Apparso il 19 Aprile 2010 su The Oil Crash. Traduzione di Massimiliano Rupalti.
Pubblicato anche su Effetto Cassandra
Il blog di ASPO-Italia, sezione italiana dell'associazione internazionale per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO)
Come ho riferito in questo mio precedente articolo, nel 2009 si è verificato in Italia un sensibile calo dei Consumo Interno Lordo di energia elettrica (Produzione Lorda + Saldo Import – Export). Per le stesse ragioni sono ovviamente in diminuzione sia la Richiesta di Energia Elettrica (Consumi Finali + Perdite di rete) sia gli stessi Consumi Finali. Però questo dato complessivo non ci dice nulla sulla distribuzione del calo tra le varie attività di consumo.
Nella tabella allegata (per ingrandire cliccare sopra) estratta dal sito di Terna sono riportati i dati relativi alla richiesta di energia elettrica (consumi finali più perdite di rete) italiana nei primi nove mesi dell'anno. Come si può vedere, collegata a una piccola ripresa economica c'è stata una limitata crescita di tale valore ( +1,7%) rispetto al crollo storico verificatosi nel 2009 (-5,7%) e descritto in un mio precedente articolo. Però, guardando qui i rapporti dei mesi precedenti, questa ripresa dei consumi sembra un pò rallentare. E nel frattempo i prezzi del barile hanno ripreso a salire. 
ci prova il Ministero dello Sviluppo Economico nello studio “Scenario tendenziale dei consumi e del fabbisogno (energetici) al 2020”. Qui accanto, trovate il grafico tratto dallo studio in questione che, a partire dai dati storici, prefigura una crescita continua e apparentemente senza fine dei consumi energetici italiani.
enza del picco globale dei consumi energetici, come ipotizza Ugo Bardi in un suo recente articolo o riprenderà la corsa della crescita senza fine ipotizzata dal Ministero? La teoria di Hubbert, oltre al buon senso, farebbe propendere per la prima ipotesi. Comunque, “Ai posteri l’ardua sentenza”.
io dei trasporti italiani è arrivata al 96,7% e i consumi finali di petrolio sono assorbiti per il 61,8% dai trasporti, con una tendenza alla crescita determinata dalla progressiva riduzione di questo combustibile fossile nelle centrali termoelettriche. I Consumi e perdite del settore energetico sono circa il 25% del Consumo Interno Lordo e sono localizzati prevalentemente, per circa l’85%, nel settore elettrico. Il peso di quest’ultimo nel sistema energetico italiano ha superato nel 2006 il 35% del consumo totale di energia. Rimando a un precedente articolo per un’analisi specifica della produzione di energia elettrica.

Figura: comsumi energetici lordi italiani in Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. I dati sperimentali sono fittati con la derivata di una curva logistica. Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico
Avete l'impressione anche voi che stiamo diventando più poveri? Sembra proprio di si; nonostante la risposta abusata che "i ristoranti sono sempre pieni". Questa povertà crescente si può quantificare in vari modi e io credo che uno dei più probanti sia quello del consumo di energia.
Ho pubblicato già più di una volta su questo blog dati sui consumi petroliferi italiani che, negli ultimi anni, sono in netta diminuzione. La domanda che mi arriva spesso di ritorno è come siano variati i contributi delle altre fonti energetiche. In effetti, il calo dei consumi petroliferi potrebbe essere dovuto più che altro alla sostituzione del petrolio con altre fonti; il gas per esempio. Questo sta in effetti accadendo sia per il riscaldamento domestico come per la fornitura di energia elettrica.
La domanda è importante. Se, in effetti, è solo una questione di sostituzione, siamo di fronte a un cambiamento tecnologico in atto, ma a parte questo non cambia gran che nella nostra società. Ma se tutti i consumi sono in calo, allora vuol dire che veramente stiamo diventando tutti più poveri, nonostante che i ristoranti siano pieni.
Allora, nella figura in alto potete vedere i consumi energetici lordi italiani espressi in milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. I dati sono fittati con una derivata della logistica. C'è un punto nel 2002 che è abbastanza fuori posto. Esaminando i dati, si vede che è dovuto principalmente a una caduta di più del 10% della produzione di energia rinnovabile (più che altro idroelettrica). Non so cosa sia successo nel 2002 che ha fatto abbassare la produzione ma, a parte questo punto, la tendenza della curva sembra chiara verso un appiattimento e una diminuzione. Il calo del 2006 non è dovuto alle rinnovabili, ma al calo del consumo dell'insieme dei combustibili fossili.
Se i dati per il 2007 confermeranno la tendenza alla diminuzione, allora siamo di fronte a un cambiamento molto netto, forse epocale, nella situazione economica del paese, dove la crisi dei combustibili fossili sembra cominciare a farsi sentire in modo molto netto. Dato questa diminuzione strutturale, non c'è da stupirsi se il sistema finanziario sembra diretto verso una recessione
Continueranno a essere pieni i ristoranti? Staremo a vedere
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Dati da http://www.swivel.com/data_sets/show/1003357, per il 2006 da http://www.eia.doe.gov/emeu/cabs/Italy/Oil.html
(Prezzi da www.bp.com)