con un'ulteriore somma di Eur 2000 a questa borsa di studio.
domenica, ottobre 18, 2009
Il terzo convegno ASPO-Italia a Lucca il 23-24 Ottobre 2009

Quest'anno, il convegno dell'associazione ASPO-Italia si svolge in modo un po' diverso. Farà parte di un convegno più ampio organizzato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca, che ringraziamo per il supporto alle nostre attività.
Abbiamo scelto un formato "leggero" con poche ma buone presentazioni. Per prima cosa, la mattina avremo un incontro con i ragazzi delle scuole, in omaggio al nostro impegno divulgativo. Ci penserà Mirco Rossi a spiegare i concetti di base della nostra visione ai ragazzi. Questo sarà un incontro riservato ai ragazzi, ma se qualcuno vuol venire ad assistere, va bene se c'è posto.
Il convegno vero e proprio comincia il pomeriggio con i saluti di Eugenio Baronti, assessore regionale, che gentilmente ci ha sponsorizzato. Seguirà un breve intervento di Ugo Bardi, che ormai comincia ad essere noto con il soprannome di "prezzemolo" perché c'è dappertutto a parlare sempre di picco. Stavolta dice che il picco c'è stato davvero; vedremo se ha ragione.
Avremo poi un intervento di Debora Billi, la profetessa del petrolio, che appare raramente in pubblico e proprio per questo le sue riflessioni su pane nero e petrolio si prospettano estremamente interessanti
Segue Luca Chiari, dell'università di Trento, con la risposta alla domanda che vi siete sempre posti: ma il picco del petrolio ci potrebbe salvare dal cambiamento climatico? (la risposta è, purtroppo, no, ma vi racconterà lui i dettagli)
Abbiamo poi Luca Pardi, che riprende il suo tema preferito: crescita, economia e sovrappopolazione e per finire Pietro Cambi che ci parlerà di Kitegen e del suo piano diabolico di attaccare un aquilone al suo ormai mitico cinquino elettrico per renderlo addirittura volante.
Il giorno dopo, Sabato mattina, potete assistere al convegno sulla Sostenibilità organizzato dalla Regione Tosana con vari interventi fra i quali anche uno del (prezzemolo) Ugo Bardi.
Per finire, Sabato pomeriggio, prima ci sarà una breve assemblea dei soci ASPO-Italia e poi interventi e discussioni a ruota libera su argomenti a piacere. Questo incontro è riservato a soci e amici.
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Le ASPO-manifestazioni si svolgeranno presso la sala Mario Tobino della Provincia di Lucca, nel palazzo Ducale, Piazza Napoleone.
Il calendario è il seguente:
Venerdi' 23 Ottobre 2009 -
Ore 10-13
Incontro di ASPO-Italia con gli studenti delle scuole superiori
Introduce Ugo Bardi, conduce Mirco Rossi
(questo incontro è riservato agli studenti; altri ospiti possono assistere se c'è posto in sala)
Venerdi 23 Ottobre, ore 15:00-19:00
Convegno ASPO-Italia aperto al pubblico
15:00 – Saluti dell'assessore Eugenio Baronti, regione Toscana
15:15 – 15:30 Ugo Bardi, Presidente di ASPO-Italia. 2009, il primo anno dopo il picco?
15:30 – 16:00 Debora Billi, blog “Petrolio”, Pane nero, l'Italia post peak del 2030
16:00-16:30 Luca Chiari, Università di Trento. Il picco del petrolio ci salverà dal riscaldamento globale?
16:30-17:00 Luca Pardi, associazione “Rientro Dolce”. La fine del paradigma della crescita infinita: di Più non è Meglio.
17:00-17:30 Pietro Cambi, ASPO-Italia, Prospettive dell'eolico di alta quota, il kitegen.
17:30 – 19:00 Dibattito con il pubblico
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Sabato 24 Ottobre 2009
Convegno pubblico organizzato dalla regione Toscana e la provincia di Lucca: LA SOSTENIBILITA’ NEL VIVERE, ABITARE, PRODURRE E CONSUMARE
Ore 9,00 - Inizio dei lavori e saluti istituzionali (amministratori della Provincia e del Comune di Lucca)
ore 9,20 – Pietro Novelli- Responsabile Settore strumenti di valutazione integrata e sviluppo sostenibile Regione Toscana Crisi delle (e nelle) coabitazioni e convivenze ecologiche e soluzioni possibili
ore 9,40 – Giustino Trincia- Segretario generale Consumer’s forum Produttori e consumatori, da "fattori" critici ad attori della sostenibilità
ore 10,00 – Ugo Bardi- Associazione per lo studio del picco del petrolio ASPO-Italia, Università di Firenze Energia e limiti alla crescita
ore 10,20 –Giulio Marcon –Portavoce della campagna Sbilanciamoci!
La democrazia partecipativa per un modello di sviluppo sostenibile ore 10,40- Claudio Martini- Presidente Regione Toscana
Ore 11,00- Presentazione della Carta-Documento di Lucca
(sintesi dei risultati ottenuti e propositi usciti dalla manifestazione)
Sono stati invitati esponenti della Commissione e del Parlamento europeo
Ore 12,00- Conferenza stampa
Buffet organizzato con la partecipazione degli istituti alberghieri e preparato utilizzando prodotti tipici locali e materiali eco-compatibili
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Sabato 24 Ottobre - pomeriggio
dalle ore 14:00. Presso la sala del consiglio provinciale (Palazzo Ducale)
Assemblea dei soci ASPO-Italia. A seguire: discussioni e presentazioni libere (questo incontro è riservato a soci ASPO-Italia e amici, ovvero, su invito di un socio ASPO-Italia)
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Ulteriori note:
- Al convegno di Venerdi' pomeriggio l'ingresso è libero e non c'è bisogno di prenotarsi. La sala del convegno ha una capienza di 180 posti e non dovrebbero esserci problemi di capienza.
- Sempre per Venerdi' pomeriggio, se qualcuno ha la possibilità di fare registrazioni video da pubblicare poi su internet e/o in diretta in streaming, è benvenuto.
- Per la sistemazione alberghiera, abbiamo un elenco di alberghi fornito dalla locale azienda per il turismo. Ci segnalano in particolare l' Hotel Ilaria e il San Luca Palace. Se volete l'elenco completo, chiedetelo nei commenti e ve lo mandiamo per email. Oppure chiedetelo direttamente a ugo.bardi chiocciola unifi.it
martedì, giugno 30, 2009
Alcatraz: il raduno di ASPO e TOD
sabato, aprile 11, 2009
Che cos'è ASPO-Italia?
Approfitto di questo post per prima cosa per fare gli auguri di Pasqua ai lettori del blog. E' una Pasqua un po' triste per via del disastro in Abruzzo; qualcosa che ci ricorda la fragilità di molte creazioni umane e della necessità di pensare a lungo termine. Se non si fa così, si continueranno a costruire edifici che si sfasciano quando c'è un terremoto. Molte altre cose, e non solo edifici, costruite in fretta e male, potrebbero andare a pezzi nel prossimo futuro. Ma è cosa normale e umana costruire guardando soltanto al profitto a breve termine; questa è una cosa sulla quale dovremo fare i conti nel prossimo futuro.Comunque, a sei anni dalla fondazione dell'associazione, pensavo anche che si potesse fare un piccolo bilancio. Non è un anniversario, ma il risultato di una discussione che c'è stata ultimamente nella mailing list interna di ASPO-Italia. Cosa abbiamo fatto? Cosa stiamo facendo? E cosa pensiamo di fare?
In questi anni ASPO-Italia ha acquisito una sua fisionomia e un suo modo di essere che è dovuto, sostanzialmente, alla personalità e al modo di essere del gruppo dei fondatori. Questi sono quasi tutti impegnati in tante altre cose e possono dedicare ad ASPO-Italia solo una frazione del loro tempo. Da qui, la scelta di fare un'associazione "leggera", dedicata quasi esclusivamente alla divulgazione.
Così come si è evoluta, l'associazione non ha finanze degne di nota, ma riesce comunque a tenere insieme due blog, un sito internet, tre gruppi di discussione; tutti in piena attività. Come divulgatori sul web, abbiamo avuto un discreto successo; il nostro blog "risorse, economia e ambiente" appare entro i primi cento blog italiani. L'associazione ha anche un certo prestigio e appare come un punto di riferimento nel web quando si parla di risorse e di energia rinnovabile. C'è poi l'attività di presentazioni pubbliche fatte dai vari soci individuali oppure dall'associazione in quanto tale che, anche quella sta avendo un buon successo. Abbiamo organizzato la conferenza ASPO-Internazionale a Pisa nel 2006 e due conferenze nazionali, una a Firenze, l'altra a Torino. La prossima è programmata a Capannori per Ottobre.
In effetti, i membri di ASPO-Italia sono estremamente attivi. Nel mio piccolo, vi posso dire che siamo reduci, io, Toufic elAsmar e Luca Pardi, da due incontri a Livorno - uno televisivo l'altro pubblico alla libreria "la Gaia Scienza" - dove abbiamo riportato il "verbo aspo" a folle plaudenti. Beh, non proprio folle ma, insomma, alla libreria ci hanno detto che non avevano mai visto tanta gente a un dibattito. E' una cosa interessante e anche bella, ma faticosa. Come conseguenza, mentre scrivo questo post sono reduce da una bella emicrania mattutina con annessa pasticca - di quelle pasticche che mi fanno avere visioni mistiche per il resto della giornata.
Possiamo fare di più? Certamente si. Per esempio, molti dei soci ASPO-Italia sono coinvolti in progetti di ricerca nazionali e internazionali sulle energie rinnovabili o sulla sostenibilità. Quando possibile, citiamo il contributo di ASPO in questi progetti, ma è chiaro che non è compito di ASPO mettersi a fare progetti di ricerca internazionali. Questo è un lavoro che fanno le università, centri di ricerca, o ditte specializzate. Tuttavia, il ruolo di ASPO-Italia nell'aggregare ricercatori che altrimenti non si sarebbero conosciuti è stato preziosissimo. Vorrei citare - fra gli altri - il progetto internazionale RAMSES per l'elettrificazione dell'agricoltura mediante energie rinnovabili, coordinato dal nostro segretario, Toufic El Asmar. Per non parlare dell'idea del cinquino elettrico di Pietro Cambi e di quella del Kitegen di Massimo Ippolito, entrambi fin dall'inizio "adottate" dal gruppo ASPO (il cinquino elettrico, in effetti, è nato all'interno di ASPO-Italia).
C'è poi l'attività più propriamente "politica" e qui, devo dire, comincia il punto dolente. Inizialmente, avevamo pensato ad ASPO come ad un "think tank" capace di influenzare i decisori politici; qualcosa che parlasse, per così dire, "all'orecchio del principe". Questa idea si è rivelata un fallimento totale. L'orecchio del principe è intasato di cerume pluriennale. In sei anni di lavoro, non c'è stato un politico italiano appena sopra il livello di consigliere comunale che abbia citato ASPO o le previsioni ASPO, se non per infamarle (non faccio nomi, ma è successo). Per l'esattezza, non abbiamo trovato nemmeno un consigliere comunale che ci abbia dato retta - forse qualcuno conosce qualche consigliere di quartiere più ricettivo?
Non che ASPO-Internazionale abbia fatto di meglio. A tutti i congressi ASPO internazionali siamo riusciti ad avere qualche politico locale che è venuto a parlare; ma poco di più. A Pisa, è venuto Vittorio Prodi, membro dell'Europarlamento. Una bravissima persona, che però nel suo intervento non ha detto una parola sulle previsioni di ASPO. Non dobbiamo disperare: chissà, forse un giorno il nostro messaggio diventerà parte integrante del manifesto del movimento bakuninista di liberazione dei lavoratori della gomma arabica nel Madagascar meridionale.
Insomma, il messaggio ASPO non passa a livello politico o di mass media. Anzi, il recente abbassamento dei prezzi del petrolio ci ha fatto fare un passo indietro a livello di percezione generale, convincendo il pubblico che tutto era un falso allarme; un effetto della "speculazione" (e la peste di Milano era tutta colpa degli untori). Questo proprio ora in cui ci sono delle evidenze nettissime che il picco sta arrivando o è addirittura già arrivato.
Allora, se il messaggio ASPO non passa, non dovremmo fare di più? Per esempio incontrarsi con i partiti politici, fare più politica, più attivismo o cose del genere? Se nessuno ci da retta, forse dobbiamo urlare più forte?
A mio parere, questo sarebbe un errore clamoroso. Ci sono delle buone ragioni per le quali il messaggio ASPO non passa a livello politico. Non sto qui ad approfondire la faccenda, ma le capite bene da voi se ci pensate sopra un momento. In sostanza, il politico è condannato a poter soltanto reagire, mai prevenire. Dopo il terremoto, il politico guadagna punti mediatici quando esplora le rovine o promulga provvedimenti per la ricostruzione. Ma il lavoro di assicurarsi che le norme antisismiche siano rispettate negli edifici, quello non gli da nessuna visibilità, anzi è una scocciatura.
Parlando di picco del petrolio, ASPO sta subendo in questo momento qualcosa che chiamerei "effetto Giuliani," dal nome della persona che ha sostenuto di aver previsto in anticipo il terremoto dell'Aprile 2009. Non entro qui nella polemica sul fatto che Giuliani sia un ciarlatano o un profeta. Però, la vicenda delle sue previsioni è emblematica della difficoltà di allertare i decisori politici di un possibile disastro imminente. Come ASPO, stiamo prevedendo l'equivalente di un terremoto in arrivo, ma nessuno ci da retta. Insistendo con il mandare messaggi sempre più forti ai politici, il meglio che possiamo ottenere è di salire un gradino i più; ovvero da essere ignorati a essere definiti "imbecilli" e forse denunciati per procurato allarme.
Ma, allora, qual'è lo scopo di ASPO? Non mi prendete per un nichilista, al contrario, io credo che ASPO abbia fatto e stia tuttora facendo un lavoro eccezionale su quello che è il nostro vero target che NON sono i politici o i media. I politici sono soltanto delle figure di facciata: è tutto un circo mediatico la fuori che ci fa una bella rappresentazione ma ci prendono per una certa parte del corpo che non starò a nominare esplicitamente. Sono altri i luoghi dove si prendono le decisioni e si fanno veramente le cose. Vi cito solo un esempio: conosco personalmente Rob Hopkins, il fondatore, insieme a Luise Rooney, del movimento "transition towns." So bene, quindi, quanto il suo pensiero sia stato influenzato da Colin Campbell e da ASPO internazionale. Un Rob Hopkins, da solo, vale di più per cambiare il mondo di tutti i mille parlamentari italiani. Vedete allora che ASPO a qualcosa serve?
Allora, per concludere questa riflessione, diciamo che la mia idea di quello che ASPO-Italia può fare si basa sul concetto ben noto nell'arte militare che si deve attaccare dove il nemico è debole. Mettersi a parlare con i politici vuol dire impegnarsi in un'impresa equivalente a quella di attaccare alla baionetta i nidi di mitragliatrici. Nel nostro caso, invece, dobbiamo comunicare alle persone che sono preparate ad ascoltare e a capire quello che noi possiamo dire. Dobbiamo pensare a raggiungere persone come Rob Hopkins; persone che poi, quando hanno capito il messaggio ASPO, vanno fuori e cambiano il mondo.
Su questo punto, uno dei nostri associati, Mario Ferrandi, ha citato una frase (credo) di Mao Zedong: che da ASPO sboccino cento fiori!
lunedì, febbraio 16, 2009
Nuovo blog di ASPO-Italia: "Nuove Tecnologie Energetiche"

E' nato il nuovo blog della famiglia "ASPO-Italia", nuove tecnologie energetiche.
L'idea nasce dalla lista di discussione con lo stesso nome "nuove tecnologie energetiche". La lista esiste da circa un anno e ha oltre 180 aderenti che includono parecchi esperti di energia rinnovabile. Visto il buon livello della discussione, ci è parso il caso di allargarla e di renderla pubblica con un blog dedicato specificatamente all'argomento. Ci è parso anche di poter alleggerire il blog "Risorse, Economia e Ambiente" che, al momento, si trova un po' ingorgato con troppi argomenti e che così potrà assumere una fisionomia più mirata e specifica.
L'idea con "nuove tecnologie energetiche" è di fare un blog dove si parla di energia, in particolare di energia rinnovabile, a un livello comprensibile da tutti ma comunque in modo rigoroso. Il blog lo pensiamo "aperto" nel senso che valutiamo contributi da chiunque abbia voglia di sottometterceli. Per il momento, mandateli a ugo.bardi@unifi.it; si cercano anche dei volontari che diano una mano a gestire il blog.
martedì, dicembre 23, 2008
La vita dopo il petrolio

E' uscito di recente il libro "La vita dopo il petrolio", curato da Gianluca Ruggieri e Pietro Raitano per l'editore "Altreconomia"
Il libro si presenta come una vera e propria "vetrina di ASPO", per la presenza di un bel gruppetto di autori che sono membri di ASPO-Italia. Fra questi Ugo Bardi, Toufic el Asmar, Marco Pagani, Luca Pardi e Luca Mercalli. Ma anche altri autori sono in qualche modo correlati all'attività di ASPO-Italia, come Sherif El Sebaje, uno dei protagonisti di ASPOItalia-2 a Torino e come Michael Dittmar, che è apparso a ASPO-6 a Cork nel 2007. I curatori sono riusciti anche a inserire un bel numero di personalità internazionali di alto livello come Wolfgang Sachs, James Kunstler, Herman Scheer e altri.
Un libro con così tanti autori può avere un filo conduttore ma, necessariamente, non può essere perfetto in termini di omogeneità e di struttura. Qui, il livello è sempre piuttosto buono, ma qualche occasionale caduta si nota e, per esempio, ho letto con un certo stupore Wolfgang Sachs parlare bene dei biocombustibili, sia pure con cautela. Ma, nel complesso, il messaggio che arriva è forte, chiaro e originale. Per la prima volta, per esempio, si trovano su carta stampata in Italia messaggi come quello dell'esaurimento dei minerali di Marco Pagani e la critica durissima che un esperto nucleare come Michael Dittmar fa all'energia nucleare.
Il messaggio di ASPO (e di ASPO-Italia) a proposito della crisi di disponibilità delle risorse è piuttosto radicale ed emerge molto chiaramente da questo libro. Il primo passo per trovare delle soluzioni è rendersi conto del problema.
mercoledì, ottobre 22, 2008
ASPO-VII a Barcellona - 3
Alla mia presentazione a Barcellona, ho fatto vedere questa foto presa nella Placa de Catalunya il giorno prima. Questo signore, evidentemente, ha trovato un modo creativo per riciclare l'alluminio. Pochi mesi prima, faceva il banchiere da Lehman Brothers.Qualche nota sparsa da ASPO-VII. Un po' come si fa per le olimpiadi, possiamo parlare della presenza italiana al convegno; che è stata abbastanza massiva. Vi ho già raccontato delle presentazioni di Luca Barillaro e di Mario Giampietro. La mia è stata Lunedi' pomeriggio ed è stata sulle riserve minerali mondiali, il lavoro che ho fatto in collaborazione con Marco Pagani e che è pubblicato in gran parte su The Oil Drum. Non è stato facile condensare tutta la questione del futuro delle risorse minerali in venti minuti, ma mi sembra di esserci riuscito. Mi sembra anche che la gente abbia capito cosa ho detto a giudicare dal numero di richieste di contatti e di biglietti da visita che ho avuto dopo aver parlato. Ma, ancora, se per caso organizzate una conferenza nel futuro, ricordatevi che gli speakers hanno bisogno di almeno mezz'ora, possibilmente 45 minuti, per sviluppare un tema seriamente. Con venti minuti, non si fa un favore ne a loro ne all'udienza.
Altre note sparse. di ASPO-Italia erano presenti, oltre a me, Giovanni Marocchi, uno dei fondatori di ASPO-Italia, e Flavia Petrimpol, il nostro membro più nordico (sta a Lugano). Notevole anche la presenza dei ragazzi di "The Oil Drum" che rappresentavano anche ASPO-UK e ASPO-Netherlands.
L'anno prossimo il convegno ASPO si farà molto probabilmente a Denver, USA, insieme al convegno di ASPO-USA. La cosa non mi trova molto daccordo in linea di principio; in un certo senso è una sconfitta per l'anima "Europea" di ASPO. Ma, visto come è andata quest'anno, non c'erano molte alternative.
Credo comunque che dobbiamo cominciare a pensare a nuovi metodi di comunicazione. Io uno l'ho pensato e l'ho proposto: un "joint meeting" informale di ASPO e TOD da farsi a casa di Jean Laherrere nella Francia centrale. Il formato potrebbe essere tipo "bar camp". L'idea è ancora embrionale, ma tutti quelli a cui l'ho detto mi sono parsi entusiasti. Ne riparleremo
martedì, ottobre 21, 2008
ASPO-VII a Barcellona - 2

Si è conclusa oggi pomeriggio ASPO-VII, organizzata da ASPO-Spagna a Barcellona. Dispiace dire che questa conferenza non è stata un successo. Nonostante la qualità delle presentazioni e l'impegno degli organizzatori, l'attenzione del mondo non era in questo momento puntata sul petrolio.
Per la maggior parte della gente, il fatto che i prezzi del petrolio siano crollati da 147 dollari al barile a circa 70 è stata presa come l'indicazione che il petrolio non è più - e forse non era mai stato - un problema. Quasi nessuno si rende conto di come l'abbassamento dei prezzi è proprio l'indice del raggiungimento del picco. Finché i prezzi erano in crescita esponenziale, gli investimenti arrivavano a pioggia e si poteva pensare di mettere in produzione qualsiasi prospettiva, anche le meno probabili. Ma ora, le cose sono cambiate radicalmente. Già l'anno scorso l'IEA riportava che estrarre petrolio offshore in Alaska costava più di 80 dollari al barile. Adesso, chi si va a mettere in imprese difficili e costosissime come le tar sands o il petrolio artico senza essere sicuro che quando arriverà a produrre ne avrà un profitto?
Come ho detto più di una volta, il prezzo più alto è quello che non ti puoi permettere di pagare. Ma la gente già una volta si è dimenticata di quanto siano importanti i picchi di produzione: questo è successo con il picco degli Stati Uniti nel 1970, un evento epocale che ha cambiato il mondo, ma che nessuno conosce, a parte chi si interessa di queste cose.
Così, ASPO-VII non ha lasciato praticamente traccia nei media internazionali. Un vero peccato, che va direttamente in contrasto con il successo di ASPO-USA 2 in Settembre che aveva beneficiato degli aumenti dei prezzi, ancora recenti nella testa della gente. Ma in questo momento, si è visto chiaramente che non c'è interesse sui media sulle nostre tematiche.
In se, il fallimento di ASPO-VII non è cosa grave: le conferenze vanno e vengono ma non cambiano il mondo. Può anche darsi, comunque, che ASPO-VII sia da vedere come un'indicazione che ASPO ha raggiunto il suo picco. La nostra "mission" era di allertare il mondo sull'arrivo del picco del petrolio. Ora che è arrivato (o quasi, cambia poco se arriva l'anno prossimo o fra due anni) non c'è più molto da allertare. Questo è quello che ha sempre detto Colin Campbell, e io sono abbastanza daccordo.
Credo che abbiamo fatto bene il nostro mestiere e abbiamo molto mosso le acque portando la questione del "picco" all'attenzione di molta gente. A questo punto, sarà difficile ignorare la caduta della produzione quando sarà evidente dai dati; cosa che credo avverrà in tempi dell'ordine di qualche anno. Più che altro, tuttavia, abbiamo accumulato una serie di strumenti di analisi e di interpretazione che saranno preziosissimi nell'era del post-picco. Non è più tempo di accapigliarsi sulle riserve; è tempo di pensare a costruire cose nuove. Cosa che, del resto, tutti stiamo facendo.
Quindi, direi che il ruolo di ASPO non solo rimane, ma anche diventa più importante. Però dobbiamo continuare a rinnovarci e a pensare a cose nuove. Lavorare sugli argomenti sui quali abbiamo lavorato vuol dire rendersi conto di come sia importante il cambiamento e come ci prenda sempre di sorpresa. ASPO ha avuto fino ad oggi questa capacità quasi incredibile di prevedere i cambiamenti che si stanno verificando in questo mondo. L'ha avuta per l'originalità del pensiero dei suoi membri fondatori che sono stati capaci di pensare oltre gli schemi. Per continuare con questa capacità, bisogna continuare a pensare oltre gli schemi. Come minimo, per l'anno prossimo dobbiamo pensare a formati di comunicazione diversi. Il formato attuale delle conferenze ASPO è chiaramente obsoleto. D'altra parte, non saremmo ASPO se ci facesse paura cambiare!
Qui, vi passo ora i messaggi che ho mandato alla mailing list dei soci ASPO a caldo, durante la conferenza. Gradualmente, le presentazioni saranno disponibili sul sito di ASPO-VII
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In diretta dal convegno
Ancora qualche nota volante dal congresso ASPO-VII. Oggi ha parlato Colin Campbell. Come sempre, Campbell è a un livello irraggiungibile da noi comuni mortali. Ha il dono sia della semplicità come della profondità e allo stesso tempo riesce a parlarti degli eventi del Giurassico di 100 milioni di anni fa come di quelli ai vertici dell'IEA il mese scorso. Per una mezz'ora, la platea è rimasta affascinata ad ascoltarlo. Secondo Colin, il picco del petrolio totale si sta verificando in questi anni, 2007, 2008 o 2009, poco importa. Quello che importa è che l'attuale produzione corrisponde al lavoro di 22 miliardi di schiavi. Nel prossimo futuro, vedremo un declino che lui stima al 2.7% all'anno. Nel 2030, la produzione di energia mondiale non sarà in grado di supportare molto più di 2 miliardi di persone e questo ci pone qualche piccolo problema dato che siamo 6.6 miliardi. Campbell conclude il suo talk con le parole "buona fortuna".
L'altro talk interessante della mattinata è stato quello di Luca Barillaro; il nostro amico trader di Modena. Luca è un oratore affascinante che racconta le cose come stanno senza peli sulla lingua. Ha detto chiaramente che essere degli esperti di petrolio non aiuta chi fa il trader nei mercati. Anzi, chi fa il trader non legge i giornali, non studia le riserve, è uno "spirito animale" che "sente" l'aumento o la caduta dei prezzi. Non è un mestiere per gente che ragiona sui fondamentali. Ha ragione - se io dovessi fare il trader avrei già mandato in fumo qualche milione di dollari. Nella situazione attuale, se ho capito bene, l'effetto dei mercati finanziari è di aumentare l'incertezza dei mercati - chi specula lo fa sulla volatilità dei prezzi e questo rende molto difficile gestire la situazione per chi usa veramente petrolio; come le compagnie aeree. il "greed" degli speculatori fa si che i mercati raggiungano dei tipping points; crollano periodicamente. Ora c'è la pausa caffé. Passo e chiudo.
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Seconda sessione della mattinata. Il convegno è un po' organizzato "alla
spagnola" (inteso come "all'italiana") ovvero siamo indietro sul
programma di almeno un'ora.
Cronaca in tempo reale: in questo momento sta parlando Charles Hall, che
conosciamo come economista-ecologista della scuola di Odum, Forrester e
Hubbert, forse il proponente principale del concetto e dell'importanza
del ritorno energetico "EROI".
Charlie ha la caratteristica di una voce tonante che rimbomba nella sala
anche senza microfono. Ci fa vedere una cosa che avevo pensato già io:
le predizioni dei "limiti alla crescita" del 1972 si stanno avverando
alla perfezione!! Tutto si sta avverando, siamo dei profeti! Invece, gli
economisti hanno sbagliato tutto in modo veramente spettacolare. Però,
Charles, come economista fuori dal coro si trova in difficoltà a trovare
fondi per la sua ricerca mentre viene sostanzialmente ingnorato dal
mainstream di quello che si fa in economia. Il concetto fondamentale che
Charles Hall propone, e che mi trova completamente daccordo, è che
quello che chiamiamo "progresso" viene spesso attribuito alle virtu'
della tecnologia, ma in realtà è principalmente dovuto all'incremento
della produzione di energia. Cominciate a ridurre l'energia, e addio
progresso.
Charles anche lui parla un po' "all'italiana," ovvero ha preparato
troppe figure, sta andando fuori tempo, sta facendo vedere una figura
dopo l'altra e nessuno sta capendo più niente. Peccato, perché il talk
era molto interessante - aveva bisogno di almeno 45 minuti, invece glie
ne hanno dati 20. Queste cose non succedono solo in Italia; ma sembrano
tipiche dei paesi latini. Va a finire che non andiamo più a pranzo....
Finisce alle 12:20; 55 minuti di ritardo sul programma. Ora vediamo che
succede...
Continua.....
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Sempre cronaca in tempo reale. Parla ora Jerome Guillet, noto anche come
"Jerome a Paris", economista catastrofista noto in vari blog e liste,
soprattuto su "The Oil Drum". Jerome è un peak-oiler, micidialmente
catastrofista. Ma oggi ha fatto un talk veramente da economista
illustrando le opportunità di investimento in Europa nell'energia
eolica. Ottimo approccio: è inutile parlare di catastrofi ai
catastrofisti (come sembra che si stia facendo parecchio oggi). Ci vuole
una visione positiva: cosa si può fare? Che cosa è entro le nostre
possibilità pratiche? Jerome ha l'approccio giusto; è la cosa che cerco
di fare anch'io; non focalizziamoci troppo sui problemi, ma piuttosto
sulle soluzioni.
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Ore 12:50; sempre intempo reale da Barcellona. Parla ora Mario
Giampietro, ricercatore della scuola di Odum e Ulgiati; attualmente
lavora all'università autonoma, qui di Barcellona. Hot topics: biofuels
Giampietro lo conoscevo da un convegno a Porto Venere di un paio di anni
fa. Che fosse bravo, lo sapevo, questo suo talk di oggi me lo conferma
in pieno. L'inizio è "Cosa è successo del buonesenso?" Stupendo!!
Comincia dicendo che, idiozia per idiozia, nel complesso è meglio
bruciare il mais direttamente nella stufa che trasformarlo in
biocarburante. Ma, idiozia per idiozia, ce ne sono di molto peggiori;
come quella di mandare le automobili con il grasso umano ottenuto per
liposuzione. Cita anche l'idiozia attribuita a Maria Antonietta, quella
delle Brioches. Che i biocombustibili siano una pessima idea è noto già
dal 1945, e Giampietro continuano a chiedersi perché la gente sia tanto
entusiasta del concetto.
Giampietro ci ha dato una belllissima sintesi del sistema economico
visto in termini biofisici, incluso il ruolo dei biocombustibili coma
una delle cause dell'attuale crisi alimentare. Non ve la posso
riassumere in poche righe, anche lui alla fine è caduto nella trappola
di voler dire troppe cose in poco tempo e di far vedere decine di
diapositive troppo alla svelta, senza che nessuno in platea capisca più
un bastone. Però vi posso dire che se organizzate un convegno,
invitatelo! Ma dategli almeno mezz'ora - 45 minuti se possibile perché
queste cose sono fondamentali e qualcuno bisogna che le dica.
Purtroppo, uno dei problemi dei nostri tempi è che nessuno da retta a
chi dice le cose di buonsenso e che continuamente ci lanciamo alla
ricerca di soluzioni che peggiorano il problema. In altre occasioni,
avevo fatto l'esempio della balena spiaggiata che usa le sue ultime
forze per trascinarsi penosamente nella direzione opposta a quella
dell'acqua
Continua. Sono le 13:10. Non so se ora andiamo a pranzo (e mi stanno
finendo le batterie.....)
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La sessione pomeridiana comincia con 45 minuti di ritardo. Poteva essere
peggio considerando l'esempio che avevo fatto del treno regionale.
Continuo con la mia cronaca in tempo reale, anche se le batterie stanno
dando segni di sofferenza. Sta parlando Bob Loyd che è venuto dalla
Nuova Zelanda apposta. Mi ha detto ieri sera che ha calcolato di aver
consumato circa 15 barili di petrolio per venire a Barcellona. Lloyd ci
ha fatto una presentazione piuttosto filosica, cercando di correlare
quello che sta succedendo al mondo con la struttura del cervello umano.
Interessante, ma non mi è parsa portare elementi particolarmente nuovi.
Batterie vicine all'ultimo respiro.....
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A questo punto, sono finite le batterie del computer e non solo quelle. Quando il conferenziere che è venuto dopo ha cominciato a classificare l'energia nucleare fra le "rinnovabili", anche le mie batterie son finite e sono dovuto andare a prendere un po' d'aria. Sono ritornato più tardi a sentire qualche spezzone della conferenza, ma non mi sembra che ci siano state altre presentazioni veramente degne di nota
Passo e chiudo!!
lunedì, ottobre 20, 2008
ASPO-VII a Barcellona

Il convegno ASPO-VII si sta rivelando un impegno notevole, fra comitati, discussioni e il convegno vero e proprio. Speravo di potervi fare una cronaca in diretta, come ho fatto per il convegno sui rifiuti di Granada, ma non ce la faccio. Qui di seguito, vi passo una lettera che sono riuscito a spedire di straforo alla mailing list dei soci ASPO. Spero di potervi raccontare qualcosa di più domani.
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Cari amici,
vi scrivo qualche nota "a caldo" dal convegno ASPO VII di Barcellona. Sto scrivendo dalla platea del convegno dove, ome vi dicevo, si respira una certa nettissima aria di post-picco il che sembra rendere certe disquisizioni teoriche piuttosto poco interessanti. Qualche anno fa, accapigliarsi su un picco lontano parecchi anni nel futuro era divertente; oggi sembra un po' fuori luogo. Così, le presentazioni più interessanti sono quelle che hanno esaminato i dati storici e ci hanno detto esattamente dove stiamo. Queste sono state quelle di Jean Laherrere e quella di Louis de Souza.
Jean, come al solito, ha a disposizione tonnellate di dati. L'analisi che ha fatto quest'anno è stata in collaborazione con Jean-Luc Wingert; più elaborata e dettagliata di quelle precedenti. In sostanza, via via che ci avviciniamo al picco, curiosamente la predizione diventa più difficile perché ci troviamo a seguire qualcosa che oscilla e cambia tutto il tempo. Sembra chiaro che da Settembre del 2008 siamo in discesa; ma è questo veramente il picco globale? Secondo i due Jean, ci potrebbero essere delle oscillazioni produttive su un arco di parecchi anni non molto diverse da quelle che ci furono al tempo della grande crisi degli anni '70. Se la crisi finanziaria fa crollare la produzione, non è impossibile vederla rimbalzare in alto, perlomeno parzialmente, qualche anno dopo. Se ci saranno oscillazioni del genere, ci sarà chi grida "picco, picco!!" e chi grida "non era il picco! Non era il picco!" L'incertezza ci farà sicuramente prendere degli abbagli clamorosi, sia in temini di eccessivo ottimismo come di pessimismo.
D'altra parte, l'analisi più interessante di oggi è stata senz'altro quella di Louis de Souza. Non è tanto la produzione globale che conta, ma sono le esportazioni. Come avevo notato anch'io in alcuni post, Louis ha fatto vedere che gli alti prezzi ingenerano un circolo vizioso di stimolo delle economie dei paesi produttori che consumano sempre più petrolio a spese dei consumi degli importatori. In pratica, i dati fanno vedere come il picco delle esportazioni sia stato nel 2005. Da allora, siamo in chiaro declino. Come paesi importatori, stiamo già facendo i conti con il post-picco e questo spiega molte cose di quello che ci sta succedendo. Louis non ha fatto vedere dati sul gas, ma sembra che lì non siamo ancora al declino, ma come minimo siamo piatti, con probabile declino delle esportazioni imminente. Qui, ovviamente, non si può parlare di dati globali perché il gas è una risorsa sostanzialmente locale.
Ha detto anche Louis che probabilmente l'UE otterrà il 202020 senza colpo ferire per via del declino già in atto. Può anche darsi che abbia ragione.
Questo è tutto per ora da Barcellona. Fra mezz'ora c'è la mia presentazione. Passo e chiudo.
UB
giovedì, maggio 01, 2008
Sabato 3 maggio a Torino il secondo convegno di ASPO-Italia

Sta per partire, questo Sabato, il secondo convegno di ASPO-Italia. Dopo il primo convegno che abbiamo tenuto a Firenze a Marzo dell'anno scorso, quest'anno ci ritroviamo a Torino presso il museo regionale di scienze naturali il 3 Maggio a partire dalle 9:30 del mattino.
Ospite d'onore, quest'anno, il geologo scozzese Euan Mearns che ci parlera di un argomento scottante: quello del gas naturale. Al momento, tutti sono preoccupati degli aumenti dei prezzi del petrolio, ma le forniture di gas sono una cosa sotto molti aspetti più delicata, specialmente con il declino ormai irreversibile dei giacimenti del Nord Europa. Euan Mearns ha lavorato a lungo sui giacimenti del Mare del Nord ed è uno degli esperti mondiali in questo campo
Il convegno comprende un'intera giornata con molti oratori che affronteranno le problematiche delle risorse naturali (petrolio e minerali), le risposte tecnologiche (veicoli elettrici, energia solare, e pianificazione) come pure la risposta umana al picco da diversi punti di vista.
L'ingresso è libero. Trovate qui il programma completo del convegno
[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@gmail.com. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]
domenica, dicembre 23, 2007
Cronaca (disordinata) dell'incontro di Siena
Dopo un cinquinesco elettrico viaggio wwwwwwhhhh di una 65ina di km, una volta tanto privo di eventi, arrivo alla Calp di Colle Val D’elsa, la più grande azienda vetraria italiana, dove, pur essendo una specie di città, grazie a Corrado, TUTTI conoscono il cinquino.
Il portiere, questa volta mi alza la sbarra, mi aggiro elettricamente, tra gli sguardi dei pochi operai presenti, tra gli enormi capannoni, mucchi di cristallo in attesa di riciclo e materie prime varie, palletts, pancali e ganci di sollevamento da piano quinquennale, mega-impianti di aspirazione, ventilazione, alimentazione....ed arrivo al laboratorio elettrico dove Corrado ed un po' di collaboratori, circondati come al solito da DECINE di motori elettrici ed altri arnesi vari, piu' o meno smontati riassemblati, acccumulati... mi aspettano. Attacchiamo il cinquino in carica e SCHEGGIAMO con la macchina di Corrado a prendere Luca.
Il tempo di prendere respiro due volte ( ma devo concentrarmi PARECCHIO per ricordarmi di respirare) e siamo arrivati alla stazione di Siena a prendere Luca che arriva, nonostante lo sfiatatissimo trenino diesel bicarrozza IN ORARIO.
O meglio: Arriva in orario rispetto all'orario Internet, con15 minuti di ritardo rispetto a quello degli orari affissi e con 25 minuti di anticipo rispetto a quanto segnalato dai tabelloni luminosi.
Buh?
Corriamo all'appuntamento con gli altri Aspisti ad una grande fonte detta della pescaia per la visita ai "bottini" medioevali di Siena.
L'atmosfera è surreale, dietro degli anonimi caseggiati anni 60 ( per quanto realizzati con quel minimo di garbo che ancora conservano da queste parti), ed una strada rialzata, c'e' un meraviglioso edificio medioevale davanti il quale si apre una piazza del Campo in miniatura, vero ed evidente centro di socializzazione sotto le arcate gotiche che reggono l'edificio si succedono tre vasche dove placidamente gorgoglia l'acqua, le tre vasche essendo al tempo destinate in ordine, agli umani, agli animali ed infine alle lavandaie. Intorno e davanti alle vasche sedute in mattoni ed i segni di attività sociali ormai dimenticate.
Eh si, perché il grande spazio è DESERTO, come dimenticato, dal quartiere che gli è sorto intorno, una sorta di NON-rovina romana, estraniato dalla quotidianità. Sembra quasi, complice la luna che fa capolino, di vedere i fantasmi delle lavandaie che per generazioni si sono succedute, dei mercanti, degli abitanti insomma che per tanti secoli hanno tenuto in ordine e funzionante quella fonte.
Eh, si' perché a Siena L'acqua, naturalmente NON C'E' e NON c'e' mai stata.
Questo forse è anche la ragione per la quale la formidabile serie di alture è rimasta semi-abitata per millenni, nonostante le succedutesi civilizzazioni etrusche e romane.
Il motivo è non climatico ma geologico.
Siena pogge su una specie di rupe tufacea ( non si tratta veramente di tufo ma di sabbie plioceniche molto poco addensate) che in pratica assorbe come una spugna l'acqua e tuttavia non è abbastanza permeabile da permettere la raccolta in un semplice pozzo.
Quindi ogni singola fonte compresa quella che stiamo vedendo si basa, per l'approvvigionamento su KM di canali scavati a mano nei secoli e per secoli mantenuti che si inoltrano nella rupe lasciando che l'acqua, goccia-goccia dalle mille fratture della roccia, si raccolga in una canaletta e poi in polle artificiali connesse tra di loro e poi, finalmente, arrivi alle fonti.
Un lavore secolare con una manutenzione a quanto pare, ripetuta ogni 70 anni.
L'acqua che filtra in fatti, è un'acqua "dura" ricca di calcare, che deposita, nei decenni concrezioni di travertino.
Il fenomeno avviene costantemente con la formazione di una sottilissima brina calcarea sulla superficie delle polle, a causa della degassificazione dell'anidride carbonica. Raggiunto uno spessore sufficiente la tensione superficiale dell’acqua non è piu' in grado di resistere al peso dello straterello e questo affonda pian piano cosi riempiendo le polle. e rivestendolo di un candido ( e durissimo) strato di calcare, un po’ come le stalattiti e le stalagmiti.
Si vedono ancora i colpi di piccone con cui hanno scavato i cunicolo e NONOSTANTE la siccità egli ultimi mesi l'acqua scorre ancora, placidamente e gorgogliando arriva alla fonte appena vista.
Torniamo in superficie e dopo una visita ad un mercatino (Luca fa incetta di una mezza quintalata di panforte artigianale) andiamo a dare un occhio alla bellissima enoteca/ristorante PUBBLICA che si trova nel forte costruito ( al terzo tentativo, pare, dai Fiorentini. 'che i Senesi di notte demolivano quello che le maestranze prezzolate dai Fiorentini costruivano di giorno).
Poi, dopo un mancato incontro con il professore di economia ambientale che ha invitato Luca, ce ne andiamo a recuperare il cinquino, non prima però di aver visitato un'altra fonte mi pare fonte nuova.
Questa visita mi si stampa nella memoria e non credo solo a me.
Immaginatevi una piccola chiesa gotica tagliata a meta, le bifore le alte volte a crociera, che sono aperte verso una piazza ( aime' piena di auto) con le solite due vasche rivestite di travertino auto formatosi di un candore accecante) i riflessi dell’acqua che sgorga placida PLACIDA, come il sottofondo di certi cd new age, sulle alte volte a crociera, la grande vasca, quasi una piscina, per l’acqua da bere e in successione quella piu' bassa per le lavandaie. Una cassetta della frutta di plastica, rovesciata, è diventato un meraviglioso pezzo di marmo traforato, ci metto un po a capire cosa è quella cosa, forse messa li per fare da gradino ed aiutare la discesa nell'acqua ( ai tempi chi insozzava l'acqua a Siena veniva sottoposto ad orrendi supplizi , ora immagino che i ragazzini, d'estate ci facciano il bagno).
Finalmente arriviamo alla Calp (Corrado, fortunatamente frenato dal traffico e dalla chiacchera con Luca scende a velocità che permettono una respirazione naturale) ed andiamo a visitare una linea di produzione, una cosa affascinante anche e sopratutto per il mix di tecnologia intelligenza manualità ed anche efficienza energetica che si vede ovunque.
A parte la complessità dei macchinari ( uno poi capisce perché ci vuole assolutamente una GROSSA officina elettrica e pure con parecchie persone competenti) quel che colpisce è la qualità dell'isolamento.
Ad un certo punto ci troviamo di fronte ad una specie di grossa piscina sospesa su possenti travi in acciaio e rivestita di refrattario.
Dentro ci sono ( circa) 100 quintali di vetro a 1500 gradi, come dimostra una condotta che si dirama ed arriva ad una specie di beccuccio gigante da pasticciere che robotticamente fa cadere da tre o 4 metri un gocciolone fuso di cristallo in una specie di stampino king-size da dolcetti natalizi, fase iniziale della realizzazione di fruttiere in cristallo giganti...
Bene. la parte alta del tinozzone è APERTA e coperta del materiale che viene via via aggiunto ( la linea è continua), vetro di recupero, minio ed altri ossidi aggiunti ( e trattati, ovvero inumiditi se ben ricordo, per evitare polveri letali etc etc) questo materiale, pian piano, fonde e sprofonda, mescolandosi con il resto del blob.
Siamo, forse, a tre metri e FA FREDDO.
Infatti arriva lo spiffero dalle vetrate a 15 metri alle nostre spalle e nemmeno un erg da davanti.
Quasi incredibile, specialmente per un geologo che ha avuto la ventura di trovarsi ad una distanza di due o tre volte superiore (una dozzina di metri) da una colata lavica, a Stromboli, e si è trovato con le sopracciglia ed un bel ciuffo di capelli strinati dalla vampa di calore irradiato... e questo con una temperatura di almeno 500 gradi piu' bassa...Il pavimento su cui camminiamo e rivestito di piombo. Mentre sto chiedendomi se serve per assorbire vibrazioni e/o rumore Corrado spiega tranquillamente che serve come un MEGA fusibile: In caso di collasso/rottura del cisternone di vetro fuso questo colando fuori anziché invadere l'intero capannone come una colata di lava artificiale (penso agli operai di Torino e rabbrividisco) fonderebbe all'istante il pavimento di piombo precipitando in un grosso locale con un volume multiplo di quello del cisternone.
Affascinati, finiamo il giro e ritorniamo a Siena , io con il cinquino e Corrado e Luca con la macchina di Corrado.
Tocco punte di ben 102 km/h di Gps ( ma il motore protesta, essendo fatto frullare piu' di quanto abbia voglia...) mentre in effetti nelle zone in piano il cinquino fa sempre i suoi 95 km/h reali, come dovrebbe.
Messo il cinquino di traverso all'ingresso dell'incontro comincia la conferenza, di cui parlerà Ugo in un altro post.
Luca, in pubblico, è di una efficienza senza pari.
Io che alle conferenze mi distraggo velocemente, ANCHE se l'argomento mi prende, non perdo una battuta. Ed il pubblico pure.
Sopratutto, è una mossa simbolica e QUINDI sostanziale, quella di far sedere sulle sedie del palco "oratori" le persone in piedi in fondo alla sala. Il lato simbolico è evidente: il problema E' LORO, le persone DEVONO partecipare e non assistere come, purtroppo invece ci insegna, ad esempio, la televisione. Un incontro deve ESSERE un incontro.
Sopratutto, terminando, Luca torna a ripetere: Ok, io vado a mangiarmi un cinghialetto locale ma... voi continuate, e, bene, funziona:
Benché un bel po’ di persone se ne vadano, come alla fine di uno spettacolo, TANTI restano e, appunto, continuano.
Ottima semina, Luca.
Per il resto Corrado ci porta a sud già in mezzo alle crete dove l'agriturismo in cui alla fine abbiamo l'ASPO convivio è accanto ad una polla termale naturale, ancora allo stato grezzo fino a qualche anno fa ed ora trasformata in una specie di rustica piscina..anche qui lo sviluppo avanza, ma non in modo devastante direi.
Il glu glu del post precedente si riferisce ad un curioso "Merlot in purezza" delle vigne limitrofe, vino inusuale, devo dire, da quelle parti, affinato in rovere, ma direi non barricato. Per quel che so il Merlot è un vitigno robusto, che sopporta terrenacci, climi ed irrigazione marginali, al contrario di altri più delicati e tradizionali, che chiedono cura, irrigazione ( o almeno pioggia)….
Forse, tanto per cambiare, anche questo si lega alle mille e mille beghe di cui gui parliamo, un piccolo flebile segnale, almeno per chi riesce a coglierlo.
Come al solito chiacchieriamo di mille cose tra cui, tra parentesi, mi piacerebbe che qui si riprendesse le mappe cognitive di Andrea (Ans-Fans) per l'aspo education, In quanto fantastiche per la possibilità di visualizzare a colpo d'occhio le connessioni tra le mille problematiche che qui dibattiamo, sostanzialmente facendo acquistare una dimensione al classico approccio monidimenisonale-lineare delle tipiche presentazioni e/o dei siti internet.
In piu' la struttura da database relazionale permette una implementazione progressiva e quindi, nei limiti da noi stabiliti, "open source".
Salutatici con un abbraccio, ed dopo un bel in bocca al lupo a Luca ( oggi avrà 8-minuti-8 da Fazio e credo che domani lo scorticheranno vivo su mezza stampa nazionale) io, Ugo la moglie ed una loro amica ce ne torniamo a Firenze, mentre, finalmente, per il relax auditivo di tutti quanti, finalmente mi taccio e m'arronfo.
Recuperata la nuova/vecchia bi ruote ( sto vendendo lo scassone precedente e sono passato ad un modello piu' piccolo piu robusto, tendente all'eterno, e sopratutto piu' risparmioso) la frustrata di aria diacciatissima ( sono quasi le 2 di notte) mi tiene egregiamente sveglio fino a casa.
Pietro
mercoledì, ottobre 17, 2007
E' colpa nostra!

Se n'è accorta Debora Billi per prima nel suo blog: la colpa per i prezzi alti del petrolio è di ASPO! Debora ha trovato un articolo in un sito finanziario, "Energy Tech Stock" in cui si sostiene che la conferenza ASPO-USA di Houston che si tiene fra poco attirerà l'attenzione sulle teorie di ASPO di carenza petrolifera e quindi farà salire i prezzi.
Si dice "ambasciator non porta pena" ma si sa che è una massima che non vale nella pratica. Pronti a essere impeciati e impiumati? Forse abbiamo qualche speranza che non lo facciano, dato che anche la pece viene dal petrolio: finisce che costa troppo cara :-)
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lunedì, settembre 17, 2007
ASPO-6 in pieno svolgimento

Foto: Ugo Bardi (a sinistra nella foto) e Charles Hall (a destra) a ASPO6 a Cork. Charlie Hall era anche ad ASPO-5 a Pisa, professore di economia all'università di NewYork, allievo di Georgescu-Roegen, molto attivo nel campo che si chiama "bioeconomia"
Vi scrivo da Cork, in Irlanda, dove si sta svolgendo il sesto congresso dell'associazione ASPO. Io e Giovanni Marocchi siamo a rappresentare ASPO-Italia in un convegno dove la presenza italiana, francamente, non brilla. A parte noi due, c'è un solo altro italiano. Ci sono giornalisti da un po' dappertutto, ma della stampa italiana, zero totale. In Italia, sembra che vediamo il picco del petrolio un po' come il diavolo. Se non lo nominiamo, forse non apparirà....
La prima giornata del convegno è stata molto tecnica, con grandi tabelle e grafici di riserve, produzione, domanda, offerta e le varie regioni petrolifere. Era anche molto serio e molto "mainstream", il catastrofismo è assolutamente bandito da questo tipo di cose. Una giornata intera di questo tipo di cose diventa parecchio pesante ma d'altra parte è qui che si riuniscono i maggiori esperti mondiali su questi argomenti.
Senza andare nei dettagli, vi posso raccontare dell'intervento di James Schlesinger, che è stato il direttore della CIA e segretario alla difesa degli Stati Uniti. Schlesinger non ha portato dati nuovi, ma ha detto parecchie cose interessanti. Ha detto molto male dei politici e avvertito di non aspettarsi niente da loro. Ha detto "il politico ragiona in modo simbolico, in termini di gesti spettacolari. Non è in grado di quantificare le cose". Da qui il suo sostanziale pessimismo sulla capacità dei governi attuali di fare qualcosa di serio riguardo alla crisi climatica e energetica.
Schlesinger ha anche detto che ASPO può "dichiarare vittoria". Quello che era una volta un gruppetto di eretici è diventato ora mainstream. Può darsi, ma non sicuramente in Italia. Questo ha anche generato un commento molto divertente da parte di Kjell Aleklett, presidente di ASPO, che ha detto "Beh, mi fa venire in mente un tizio su una portaerei che aveva dichiarato vittoria troppo presto...."
Un'altra presentazione non tecnica è stata quella di George Lee, un economista che lavora come produttore televisivo. Ha raccontato che il suo recente servizio sul picco del petrolio gli ha causato delle "ferite mentali" (mental scars); mi posso immaginare come certa gente lo ha trattato. Ha detto che la grande maggioranza della gente non solo non sa niente della questione del picco ma che, anche, non ne vuol sentir parlare. Incidentalmente, questo è esattamente quello che avevo sostenuto in una discussione che c'è stata fra i commenti di un post precedente, quello del "ritorno da Norimberga"
Un nota tecnica che vale la pena di commentare è stata la presentazione del prof. Xiangqi Pang (se ho scritto giusto il nome) che ha fatto vedere come i Cinesi abbiano preso molto sul serio ASPO e il picco. Fra le altre cose, ha detto che la Cina è diventata da quest'anno un importatore netto di carbone; cosa che la dice lunga sulle prospettive generali del carbone. Sembra proprio che il carbone non sia destinato a diventare quella manna di abbondanza che alcuni dicono.
Una cosa che ho anche notato è come quasi tutti gli oratori erano preoccupati dell'aumento dei consumi interni dei paesi produttori di petrolio. E' questo fattore che sta causando il declino delle esportazioni da parte dei paesi OPEC e che causa gli aumenti dei prezzi. Anche se la produzione totale è ancora statica o molto leggermente in aumento; il flusso che esce dai paesi produttori è in contrazione. Il consumo nei paesi ricchi è statico, ne consegue che c'è qualcuno che contrae pesantemente i consumi, e questi sono principalmente i paesi poveri. Di questo ha parlato - e lo ha stigmatizzato - David Fleming, l'unico che abbia mostrato un po' di calore umano nella massa di freddi dati e curve.
La situazione è un po' come quella di una barca che affonda. I più deboli finiscono progressivamente a mare, mentre chi è forte si mantiene a galla per un po'. In Italia dove siamo? Con l'acqua alla cintola, o forse già fino al collo.
Domani, seconda giornata di convegno, vi terrò informati.
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